L’inverno trasforma le Piccole Dolomiti in un paesaggio di grande fascino, dove il silenzio della neve e i colori chiari della dolomia regalano un’esperienza di montagna unica.
Tra boschi spogli, radure innevate e panorami ampi, le ciaspole diventano lo strumento ideale per muoversi con sicurezza e godere di ogni dettaglio del territorio.
L’escursione da Pian delle Fugazze all’Alpe di Campogrosso permette di vivere appieno questa dimensione, immergendosi in un ambiente alpino autentico e facilmente accessibile anche a chi si avvicina per la prima volta all’escursionismo invernale.
Tra il Trentino meridionale e l’alta provincia di Vicenza, il Passo Pian delle Fugazze rappresenta uno dei valichi storici più noti delle Prealpi Venete.
Situato a circa 1.160 metri di quota, è da sempre punto di collegamento tra la Vallarsa e la Valle dell’Agno, nonché porta d’accesso privilegiata alle Piccole Dolomiti e al massiccio del Carega.
Ph: Gettyimages/giocalde
Questo settore alpino, pur non raggiungendo le quote delle Dolomiti più celebri, ne condivide la natura geologica.
La presenza diffusa di dolomia conferisce alle pareti un aspetto chiaro e compatto, capace di riflettere la luce in modo spettacolare, soprattutto nei mesi invernali quando il bianco della neve amplifica i contrasti.
L’itinerario con le ciaspole che conduce da Pian delle Fugazze all’Alpe di Campogrosso si inserisce in questo contesto come proposta di media difficoltà, equilibrata e altamente panoramica.
Lo sviluppo complessivo è di circa 5 chilometri, con un dislivello positivo di 260 metri. La quota minima si attesta intorno ai 1.192 metri, mentre il punto più elevato raggiunge i 1.453 metri.
La percorrenza media è di un’ora e mezza, ma in ambiente innevato il tempo può variare sensibilmente in base alla consistenza del manto nevoso e al tracciamento preesistente.
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La partenza avviene dai parcheggi nei pressi del passo o lungo la strada che conduce verso Camposilvano. L’imbocco della Strada delle Sette Fontane è chiaramente segnalato.
Questo antico tracciato forestale prende il nome dalla presenza di sorgenti che un tempo garantivano approvvigionamento idrico a malghe e viandanti; ancora oggi, in assenza di gelo intenso, si possono individuare punti in cui l’acqua affiora ai margini del percorso.
Il primo tratto si sviluppa all’interno di una faggeta matura, tipica delle fasce montane comprese tra i 1.000 e i 1.500 metri. In inverno il bosco si presenta spoglio, ma proprio questa condizione permette una maggiore permeabilità visiva verso l’esterno.
Il fondo, generalmente ampio e regolare perché coincidente con una strada forestale, facilita la progressione con le ciaspole.
Ph: Rifugio Campogrosso
La pendenza è costante e mai eccessiva, con un dislivello distribuito in modo progressivo: ciò rende l’escursione adatta a escursionisti con un minimo di abitudine all’ambiente innevato, purché dotati di equipaggiamento adeguato (ciaspole, bastoncini telescopici con rondella da neve, scarponi impermeabili e strati termici idonei).
Superata la fascia più compatta del bosco, il tracciato si apre gradualmente sui prati dell’Alta Vallarsa. In inverno queste radure si trasformano in ampie superfici candide, modellate dal vento e segnate talvolta da cornici lungo i dossi più esposti.
È qui che il paesaggio cambia scala.
Di fronte si impone il profilo del Gruppo del Carega, con le sue articolazioni rocciose, e più lateralmente il settore di Cima Posta. Le linee verticali, le torri e le creste dentellate raccontano una morfologia complessa, frutto di sollevamenti tettonici e successiva erosione.
Nelle giornate terse, la visibilità è ampia e consente di cogliere la continuità delle dorsali fino ai rilievi veronesi.
L’Alpe di Campogrosso, posta poco sotto il confine regionale, rappresenta un ampio pianoro prativo storicamente utilizzato per l’alpeggio estivo.
Qui sorge anche il Rifugio Campogrosso, punto di riferimento per escursionisti e ciaspolatori, dove è possibile sostare per un momento di relax, riscaldarsi con una bevanda calda e gustare prodotti locali.
La struttura offre un’accoglienza semplice ma funzionale, diventando un vero e proprio rifugio di montagna che arricchisce l’esperienza dell’escursione.
Oggi, in stagione invernale, l’Alpe diventa uno spazio aperto di grande respiro visivo, dominato dalla verticalità delle pareti dolomitiche retrostanti.
La percezione è quella di un ambiente alpino autentico ma non estremo, in cui la dimensione contemplativa si coniuga con un impegno fisico moderato, rendendo la tappa al rifugio una pausa ideale per ammirare il paesaggio circostante.
Dal punto di vista della sicurezza, pur trattandosi di un itinerario su strada forestale e pendii dolci, è sempre opportuno verificare il bollettino nivometeorologico locale.
In presenza di abbondanti nevicate o accumuli da vento, alcuni tratti aperti possono richiedere maggiore attenzione. Le condizioni di ghiaccio sono frequenti nei periodi di rigelo notturno, soprattutto nei tratti ombreggiati del bosco.
Nel complesso, la ciaspolata Pian delle Fugazze – Alpe di Campogrosso si distingue per l’equilibrio tra facilità tecnica e qualità del paesaggio.
È un itinerario indicato per chi desidera avvicinarsi all’escursionismo invernale in un contesto dolomitico meno affollato rispetto ai comprensori più noti, ma altrettanto suggestivo sotto il profilo geologico e panoramico.
Un percorso che, con dislivello contenuto e sviluppo moderato, offre un’esperienza completa di montagna invernale.
_ La pagina ufficiale del Rifugio Campogrosso
_ Le Piccole Dolomiti sul sito dell’Ente turismo
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