Piemonte, Lago Maggiore: la Via Borromea da Cannobio a Re

Camminiamo sulla Via Borromea, da Cannobio sul Lago Maggiore a Re attraversando la Valle Cannobina. Ripercorriamo l'itinerario del 1574 di Carlo Borromeo, da un Santuario all'altro.

7 novembre 2021 - 16:18

Trekking da un Santuario all’altro in Valle Cannobina: da Cannobio sul Lago Maggiore a Re

Il percorso collega il Santuario della Madonna della Pietà di Cannobio con il Santuario della Madonna di Re, passando attraverso gli angoli più suggestivi della Valle Cannobina.

Molti dei tracciati di questo itinerario fanno anche parte di percorsi di grande interesse regionale e nazionale, quali il “Camminaitalia” e la Grande Traversata (GTA) delle Alpi Piemontesi.

Si consiglia la percorrenza in 2 tappe, da Cannobio a Falmenta (km 9,5) e da Falmenta a Re (km 9)

Da Cannobio a Falmenta: dal Lago Maggiore alla Valle Cannobina

Dal lungolago, si attraversa il centro di Cannobio.

Raggiungiamo il Santuario della Madonna della Pietà.

Lasciate le rive del lago e imboccata la pista ciclabile che costeggia il torrente Cannobino, si prosegue alla scoperta di Traffiume e dell’Orrido di Sant’Anna, per addentrarsi nel territorio montano della Valle Cannobina.

Il percorso viario storico, segnato dalla presenza di piccole cappelle devozionali, si è quasi integralmente conservato.

Per buona parte dell’itinerario si ripercorre la stessa strada che San Carlo Borromeo utilizzò per la sua visita alla Pieve di Cannobio.

L’intero percorso, dedicato proprio al santo e noto anche come Circuito di San Carlo, è la prima rete viaria documentata della Valle Cannobina.

Si prosegue, dunque, imboccando la mulattiera che da Traffiume porta a Cavaglio.

Lungo questo tratto, due modeste edicole ricordano l’episodio della mula che trasportava il Borromeo e che sbalzò di sella l’illustre pellegrino, il quale miracolosamente scampò al disastroso volo che gli sarebbe stato fatale.

Superato Cavaglio, volgendo in direzione ovest, si incontra in posizione panoramica l’Oratorio di S. Maria delle Grazie: si prosegue dunque verso la frazione di Nivetta.

Da qui, una piccola deviazione verso Gurrone permetterebbe di ripercorrere esattamente le tappe della Via Borromea, passando da Spoccia, Orasso, Cursolo, Finero e Re.

L’itinerario procede invece verso Lunecco e Ponte Falmenta, che segnò il confine della Repubblica dell’Ossola, 10 settembre – 14 ottobre 1944.

Raggiungiamo Crealla, circondato dai suoi tradizionali castagneti e raggiunto solo dal 2001 dalle vie automobilistiche.

Questo isolamento ha permesso di conservare al meglio il nucleo originale dell’abitato e di preservare l’architettura locale.

Lasciato il paese si sale in quota attraverso un percorso tortuoso a gradinate e si raggiunge Falmenta, nella cui piazza sorge la Chiesa dedicata a San Lorenzo, posta su una terrazza panoramica.

Da Falmenta a Re: storia e natura

Il percorso si snoda attraverso una bella mulattiera fino a Gurro.

Proseguendo in direzione ovest, si percorre un tratto in salita tra piccole cappelle ed edifici rurali con dipinti votivi: si arriva in breve a Piazza e si discende rapidamente nella valle del rio Calagno.

Giunti a Daila, piccolo alpeggio ancora parzialmente utilizzato, si risale a Provola e si raggiunge Finero, attraverso il riale di Crèves, che segna il confine amministrativo tra Valle Vigezzo e Valle Cannobina.

Superato l’abitato di Finero, il percorso prosegue alla scoperta dell’Oasi naturale del WWF di Pian dei Sali.

Si raggiunge quindi Passo Scopello e infine Re: qui sorge il Santuario della Madonna del Sangue, tappa conclusiva di questo itinerario.

 

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