Valle d’Aosta, Alpenzù: con le ciaspole nel magico villaggio Walser

In Val di Gressoney ogni inverno un piccolo villaggio si ammanta di bianco e diventa magico: andiamo con le ciaspole alla scoperta della cultura Walser con vista sul Monte Rosa

20 gennaio 2026 - 11:47

Valle d’Aosta con le ciaspole: Val di Gressoney e i villaggi Walser

Non lontano da Gressoney-Saint-Jean, uno dei centri più noti della Valle di Gressoney, il villaggio di Alpenzù è una delle mete più interessanti per una ciaspolata invernale.

Il nucleo abitato si trova su un balcone naturale ben esposto, da cui la vista si apre sul massiccio del Monte Rosa e sull’intera vallata sottostante.

La posizione è uno degli elementi che rendono Alpenzù particolarmente apprezzato anche in inverno.

L’esposizione a est garantisce una buona illuminazione nelle ore mattutine, mentre la quota relativamente contenuta consente spesso di trovare condizioni adatte alle ciaspole anche quando l’innevamento non è abbondante.

La storia del villaggio è documentata fin dal XIII secolo.

Le prime testimonianze scritte risalgono al 1200 e raccontano l’insediamento delle comunità Walser, popolazione di origine germanica che si stabilì nelle valli del Monte Rosa portando con sé lingua.

L’architettura non lascia spazio a dubbi.

Le case walser sono costruite in legno e pietra, spesso sovrapposte, con una netta distinzione tra la parte abitativa e quella destinata al ricovero degli animali e allo stoccaggio delle scorte.

Tra gli elementi più caratteristici gli “stadel”, edifici rurali sollevati dal terreno e poggiati su colonne con basamento a forma di fungo, progettati per proteggere il raccolto da umidità e roditori.

Alpenzù, con le ciaspole nel villaggio Walser

L’itinerario invernale che conduce ad Alpenzù è breve ma piuttosto ripido.

Non si tratta di una passeggiata pianeggiante e richiede un minimo di abitudine al cammino in salita.

Il tracciato è completamente esposto a est e si sviluppa in buona parte nel bosco.

Ci possono essere tratti con innevamento disomogeneo o zone ghiacciate, soprattutto nelle stagioni con scarse precipitazioni.

Per questo motivo le ciaspole sono consigliate quando la neve è continua, mentre in presenza di fondo duro o ghiacciato possono risultare utili anche ramponcini leggeri.

Il percorso è generalmente ben tracciato e frequentato, soprattutto nei fine settimana, ma resta un itinerario di montagna da affrontare con condizioni e attrezzatura adeguate.

Il punto di partenza si trova poco oltre il villaggio di Chamonal, dove è presente un parcheggio sulla sinistra, a ridosso di uno spallone di pietra.

Da qui si risale una breve stradina che porta alla sommità dello spallone, dove una palina segnaletica in legno indica chiaramente la direzione per Alpenzù.

Il primo tratto conduce verso una cascata che in inverno può presentarsi parzialmente o completamente ghiacciata.

Poco prima di raggiungerla, la traccia piega nettamente a destra e inizia a salire con decisione lungo una sorta di gradinata naturale.

Questo è uno dei tratti più ripidi dell’itinerario e va affrontato con passo regolare, prestando attenzione alle condizioni del fondo.

Raggiunto il crinale boscoso, il percorso prosegue con una serie di tornanti ben evidenti.

Durante la salita, tra gli alberi, si può scorgere un primo stadel isolato, segnale dell’avvicinamento al villaggio.

Poco oltre si incontra un grande pilone votivo, spesso utilizzato come punto di sosta e riferimento lungo il percorso.

Uscendo progressivamente dal bosco, la visuale si apre e sopra il crinale compare la piccola chiesa di Alpenzù, costruita in posizione dominante.

Il tracciato continua con larghi tornanti, sfiorando i cavi della teleferica utilizzata per il trasporto dei rifornimenti al villaggio, ancora oggi parzialmente abitato.

L’ultimo tratto conduce direttamente agli stadel e alla chiesetta bianca, da cui si gode una vista ampia e continua sulla Val di Gressoney.

Una volta arrivati, è consigliabile prendersi tempo per percorrere con calma le stradine del villaggio, osservando da vicino le strutture in legno e pietra e la disposizione degli edifici, che raccontano in modo concreto la vita quotidiana delle comunità walser di montagna.

Informazioni utili

La partenza dell’itinerario si trova nei pressi del villaggio di Chamonal, sopra Gressoney-Saint-Jean, mentre l’arrivo è al villaggio walser di Alpenzù Grande.

Il dislivello complessivo è di circa 400 metri, concentrato in un percorso breve ma con tratti ripidi.

Il tempo di salita è indicativamente compreso tra 1 ora e 30 minuti e 2 ore, variabile in base alle condizioni della neve e al passo.

L’itinerario è di tipo escursionistico invernale ed è adatto a chi ha già una minima esperienza con le ciaspole.

L’esposizione a est garantisce buon soleggiamento nelle ore mattutine, ma può favorire la formazione di ghiaccio nei tratti nel bosco, soprattutto dopo periodi di disgelo e rigelo.

Il sito ufficiale dell’Ecomuseo Walser di Gressoney

Per chi vuole approfondire la cultura Walser consigliamo il sito ufficiale del Centro Studi e Cultura Walser di Gressoney.

Il sito, oltre a informazioni sulla storia e la cultura dei Walser in Valle d’Aosta offre anche la possibilità di esercitarsi con la loro lingua .

Per chi vuole sapere di più sugli stadel, questa pagina dell’ente turistico valdostano è ricco di informazioni.

 

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