Natural lake after thaw on Gavia mountain pass in the Stelvio National Park, in the north of Italy
Tra le montagne della Valtellina, nel Parco Nazionale dello Stelvio, la zona di Santa Caterina Valfurva e del Passo Gavia offre una grande varietà di percorsi escursionistici.
Dai sentieri immersi nei boschi alle salite verso laghi alpini e cime oltre i 3.000 metri, ecco 4 trekking in Alta Valtellina per godersi settembre prima che arrivi il freddo.
L’itinerario che collega Santa Caterina Valfurva a Plaghera è una passeggiata semplice e rilassante, ideale per chi desidera immergersi nella natura senza affrontare un’escursione impegnativa.
Il percorso si sviluppa prevalentemente nel bosco, tra abeti, larici e numerosi ruscelli alimentati dalle acque che scendono dalle montagne circostanti, regalando un ambiente fresco e piacevole soprattutto durante la stagione estiva.
Ph: Gettyimages/agustavop
La partenza si trova a Santa Caterina Valfurva. Percorrendo la strada che sale verso il Passo Gavia, al secondo tornante si imbocca il “Sentiero delle Sorgenti”, ben segnalato e facilmente riconoscibile.
Il tracciato attraversa un’area ombreggiata con un dislivello contenuto, risultando adatto anche a famiglie con bambini e a chi ha poca esperienza di trekking.
In circa un’ora di cammino si raggiunge Plaghera, un’ampia conca prativa che durante l’inverno ospita alcune piste da sci e un campo scuola. Nella bella stagione, invece, l’area diventa un punto di ritrovo per escursionisti e famiglie, grazie alla presenza di alcuni punti di ristoro.
Chi desidera prolungare la passeggiata può continuare verso le località di Sclaneira e Sobretta, addentrandosi ulteriormente negli scenari del Parco Nazionale dello Stelvio.
In alternativa, Plaghera è raggiungibile anche in auto seguendo la strada del Passo Gavia in circa quindici minuti da Santa Caterina Valfurva.
Il Rifugio Valmalza sorge a 1.998 metri di quota all’interno della Valle delle Messi, nel territorio comunale di Ponte di Legno, in provincia di Brescia.
L’escursione che conduce al rifugio è una delle più semplici e piacevoli della zona, adatta anche a chi desidera una camminata senza particolari difficoltà tecniche, immersa in un ambiente alpino caratterizzato da boschi, pascoli e torrenti.
Ph.: Gettyimages/Andreas Bucher
Lungo la strada che sale verso il Passo Gavia si arriva in località Sant’Apollonia, dove si imbocca la strada che si addentra nella Valle delle Messi.
Poco oltre si incontra un’ampia area picnic con parcheggio, ideale per lasciare l’auto.
Da qui ha inizio l’itinerario, che segue il sentiero CAI 58 lungo una comoda strada sterrata.
Il percorso presenta un dislivello contenuto e una pendenza regolare, risultando accessibile anche a famiglie con bambini e a escursionisti poco esperti.
In circa un’ora e mezza di cammino si raggiunge il Rifugio Valmalza, circondato da un paesaggio tipicamente alpino che invita a una sosta prima di intraprendere eventuali escursioni più impegnative verso le cime e i laghi dell’area.
Il Lago Nero del Gavia è una delle mete più suggestive dell’alta quota lombarda. Situato a 2.386 metri, poco distante dal Passo Gavia, si trova all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, in un ambiente di alta montagna fatto di pascoli, torrenti e ampi panorami sulle cime circostanti.
Insieme al vicino Lago Bianco, sul versante opposto del passo, rappresenta una delle escursioni più interessanti della zona.
Ph.: Gettyimages/Mrkit99
L’itinerario raggiunge il lago risalendo la Valle delle Messi, una delle vallate più belle e tranquille del territorio di Ponte di Legno.
Il punto di partenza si trova a circa 1.550 metri di quota, presso un’area di parcheggio da cui si imbocca una comoda strada sterrata che risale la valle seguendo il versante sinistro orografico del torrente Oglio Frigidolfo.
Il primo tratto del percorso è semplice e piacevole, con una pendenza regolare. La strada attraversa prati, boschi di conifere e antichi nuclei di baite, seguendo un paesaggio ancora fortemente legato alla tradizione pastorale della valle.
