Goloritzè, una caletta incantata tra mare e cielo

20 giugno 2019 - 20:16

Nominata “Monumento Nazionale Italiano” nel 1995, la spiaggia di Goloritzè è la più fotografata dell’Ogliastra, unica nel suo genere grazie anche a una miriade di sassolini bianchi, affini per dimensione a chicchi di riso.

L’itinerario che scende al mare è marcato da un paesaggio ancora selvaggio dove domina la fitta e profumata macchia mediterranea, gigantesche pareti di roccia, esempi di architettura montana pastorale.

Dal parcheggio, in loc. Sas Piscinas, un evidente pista, allargata e risistemata dal Comune di Banuei, guadagna quota verso est sino all’altipiano di Annidai.

Camminando sulla roccia calcarea il sentiero attraversa in breve un tratto pianeggiante che riprende a scendere lungo la codula, attraversando un luogo ombreggiato da splendidi esemplari di leccio, alti fino a 30 metri.

Perdendo quota si inizia ad intravedere il famoso monolite, Aguglia, sulle cui vertiginose pareti i free climber si appendono a fil di cielo.

Man mano che il Bacu Goloritzè si stringe, il sentiero attraversa un caratteristico arco di roccia per poi lambire la guglia di calcare, protagonista di una delle scalate più affascinanti d’Europa.

A questo punto se l’escursione è compiuta nel periodo estivo, quale migliore premio per i trekker se non un tuffo nell’acqua turchese, incredibilmente trasparente.

Una volta abbandonata la caletta, delimitata a destra dall’arco naturale di Punta Goloritzè e dalla Grotta del Fico (un tempo dimora della foca monaca), la risalita si svolge lungo il medesimo percorso dell’andata.

Non sono infrequenti avvistamenti di numerosi volatili: dai rondoni alpini ai falchi pellegrini che tendono agguati ai piccioni selvatici.

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