Abruzzo: proposta la riduzione della superficie del Parco Sirente Velino

In queste prime settimane di allentamento del lockdown, l'Abruzzo è una delle regioni ad attrarre più turisti grazie al suo patrimonio ambientale e naturalistico, fatto di Parchi e Aree Protette. La Regione sta però pensando di ridurre i confini del Parco Sirente Velino.

9 luglio 2020 - 10:40

In questo inizio estate molti italiani stanno scoprendo la bellezza e i benefici del turismo lento. Le misure per prevenire l’aumento dei contagi hanno penalizzato le destinazioni del turismo di massa a vantaggio dei territori più incontaminati e autentici che costellano il nostro paese.

L’Abruzzo senza dubbio si sta ritagliando un ruolo da protagonista in questo scenario, grazie agli ambienti naturali, ai parchi, alle aree protette e ai borghi che rendono il suo territorio un vero e proprio scrigno di natura e cultura.

FAVORIRE QUESTE FORME DI TURISMO – Per le amministrazioni pubbliche è fondamentale valorizzare il turismo outdoor, per favorire la rinascita di interi territori grazie ad una frequentazione turistica rispettosa dell’ambiente e che non ha stagionalità.

Infatti in ogni periodo dell’anno questi ambienti offrono elementi di interesse per viaggi e vacanze esperienziali. Il settore però ha bisogno di scelte politiche lungimiranti che favoriscano questi flussi turistici, riconoscendo prima di tutto il ruolo dei Parchi e delle Aree Protette nella salvaguardia e valorizzazione degli ambienti naturali.

Non sono necessari grandi investimenti, come dimostrano numerosi studi di settore, ma interventi mirati a rafforzare le strutture e infrastrutture necessarie per queste forme di turismo.

Sono sufficienti interventi per incrementare i collegamenti ferroviari, la rete di sentieri segnata, la salvaguardia degli ambienti naturali e un sistema ricettivo in grado di soddisfare le esigenze di questi viaggiatori lenti.

SCELTE SUPERATE –  L’Abruzzo ha enormi potenzialità, nel suo territorio ci sono ben tre Parchi Nazionali (il Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise – il Parco del Gran Sasso e Monti della Laga – il Parco della Majella) e l’importante Parco Regionale del Sirente-Velino, che prende il nome proprio dai due massicci che si trovano dentro i suoi confini.

Un territorio con ettari di natura selvaggia, ambienti ricchi di biodiversità e vette di ineguagliabile bellezza potrebbe candidarsi a diventare una delle principali mete del turismo outdoor in Europa, con enormi ritorni economici per tutta la regione.

Purtroppo però le scelte politiche della Regione sembrano andare nella direzione opposta, infatti è di pochi giorni fa un disegno di legge della Giunta Regionale con un oggetto piuttosto esplicito “Nuova disciplina del Parco naturale regionale Sirente  Velino e revisione dei confini”.he propone diversi interventi per una nuova Governance del Parco Regionale Sirente-Velino.

Tra le righe di questo provvedimento si trova un intervento strutturale sui confini del Parco, con una nuova cartografia che taglia di circa 8000 ettari la superficie dell’area protetta, soprattutto nella Valle Subequana e sull’Altopiano delle Rocche.

Dove arretra il Parco, con le sue tutele per l’ambiente e l’ecosistema, avanzano i territori dei Comuni limitrofi che riacquistano così il potere di disporre, almeno in parte, di territori che erano parte dell’area protetta.

Come ha specificato il WWF in un appello, questo intervento è contrario ad ogni orientamento, non solo tecnico-scientifico di continuità e tutela ambientale, ma anche di valorizzazione del turismo territoriale.

I Parchi e le Aree Protette sono importanti presidi per la difesa degli ecosistemi ed enti di riferimento per la valorizzazione del turismo lento, che avrebbero bisogno di più fondi e autonomia, non certo di tagli di bilanci e confini.

 

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