L’anello di Val Servìn

20 maggio 2019 - 19:44

L’inverno permette alle Valli di Lanzo di riappropriarsi della propria essenza più vera e selvaggia: non resta che calzare le ciaspole e partire alla scoperta del vallone di Servìn

Lungo il percorso sono posizionate delle bacheche illustrative, dove vengono citati riferimenti storici e naturalistici. Si tratta di un percorso facile, pressoché pianeggiante.

Si sale lungo una stradina che costeggia il Rio Paschiet e in breve si entra in vista del piccolo abitato de Li Fré (m 1495), insediamento fondato nel secolo XV da minatori bergamaschi e valsesiani.

Senza salire alle case si continua a costeggiare il rio fino a raggiungere una roccia solcata da una fenditura, a ridosso della quale sorge la baita Li Soùgn (gli acquitrini – m 1518).

Si prosegue in salita, costeggiando il torrente, fino ad una passerella fatta con tronchi d’albero. Superato il rio si continua a salire verso destra, tra radi larici, entrando in vista delle cascate del Rio Pountàt (bacheca), che d’inverno si tramutano in cascate di ghiaccio. Si piega a sinistra, in piano, fino ad attraversare un torrente su una passerella di legno.

Si va a sinistra per raggiungere, in breve, le baite di Piàn Salé (m 1580), dove si incrocia il sentiero GTA che porta al Col Paschièt.

La traccia scende ora lungo il lato destro del vallone di Servìn, andando ad attraversare la base del canalone della Riva Loundji. Sempre in leggera discesa si attraversano ampie praterie (l’Sàgness, che significa “gli acquitrini”) e si imbocca poi un ponte sulla sinistra che consente di tornare a valle della borgata Li Frè e all’auto.

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