Mont Emilius, il versante dei mille rus

18 marzo 2020 - 9:48

Da Sarre, risalendo la comunale in direzione Ville sur Sarre, è possibile con l’auto raggiungere ed oltrepassare l’abitato di Thouraz, presso il quale vi è un elegante maneggio. Lasciato il mezzo all’altezza di una curva, ci incamminiamo per due chilometri lungo un sentiero segnato con 8C che risale la comoda stradina sterrata utilizzata solo dagli alpeggi, fin quando non si lascia la stradina poderale per imboccare sulla destra un sentiero, sempre segnato come 8C, che taglia i pascoli per giungere un po’ più faticosamente, data la pendenza, all’alpe Morgnoz. Da qui si prende il sentiero dì destra n.8B che sale in costa e in breve conduce ad un piccolo gruppo di edifici con una piccola bianca cappella. Questa è la zona denominata Chesère (2117m).
Una peculiarità della cappella è data da una piccola annuale processione che viene qui svolta in occasione della festa della Madonna delle Nevi, commemorata il 5 agosto con una messa. Proseguiamo da qui attraverso la poderale-sentiero 8F che prosegue alla sinistra della chiesetta. Si raggiunge in tal modo la Nuova (2300m circa), l’ultimo alpeggio fra quelli che abbiamo incontrato lungo il nostro itinerario. Poco oltre, lungo il sentiero che conduce al Mont Falère, sorgono le limpide acque del lago Fallère (2415m). Questo attraente specchio d’acqua è sorto su una conca scavata dall’antica erosione del ghiacciaio.
Ma vale la pena proseguire alla volta del Mont Fallère, nostra meta. Con un po’ di fiatone ed attenzione, in quanto sotto i piedi non abbiamo più poderali e prati ma solo pietrame, raggiungiamo prima una capanna dedicata dal 1884 alla regina Margherita, poi finalmente la cima del Mont Fallère (3059m). Intorno a noi un panorama mozzafiato, letteralmente a 360 gradi, tanto che da qui è possibile, se le condizioni atmosferiche lo permettono, la vista verso il massiccio del Mont Emilius, il gruppo del Gran Paradiso e quelli del Monte Bianco, Cervino e Monte Rosa.

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