Gli autori dello studio scientifico hanno spiegato come la perdita di massa e forza muscolare venga tradizionalmente associata all’invecchiamento e considerata una delle principali cause di cadute, declino funzionale e perdita di indipendenza negli anziani.
Questo processo è spesso accompagnato da una sensazione soggettiva di debolezza e da una riduzione delle capacità motorie quotidiane delle persone in età più avanzata.
Lo studio sottolinea però che gran parte delle ricerche precedenti si è concentrata su popolazioni sedentarie, lasciando aperta una questione fondamentale: i cambiamenti muscolari legati all’età riflettono la fisiologia dell’invecchiamento o piuttosto gli effetti della sedentarietà cronica?
Analizzare soggetti che mantengono livelli elevati di attività fisica consente di affrontare questo interrogativo eliminando la sedentarietà come fattore che potrebbe confondere i risultati delle ricerche.
Il campione dello studio era composto da 40 atleti masters, 20 uomini e 20 donne, tutti di età pari o superiore ai 40 anni.
Per essere inclusi nella ricerca, i partecipanti dovevano allenarsi regolarmente per fitness e competizioni sportive almeno quattro o cinque volte alla settimana e non presentare infortuni che limitassero la prestazione.
Molti dei soggetti erano vincitori di categoria nelle rispettive discipline, prevalentemente sport di endurance come corsa, ciclismo e nuoto.
I ricercatori hanno suddiviso il campione in quattro fasce d’età decennali, dai 40-49 anni fino agli over 70, con una distribuzione equilibrata tra uomini e donne.
Questo suddivisione sperimentale del campione ha permesso di osservare differenze e continuità nella composizione muscolare lungo tutto l’arco dell’età adulta avanzata.
Un elemento rilevante dello studio è il rigore metodologico.
La forza degli arti inferiori è stata valutata tramite test isometrici massimali del quadricipite, utilizzando un dinamometro isocinetico, con misurazioni effettuate su entrambe le gambe.
La composizione della massa corporea è stata realizzata con il sistema Bod Pod, basato sulla pletismografia a spostamento d’aria, per misurare massa magra, massa grassa e percentuale di grasso corporeo.
Inoltre, la risonanza magnetica ha permesso di quantificare con precisione l’area muscolare della coscia, distinguendo tra tessuto muscolare, grasso sottocutaneo e grasso intramuscolare.
Questo approccio ha consentito una valutazione molto più accurata rispetto alle sole misure antropometriche.
I risultati dello studio hanno dato un risultato stupefacente: in pratica né l’area muscolare della coscia né la massa magra totale presentano un declino significativo con l’età.
Allo stesso modo, la forza del quadricipite non diminuisce nei gruppi più anziani, così come la forza specifica, ovvero la forza rapportata all’area muscolare.
Risonanza magnetica di un soggetto adulto sedentario
Un dato particolarmente significativo è la relazione positiva tra area muscolare e forza: all’aumentare della sezione muscolare del quadricipite, aumenta anche la capacità di sviluppare forza.
Questo suggerisce che la funzione muscolare rimane efficiente quando la massa viene preservata attraverso l’esercizio costante, portato avanti anche durante la terza età.
Lo studio ha anche rilevato un aumento significativo della percentuale di grasso corporeo totale con l’avanzare dell’età, anche nei soggetti allenati.
Tuttavia, questo incremento non si accompagna a una riduzione della massa muscolare né della forza, sempre a condizione di allenarsi costantemente.
Risonanza magnetica di un soggetto adulto sportivo
Inoltre, non emerge una relazione significativa tra la quantità di grasso intramuscolare e la prestazione di forza del quadricipite.
Questo risultato è rilevante perché contraddice l’idea che l’infiltrazione adiposa nei muscoli comprometta automaticamente la funzione muscolare, almeno in individui che mantengono un alto livello di attività fisica nel tempo.
Gli autori affermano esplicitamente che i risultati dello studio contraddicono la credenza comune, fino a poco tempo fa molto diffusa, secondo cui massa e forza muscolare diminuiscono come conseguenza diretta dell’avanzamento dell’età.
Al contrario, questi cambiamenti potrebbero rappresentare soprattutto l’effetto del disuso cronico.
In pratica, la perdita di capacità muscolare, è legata ad un aumento delle sedentarietà che di solito contraddistingue lo stile di vita degli anziani.
L’analisi degli atleti masters ha permesso di osservare l’invecchiamento muscolare in soggetti che praticano sport a buon livello e ha dimostrato come il declino della massa e della forza non sia legato al passare degli anni ma ad uno stile vita sedentario.
Questo vuol dire che mantenere uno stile di vita attivo anche in età avanzata può ridurre o addirittura eliminare il declino funzionale e la perdita di indipendenza tipici delle persone più anziane.
Senza trarre conclusioni che vadano oltre i dati raccolti, lo studio suggerisce che il muscolo rimane altamente adattabile anche in età avanzata quando viene stimolato con continuità.
L’esercizio costante e di buona intesità appare quindi come un fattore centrale nella conservazione della funzionalità degli arti inferiori.
Per chi pratica attività outdoor e cammina regolarmente, il messaggio che emerge dal lavoro scientifico è chiaro: il movimento costante nel tempo non solo accompagna l’invecchiamento, ma può modificarne profondamente gli effetti sul corpo.
La perdita muscolare, conclude lo studio, non è necessariamente una conseguenza dell’età, ma spesso il risultato di una vita sempre meno attiva.
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