San Martino di Castrozza e Lagorai: trekking nelle dolomiti orientali

La bellezza sfrontata della roccia che disegna il profilo delle Dolomiti, le foreste antiche e incontaminate, i colori tanto accesi che neanche il miglior fotografo riuscirebbe a coglierne le sfumature. Sentieri d’alta quota sulle montagne più belle del mondo

16 aprile 2022 - 9:04

Lagorai, il cuore incontaminato delle Dolomiti

Bisogna esserci. Bisogna guardare con i propri occhi. Bisogna camminarci, per sentire il respiro del Lagorai.

Esplorare questa meraviglia è possibile grazie ad un insieme di itinerari – non solo naturalistici – da percorrere singolarmente o in più tappe.

Situata nella parte orientale del Trentino, la catena del Lagorai si sviluppa su una lunghezza di circa 50 chilometri ed è un vero paradiso per gli amanti dell’outdoor. La montagna offre una scenografia naturale di boschi, pascoli, rocce granitiche e laghetti alpini.

Camminare sul Lagorai ha un po’ il sapore dell’esplorazione di un territorio ancora selvaggio e incontaminato. Selvaggio però non vuol dire necessariamente riservato a pochi avventurosi indomiti e sprezzanti del pericolo.

Il Lagorai offre itinerari per tutti, dai più arditi a quelli che semplicemente vogliono godersi un po’ di aria buona con la famiglia.

Tutti i sentieri, sia quelli più facili che quelli per i più esperti, possono essere percorsi in un’unica giornata o in più giorni con pernottamento in rifugio.

Gli itinerari in quota sono numerosi, un elenco succulento solo a leggerlo, per gli appassionati di montagna: l’Alta Via del Granito, l’Alta Via del Porfido e il Lagorai Panorama sono solo alcuni tra quelli esistenti, ai quali si aggiunge la nuova Alta Via del Centenario dedicata ai luoghi della Grande Guerra.

La vetta più alta del Lagorai è la Cima d’Asta (2.847 m) che si trova lungo l’Alta Via del Granito, un percorso in quota di 3 – 4 giorni nel cuore granitico della catena, giorni che diventano 4 – 5 se si aggiunge una giornata per compiere un anello intorno alla cima.

I tanti itinerari d’alta quota sono un’attrattiva formidabile per chi vuole esplorare questa catena in più giorni, scoprendo panorami indimenticabili e anche interessanti testimonianze della Prima Guerra Mondiale.

Il Lagorai infatti offre suggestioni storiche, oltreché naturalistiche. Camminare tra queste montagne offre la possibilità di ripercorrere i sentieri della memoria delle battaglie della prima guerra mondiale.

È proprio pensando alla Grande Guerra è stato inaugurato quest’anno un itinerario ad hoc: l’Alta Via del Centenario.

Si tratta di un tour di 5 giorni che si sviluppa su 53 chilometri lungo i quali le battaglie cruente del primo conflitto mondiale hanno lasciato traccia visibile nelle trincee, nei camminamenti e in altri resti di opere belliche.

Un sentiero, quello del Centenario, che è un modo per respirare la storia tra le rocce e le foreste, nella natura.

E la natura da queste parti offre ricchezze ineguagliabili. Un modo per conoscerle è esplorare l’Oasi WWF Valtrigona, una vera rarità, trattandosi di una delle poche oasi WWF esistenti sull’arco alpino.

L’Oasi è attraversata da un Sentiero Natura che si propone come un viaggio nella biodiversità formidabile del Trentino, tra boschi di larici e pino cembro alla scoperta della fauna e della flora d’alta montagna.

Nella catena del Lagorai è naturalmente possibile trascorrere anche una piacevole giornata in montagna per conoscerne le tradizioni, la cultura e la saporitissima cucina locale.

Grazie a numerose passeggiate e percorsi si possono abbinare camminate di varia difficoltà a soste gastronomiche in rifugio o in baita, magari godendo di scorci memorabili sulle Dolomiti.

D’altra parte, cosa c’è di meglio che assaggiare un formaggio di malga con vista sule montagne più belle del mondo?

Pale di San Martino: le Dolomiti per tutti

Il Cimon della Pala, Rosetta, Cusiglio, Cime di Val di Roda, Sass Maor, Cima della Madonna: nomi che per gli appassionati suonano come un invito al quale non si può dire no.

Un invito a camminare, esplorare, respirare la montagna. Montagne. Ovunque ci si volti.

Anche a sud: la catena delle Vette Feltrine e, completando il giro a 360 gradi, il Lagorai con l’Alpe Tognola e le cime di Colbricon e Cavallazza.

Da San Martino sono raggiungibili facilmente tutti gli itinerari outdoor e i punti di maggior interesse: la Val Venegia, vallata di origine glaciale che si estende nella parte alta del bacino del Travignolo, un luogo idilliaco tra profumati pascoli alpini solcati da ruscelli; i tronchi della foresta di Juribrutto erano fonte di approvvigionamento per i cantieri di Venezia, Venegia appunto.

L’altopiano delle Pale, lungo circa 10 chilometri e largo 5, che si distende a una quota fra i 2500 e i 2700 metri.

Un ambiente quasi lunare, scoperto dai primi alpinisti inglesi nell’Ottocento e che, con questo paesaggio che sembra sospeso nel tempo, si dice abbia ispirato Dino Buzzati nell’immaginare la fisionomia del suo deserto dei tartari.

E poi i borghi della Valle del Primiero, piccole perle tra le montagne: Mezzano, nella lista dei borghi più belli d’Italia, da cui si può raggiungere la Val de Stua con vista sulle Pale; Fiera di Primiero; Transacqua, un’oasi di tranquillità; Imer, con un sito archeologico longobardo; Tonadico ai piedi del Castel di Pietra.

La Valle del Valnoi risponde invece a chi desidera immergersi nel cuore incontaminato del Trentino: più di 125 kmq quasi interamente coperti di conifere tra il Lagorai e la Cima d’Asta tra pascoli, laghi, torrenti, malghe e numerosi masi.

E poi ancora da non perdere il Passo Rolle, nello scenario incomparabile del Cimon della Pala e di Cima Vezzana, con un nucleo abitato attorno al valico, in posizione unica e panoramica, punto di partenza ideale per scoprire alcuni degli scorci più memorabili dell’arco alpino; e il Cristo Pensante, raggiungibile percorrendo l’omonimo trekking con vista proprio a partire dal Passo Rolle.

La rete sentieristica è ampia, capillare e sempre fruibile, anche dalle famiglie con bambini.

Alcuni percorsi sono proposti con livelli di difficoltà diversi; è il caso del Palaronda Trek, circuito di 4 – 6 giorni, con pernottamento in rifugio, nella versione solo trekking, oppure, più impegnativa, con ferrate.

Anche per gli appassionati di mountain bike non mancano le occasioni per divertirsi: la San Martino Bike Arena consente addirittura il downhill dal Rifugio Tognola, tra prati e boschi, in direzione di San Martino di Castrozza.

Lo sportivo può scegliere di esplorare questo piccolo paradiso outdoor come vuole, magari non dimenticando i numerosi eventi organizzati nel periodo estivo.

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