Lungo il cammino si incontrano le Case degli Orti, dove si lascia sulla destra il sentiero diretto alle Baite di Caione, e successivamente le Case Pradazzo, proseguendo senza seguire la deviazione verso i Laghetti di Monticelli.
Superate queste località, la strada continua tra ampie distese erbose e alcuni tratti ombreggiati dal bosco, fino a raggiungere il bivio con il sentiero CAI 57, che indica la direzione per il Lago Nero e il Passo Gavia.
Da questo punto il percorso cambia fisionomia: si abbandona la comoda sterrata e si inizia a salire più decisamente lungo i pendii erbosi dell’alta valle.
La salita conduce ai resti delle Baite Gaviola, quindi attraversa un ambiente più selvaggio, superando alcuni corsi d’acqua e il solco del Rio di Gaviola, per poi proseguire tra rocce levigate dall’antica presenza dei ghiacciai.
L’ultimo tratto alterna pietra e pascolo fino alla conca dove compare finalmente il Lago Nero.
Posto a 2.386 metri di altitudine, il lago è circondato da un paesaggio tipicamente alpino.
Le tonalità scure delle sue acque contrastano con il verde dei prati e il colore delle rocce circostanti.
La posizione privilegiata permette di godere di splendide vedute verso il gruppo dell’Adamello e le montagne che circondano il Passo Gavia.
L’escursione prevede un dislivello positivo di circa 800 metri e richiede poco più di due ore e mezza per la salita.
Il percorso non presenta difficoltà tecniche particolari, ma nella parte finale richiede comunque un buon allenamento, soprattutto per la quota raggiunta e per il carattere più impegnativo del terreno.
Per il rientro si può ripercorrere lo stesso itinerario dell’andata oppure scegliere una variante più lunga e panoramica passando dal Bivacco Linge.
Il Monte Gaviola è una delle mete più interessanti per chi desidera raggiungere una cima oltre i 3.000 metri senza affrontare un itinerario alpinistico impegnativo.
Situato nelle vicinanze del Passo Gavia, al confine tra Alta Valcamonica e Valtellina, offre un panorama straordinario sulle principali montagne delle Alpi Centrali, con un percorso relativamente breve ma capace di regalare grandi soddisfazioni.
Ph: Gettyimages/Nicola-Colombo
L’escursione prende avvio dal Passo Gavia, a 2.618 metri di quota, nei pressi del parcheggio antistante il Rifugio Bonetta.
Da qui si segue una comoda mulattiera ben segnalata che si dirige verso sud-est in direzione del Corno dei Tre Signori.
Il tracciato, inizialmente agevole e con pendenza moderata, permette di guadagnare quota gradualmente attraversando un ambiente tipicamente d’alta montagna, caratterizzato da pietraie, pascoli alpini e ampi spazi aperti.
Dopo pochi minuti di cammino si incontra un bivio segnalato.
Occorre abbandonare il percorso principale e seguire sulla destra le indicazioni per il Monte Gaviola.
La mulattiera continua a salire lungo il versante nord-occidentale della montagna con una serie di ampi tornanti, rendendo la salita regolare e mai troppo faticosa.
Raggiunta la quota di circa 2.870 metri, il percorso cambia aspetto: una vecchia frana ha modificato il tracciato originario e la mulattiera lascia spazio a un sentiero più stretto, con alcuni passaggi leggermente esposti.
Il tratto, comunque, è ben evidente, segnalato e normalmente frequentato, richiedendo soltanto maggiore attenzione nel procedere.
Superata questa sezione, il sentiero torna progressivamente più semplice e conduce verso la parte finale della salita.
Gli ultimi metri permettono di raggiungere la cima del Monte Gaviola, posta a 3.025 metri di quota.
La vetta è piuttosto raccolta e lo spazio disponibile è limitato, ma la posizione privilegiata regala uno dei panorami più spettacolari della zona.
L’escursione presenta un dislivello positivo di circa 400 metri e permette di raggiungere la vetta in tempi relativamente contenuti, rendendo il Monte Gaviola una meta ideale per chi vuole avvicinarsi al mondo dei tremila alpini senza affrontare difficoltà tecniche particolari.
Il percorso richiede comunque attenzione nella parte alta, soprattutto in presenza di terreno bagnato, neve residua o condizioni meteorologiche instabili.
_Info utili, mappe e foto sul sito dell’Ente turismo
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