Tra gli orti della Val di Gresta

18 marzo 2020 - 0:24

Da Isera, seguendo il Sentiero della Pace, si raggiunge l’abitato di Lenzima, attraversando una zona che offre diverse attrattive: i ruderi di una villa romana, recuperata tra il 1946 e il 1949 dalla sezione archeologica del Museo Civico di Rovereto, e i vasti terrazzamenti che costituiscono una grande risorsa agroenologica, caratterizzata dalle coltivazioni di Marzemino, vitigno autoctono della Vallagarina.

Superata Lenzima si costeggia per un tratto la strada asfaltata verso Nomesino, per imboccare dopo circa un chilometro e mezzo, il sentiero verso destra che conduce al monte di San Bernardo, e successivamente alla frazione di Corniano, un paesino medievale abbandonato.

Da qui lo sguardo spazia sui caratteristici terrazzamenti della Val di Gresta e, dalla piana di Mori, raggiunge l’altopiano di Brentonico, il monte Altissimo, le montagne della Vallarsa e l’altopiano dei Lessini. Tornati al paese si prosegue l’itinerario lungo la strada vecchia, ora asfaltata, che dall’abitato di Manzano in circa 15 minuti sale a Nomesino; sempre lungo il sentiero 670, costeggiando monte Albano, si raggiunge l’abitato di Mori.

Per i più esperti segnaliamo la ferrata di Montalbano, una delle vie attrezzate più difficili e impegnative delle Alpi Orientali, che sale sulla parete rocciosa che sovrasta, a nord, l’abitato di Mori. Vi si giunge percorrendo il sentiero che conduce al Santuario di Montalbano.

La salita richiede buona preparazione fisica e tecnica, nonché la necessaria attrezzatura per l’arrampicata su roccia (tempo di percorrenza: da 1 a 3 ore).

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