Valle d’Aosta – Rifugio Mont Fallère

20 marzo 2017 - 19:49

Lo scenario è caratterizzato in primo piano dal monte Emilius, dalla Grivola e dal Gruppo del Rutor, mentre in lontananza si possono individuare alcune tra le cime più famose come l’Arolla, il gruppo Apostoli-Gran San Pietro, il Ciarforon, la Becca di Monciair, i Denti del Broglio, la Granta Parei.

Una strada interpoderale sale da Villette di Vetan Dessus fino al rifugio Mont Fallère (m 2385), tra stupendi panorami: in particolare si attraversano soleggiate praterie, da dove si individuano con facilità gli imbocchi della Valle di Cogne, della Valsavarenche, della Val di Rhêmes e della Valgrisenche. Il rifugio, recentemente costruito ai piedi del versante ovest del mont Fallère (m 3061), è sede di una scuola di scultura, mentre l’ultima parte dell’itinerario è frequentemente affiancata da sculture lignee. Queste, opera dello scultore Siro Viérin, rappresentano spesso animali della montagna, personaggi e scene di vita alpestre. Nei pressi del rifugio si trova il grazioso Lac des Grenouilles (m 2367).

Descrizione. Da Villette (m 1770), si prende una stradina bitumata che si dirige verso ovest, il cui inizio si trova nella parte più a valle della borgata. La via si fa presto sterrata e chiusa al traffico. Si sale fino ad un grosso alpeggio (m 1857), dove si ignora la carrareccia pianeggiante, spostandosi a monte: saliti di circa 30 metri, si piega a sinistra, trascurando una deviazione a destra.

Tenendosi costantemente sul percorso principale, si perviene all’Alpe Pesse (m 2003), quindi ad un altro bivio a 2025 metri slm circa. All’incrocio, si prosegue verso nord-est: a quota 2100, la carrareccia confluisce nello sterrato, che proviene direttamente dall’alpeggio posto a 1857 metri slm, per poi raggiungere Grand’Arpilles (m 2120).

Lo si supera e si prosegue per la interpoderale fino a quando si nota a sinistra un’ulteriore deviazione: la si trascura e si piega verso destra. Si guadagna quota con gradualità, pervenendo all’imbocco del vallone a occidente dell’inconfondibile mont Fallère, dove s’incontrano le prime sculture in legno. Tenendosi in costa e senza incontrare altre varianti si giunge infine al rifugio Fallère.

Testo e foto di Claudio Trova

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