Lunedì 8 maggio 2017: riscopri la piacevolezza dell’ANDARE A PIEDI

18 marzo 2020 - 17:45

“Lasciate ogni speranza voi che vi svegliate il lunedì”. Il giorno innominabile, compreso tra la domenica e il martedì, per tanti di noi si avvicina all’Inferno di Dante. Fortunatamente viene una sola volta la settimana.

Il lunedì si riprende a lavorare, si torna a scuola, insomma, con il lunedì si riprende la solita routine nella speranza che arrivi presto il venerdì, che ci fa tornare il sorriso in attesa del tanto desiderato week end.

Ma i lunedì non sono tutti uguali, soprattutto quello dell’8 maggio 2017, il giorno dell’anno dove non dobbiamo essere comprimari ma protagonisti della Giornata della Lentezza, giunta alla sua undicesima edizione.  Lumache e tartarughe, adeguarci al loro passo ogni tanto non fa poi così male, anzi! Quindi ascolta, tu che sei stressato dai ritmi convulsi della quotidianità, nel giorno più temuto della settimana, almeno una volta all’anno puoi anche rallentare per provare i benefici di una vita meno frenetica.

I paladini della vita slow sono gli escursionisti che desiderano vivere il territorio camminando, passo dopo passo, seguendo i ritmi lenti della natura, riscoprendo le tradizioni, la storia e la cultura del nostro Paese. Non dobbiamo arrenderci al tempo che sfila via veloce e ogni giorno rischia di essere terribilmente identico al precedente.

Uscite dalla solita routine giornaliera, normalmente sedentaria, sono tante le opportunità di staccare la spina, basta anche visitare la propria città con una sensibilità nuova, per cogliere punti di vista diversi, camminando. I mezzi di trasporto sono tanti e diversi, e noi li sfruttiamo fino in fondo: per raggiungere l’ufficio o l’azienda anziché affidarci alla pratica più normale e naturale dell’uomo, camminare, preferiamo saltare sul sellino dello scooter, sederci alla guida dell’automobile, nei casi peggiori farci portare a destinazione da bus e metrò. Spesso ci rifiutiamo di percorrere a piedi anche gli ultimi, pochi metri che ci dividono dalla meta finale…

Camminare lentamente è l’unica vera possibilità per parlare con le persone che si incontrano, apprezzare le cose più semplici e normali. Tutti elementi fondanti della cultura sportiva e dell’escursionismo che troppo spesso vengono dimenticati.

Se invece vuoi passare ad una velocità superiore, infondere maggiore dinamismo alle tue uscite, vai avanti tu che a noi vien da ridere. Ma perché dobbiamo rinunciare a camminare lentamente, perché rinunciare ai ritmi più umani, in armonia con i giusti tempi della natura?

Quasi non importa dove, ma come. Si può camminare anche sotto casa con lo stesso interesse, lo stesso stupore, la stessa meraviglia, il senso dell’immensità che può dare un viaggio lontano.

Non bisogna spingere più forte sulle gambe, basta muoversi al ritmo lento del camminare per avere il tempo di osservare, gustare, assaporare, nel modo più naturale possibile. Noi escursionisti apprezziamo tutte quelle attività all’aria aperta che si distinguono per il riappropriarsi dei valori più autentici: divertimento innanzitutto, e poi la forma fisica, l’agonismo il rispetto delle regole.

“Non invidiava le automobili, sapeva che in automobile si attraversa ma non si conosce una terra. A piedi, …vai veramente in campagna, prendi sentieri e costeggi le vigne, vedi tutto. C’è la stessa differenza che guardare un’acqua e saltarci dentro”. A leggere questa illuminazione di Cesare Pavese, tratta dal romanzo “La bella estate” non viene forse voglia di riprendere a camminare?

E ricordatevi: la fretta è una cattiva consigliera!

Testo e foto di Enrico Bottino

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