I 10 nemici del mare: come l’inquinamento sta mettendo a rischio le acque marine

In un’atmosfera tipicamente mediterranea, percorriamo i sentieri litoranei, antiche strade e ripide gradinate. Davanti a noi si staglia il blu del mare. Naturale domandarsi in che condizioni versa questa immensa distesa d’acqua

19 aprile 2023 - 10:56

Al nostro mare non facciamo mancare nulla: tra ecomostri costieri, inquinamento e violazioni di norme dell’Unione Europea in tema di tutela ambientale possiamo tracciare un quadro impietoso dello stato di salute del Mediterraneo.

Bombe e rifiuti tossici, cemento abusivo e scarichi illegali, sversamenti di petrolio e bracconieri, sapendo che il mare nasconde tutto questo compromettiamo l’equilibrio del delicato ecosistema marino!

_ Ecco i dieci principali nemici della qualità delle acque marine:

  1. I troppi scarichi fognari non depurati, con una percentuale rispetto al totale che viola i limiti imposti dalla direttive europee;
  2. Il cemento sulla spiaggia, con gli ecomostri lungo le nostre coste;
  3. Le trivellazioni di petrolio, quindi raffinerie, grandi porti petroliferi e piattaforme di estrazione off-shore;
  4. Il traffico delle petroliere che solcano le nostre acque, la lista degli incidenti con sversamento è ben nota, dalla Haven all’Agip Abruzzo alla Chemstar Eagle;
  5. I rifiuti plastici in mare, davvero troppi, basti pensare che l’Italia è la prima nazione europea per consumo di sacchetti di plastica;
  6. La pesca illegale, che ci ha fatto finire nella lista nera dell’agenzia federale statunitense NOAA (National Oceanic and Atmospheric Admistration) per non aver attivato adeguate misure di contrasto;
  7. Le navi dei veleni, relitti carichi di rifiuti tossici e radioattivi probabilmente affondati per nascondere attività criminali;
  8. L’inquinamento industriale che ci è costato l’ennesima condanna da parte della Corte di giustizia europea per la violazione della direttiva sulla prevenzione e riduzione delle emissioni inquinanti dagli impianti industriali. Ammontano a 10 miliardi di tonnellate gli scarichi industriali e civili che ogni anno vengono sversati nel mare;
  9. L’erosione costiera e il carbone delle centrali termoelettriche sulla costa che non fa che aumentare con il passare degli anni, aumentando l’esposizione al combustibile fossile più dannoso per la salute dell’ambiente e delle persone.
  10. La pressione antropica: lungo le sponde del bacino del Mediterraneo, mare chiuso, vivono circa 129 milioni di abitanti con un trend di crescita demografica sostenuta, quindi la pressione urbana, industriale, agricola e turistica è sempre più insistente.

Anche lo stato dei corsi d’acqua dolce non è dei migliori e il Mediterraneo è un mare chiuso, quindi si versano le acque di circa 70 fiumi che si portano appresso 3600 tonnellate di fosfati, oltre 1 milione di tonnellate di azoto, 100 di mercurio, 60.000 di detergenti di varia natura.

Vengono riversati attraverso i fiumi anche i metalli pesanti ed i composti organici clorurati, che sono persistenti e difficilmente biodegradabili, oltre a 260 tonnellate di cromo cui vanno aggiunte un milione di tonnellate di petrolio provenienti dal complesso delle attività ad esso legate.

 

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