La Valtellina in primavera si trasforma in un mosaico di colori e profumi che accompagna chi cammina dal fondovalle fino ai pascoli d’alta quota.
Gemme che si aprono, distese bianche e rosate di meleti, tappeti di crochi tra gli ultimi residui di neve: il territorio sondriese offre una sequenza di fioriture che si rinnova settimana dopo settimana, invitando a percorrere una rete di itinerari tra frutteti, vigne, boschi e prati.
La fioritura degli alberi da frutto in Valtellina richiama le atmosfere dell’hanami giapponese, la tradizione di osservare i ciliegi in fiore.
Anche qui i ciliegi selvatici regalano momenti scenografici tra fine marzo e inizio aprile, per circa due settimane a seconda della stagione e dell’altitudine.
I punti di osservazione migliori si trovano nei pressi dei centri abitati, a ridosso dei boschi e lungo gli antichi terrazzamenti.
I ciliegi in fiore – foto Getty Images
La presenza dei ciliegi sui versanti valtellinesi ha un’origine curiosa: nell’Ottocento, una precisa scelta amministrativa portò a piantarli per contrastare i frequenti smottamenti e consolidare il suolo grazie alle loro radici.
Il paesaggio fiorito che oggi incanta i visitatori è, in parte, l’esito di quella visione lungimirante.
Uno spettacolo simile lo offrono i meli, che ogni primavera tingono il versante retico delle Alpi di bianco e rosa.
Questo scenario si apprezza lungo tutta la Strada del Vino, da Ardenno a Tirano: un itinerario di 67 km a mezza costa, percorribile a piedi, in bici o in auto, che attraversa frutteti e vigne con soste in agriturismi e cantine.
Arrivati a Sondrio, è possibile deviare lungo il nuovissimo itinerario DiVino, immerso nei terrazzamenti vitati.
In questa stagione il percorso regala numerose fioriture di ciliegi e meleti, viste panoramiche sulla valle e la possibilità di conoscere l’arte dei muretti a secco, riconosciuti Patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO.
Con oltre mille ettari di meleti e circa mille aziende agricole coinvolte, la Valtellina si presenta come un vero giardino pedemontano.
I meli in fiore – Foto Getty Images
La coltivazione del melo si concentra fino a circa 900 metri di altitudine, in particolare attorno a Tirano nei comuni di Ponte in Valtellina, Bianzone, Villa di Tirano, Sernio, Lovero e Tovo di Sant’Agata.
Il microclima alpino, caratterizzato da forte escursione termica, esposizione favorevole e altitudine, conferisce alle mele IGP caratteristiche organolettiche uniche, garantendo frutti croccanti, profumati e di lunga conservazione.
Tra le curiosità della fioritura, nelle notti di gelo i meleti vengono irrigati per proteggere i fiori: l’acqua, ghiacciando, libera calore e li preserva. All’alba, milioni di corolle ricoperte di ghiaccio brillano al sole, creando un’immagine sorprendente.
Dalle fioriture di fondovalle ai fiori dei pascoli, la Valtellina offre un’esperienza in continua evoluzione.
I crochi sono tra i primi a comparire, già tra fine marzo e inizio aprile, spuntando tra l’erba dei prati ancora parzialmente innevati.
Questi piccoli fiori a forma di calice, generalmente viola, lilla, bianchi o gialli, trasformano i paesaggi in tappeti colorati, annunciando il risveglio della natura dopo l’inverno.
Un itinerario per scoprire i crochi parte dall’Alta Valchiavenna, nel settore più occidentale della provincia di Sondrio, nei boschi di Bondeno.
L’escursione è adatta anche alle famiglie: tra marzo e aprile il percorso attraversa boschi, pascoli e radure, con tocchi di colore tra gli ultimi residui di neve, fino al belvedere di Bondeno, dove lo sguardo si apre su un panorama della Valle Spluga.
