La Valle Stura di Demonte è una delle valli alpine piemontesi più belle e selvagge.
Incisa dal torrente Stura e racchiusa tra le Alpi Marittime e le Alpi Cozie meridionali, è da sempre una luogo di transito, attraversata nei secoli da commercianti, eserciti e viandanti diretti verso la Provenza attraverso i colli alpini che ne segnano il confine.
Questa vocazione storica non ha però intaccato l’identità profonda della valle, che ancora oggi si presenta lontana dai grandi comprensori sciistici e dal turismo di massa.
Nei mesi invernali la valle assume un volto magico.
Ph: Rifugio Carbonetto
Proprio i valloni secondari, meno frequentati e spesso esposti a nord, rappresentano il luogo ideale per l’escursionismo invernale con le ciaspole, con itinerari immersi in paesaggi intatti, che restituiscono una dimensione di quiete e isolamento sempre più rara sulle Alpi.
Tra questi, il Vallone dell’Arma rappresenta uno degli angoli più suggestivi e meno antropizzati della media valle.
I suoi boschi di larici e abeti che lasciano progressivamente spazio a pendii e conche d’alta quota, un ambiente tipicamente alpino che in inverno assume un fascino particolarmente intenso.
In questo contesto si inserisce l’itinerario che da San Giacomo di Demonte conduce al Rifugio Carbonetto, una classica ciaspolata invernale, apprezzata per la sua linearità e per la bellezza dell’ambiente attraversato.
La partenza avviene dal centro abitato di San Giacomo, a circa 1.050 metri di quota, punto in cui in inverno termina normalmente lo sgombero neve della strada.
Da qui si imbocca la strada agro-silvo-pastorale che risale dolcemente il Vallone dell’Arma. Il tracciato segue un percorso logico e continuo, sviluppandosi per diversi chilometri su fondo innevato, con pendenza regolare e mai eccessiva, ideale per una progressione costante con le ciaspole.
Il primo tratto si svolge all’interno del bosco, in un ambiente raccolto e silenzioso, dove la strada si insinua tra i larici e accompagna gradualmente verso quote più elevate.
Con l’aumentare dell’altitudine, il vallone si apre e il paesaggio cambia: il bosco diventa più rado, lasciando spazio a pendii più ampi e luminosi, dai quali si colgono belle vedute sulle cime che delimitano la valle.
L’itinerario rimane sempre evidente e intuitivo, caratteristica che lo rende adatto anche a escursionisti non esperti, purché ben equipaggiati e allenati.
Negli ultimi chilometri la salita continua con alcuni ampi tornanti che conducono alla conca dove sorge il Rifugio Carbonetto, a quota 1.874 metri.
Il dislivello complessivo dalla partenza è di circa 800–830 metri, distribuito in modo uniforme lungo un percorso che, pur non presentando difficoltà tecniche, si svolge in pieno ambiente alpino e richiede quindi attenzione alle condizioni nivometeorologiche.
Pur svolgendosi lungo una strada ampia e ben riconoscibile, l’itinerario si sviluppa in un contesto pienamente alpino e va affrontato con l’attenzione che l’inverno richiede.
Le condizioni del manto nevoso possono variare sensibilmente nel corso della stagione, soprattutto dopo nevicate abbondanti o periodi di vento, e rendono sempre opportuna una valutazione preventiva delle condizioni nivometeorologiche.
La progressione regolare consente di mantenere un ritmo costante, ideale per assaporare il paesaggio senza fretta, ma il dislivello complessivo richiede un minimo di allenamento e un equipaggiamento adeguato.
È un itinerario che invita a prendersi tempo, a osservare il mutare dell’ambiente con la quota e a vivere il cammino come parte integrante dell’esperienza, più che come semplice accesso alla meta.
Il rifugio rappresenta una meta accogliente e ben inserita nel paesaggio. La nuova struttura, realizzata interamente in legno, trasmette immediatamente una sensazione di calore e semplicità.
All’interno dispone di una sala da pranzo in grado di accogliere una ventina di persone e di tre camerette con letti a castello, per un totale di 12 posti letto, pensate per un’ospitalità essenziale ma confortevole.
La cucina del Rifugio Carbonetto è semplice e legata alla tradizione locale, con grande attenzione alla qualità delle materie prime.
Nei piatti proposti trovano spazio prodotti del territorio e formaggi d’alpeggio, espressione diretta della cultura dei margari che per secoli hanno vissuto e lavorato in questo vallone.
Questa ciaspolata è particolarmente indicata per chi desidera vivere un’esperienza autentica di montagna invernale, in un ambiente silenzioso e incontaminato come solo il Vallone dell’Arma sa offrire nelle giornate d’inverno.
In inverno l’apertura del rifugio non è sempre garantita e va verificata preventivamente, ma anche quando chiuso il Carbonetto rimane una meta escursionistica di grande valore, ideale per una sosta all’aperto prima di affrontare la discesa lungo lo stesso itinerario di salita.
_La pagina ufficiale del Rifugio Carbonetto
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