Fioritura di Croco – Foto Getty Images
Proseguendo in direzione della Svizzera, da Madesimo si raggiunge l’altopiano degli Andossi, raggiungibile anche in auto ma particolarmente piacevole da esplorare a piedi lungo la passeggiata che costeggia il torrente Scalcoggia.
Il percorso è semplice e pianeggiante, dominato dallo scenografico Pizzo Spadolazzo (2.720 m), e tra fine aprile e inizio maggio permette di immergersi tra distese erbose e crochi.
Chi visita questi luoghi a giugno avanzato e prosegue fino a Montespluga, ultimo avamposto italiano prima del confine, potrà scorgere anche i primi rododendri in fiore.
Nei pressi di Morbegno, punto di accesso alla Valle del Bitto, un’altra opzione fiorita parte dal paese di Albaredo per San Marco.
L’itinerario è punteggiato da crochi, tra prati soleggiati e ampie vedute sulle Orobie, e attraversa un breve tratto boschivo per raggiungere il Rifugio Alpe Piazza (1.835 m), in un ambiente aperto e armonioso.
Salendo di quota e spostandosi verso la parte orientale della Valtellina, la primavera cambia ritmo e colori, aprendo la strada alle fioriture più tardive e ai paesaggi dell’alta montagna.
Chi desidera vivere la stagione in modo comodo e fuori dall’ordinario può salire a bordo del Trenino del Bernina, che parte dal centro storico di Tirano: la ferrovia sale e il paesaggio alpino primaverile scorre fuori dal finestrino.
_ Itinerario nella riserva naturale di Pian di Gembro
In alternativa si può percorrere la strada per l’Aprica e raggiungere la riserva nNaturale di Pian di Gembro.
Rododendri in fiore sul Monte Spadolazzo – Foto Getty Images
Tra Trivigno e Pian di Gembro la primavera si manifesta nelle fioriture del sottobosco: primule, scilla, crochi, rododendri e bucaneve animano un ambiente naturale incontaminato, lontano dai percorsi più frequentati.
_ Itinerario nel parco dei Bagni di Bormio
Proseguendo verso l’Alta Valtellina, tra i 1.350 e i 1.450 metri di altitudine, il parco dei Bagni di Bormio è il luogo ideale per passeggiare nella natura e osservare le fioriture tra maggio e giugno.
Situato nel parco nazionale dello Stelvio, liberamente accessibile, si estende tra le storiche strutture termali dei Bagni Nuovi e dei Bagni Vecchi.
Il bosco, piantumato nell’Ottocento, accoglie una ricca vegetazione alpina composta da pini, larici, abeti, cembri, mughi e orchidee selvatiche.
Nel sottobosco dominano le piante di erica, con piccoli fiori dalle tonalità che spaziano dal rosa tenue al lilla fino al porpora.
_ Tre itinerari tra le fioriture a Livigno
Da Bormio, attraverso la Valdidentro e il Passo del Foscagno, si raggiunge Livigno, dove tre itinerari permettono di ammirare le fioriture primaverili.
Il Sentiero Val Federia si snoda in una valle incontaminata dove crochi, primule, ranuncoli, soldanelle e genziane colorano i prati man mano che la neve si ritira, regalando scenari spettacolari per chi cerca escursioni alpine.
La fioritura dei Rododendri a Montespluga – Foto di Roberto Moiola/Ufficio Stampa Valtellina
La Ciclabile di Livigno, pianeggiante e accessibile a tutti, attraversa la vallata tra prati fioriti e scorci boschivi con dente di leone, ranuncoli e anemoni: ideale per famiglie e prime passeggiate primaverili.
Chi cerca escursioni più sfidanti può scegliere l’itinerario che risale la Val delle Mine, con un panorama straordinario sulla Val Viola e le Alpi Retiche.
Il percorso attraversa un territorio ricchissimo di fioriture spontanee: calendula, panace (Heracleum sphondylium), felci e sambuco.
Tre occasioni per visitare la conca alpina di Livigno nello scenario di una primavera che, in Valtellina, si rivela passo dopo passo.
_ Per maggiori informazioni: www.valtellina.it
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