Perché il trekking fa bene: 5 benefici scientificamente provati

"Camminare fa bene" non è solo un adagio popolare o una raccomandazione bonaria del medico: è una verità accertata dalla scienza. Vediamo 5 benefici che sono conseguenza a volte sorprendente del trekking.

1 luglio 2022 - 6:00

Camminare e fare trekking fa bene, lo sappiamo.

Fa bene a tutte le età, spesso anche quando le condizioni di salute non sono le migliori, aiutando a migliorarle.

La ricerca scientifica ha confermato in molti studi che questi effetti positivi sono tutt’altro che immaginari.

Ecco allora 5 benefici del camminare e del trekking che la scienza ha dimostrato essere reali e 5 conseguenti consigli per stare bene.

 

1. Trekking a pieni polmoni: Prendi un bel respiro (ma non a casa)

Casa dolce casa, ma mica sempre è vero.

A volte anche laria tra le mura domestiche può non essere del tutto salutare.

Gli scienziati la chiamano Indoor Air Pollution ed è appunto l’inquinamento dell’aria all’interno degli edifici.

Il fenomeno riguarda anche i paesi sviluppati, seppur per ragioni diverse da quelle dei paesi in via di sviluppo.

Il fumo di sigaretta, il rilascio di polveri di amianto ancora presente in molti edifici sono le fonti di rischio più note, ma ve ne sono altre meno note che cumulate all’interno del ridotto habitat domestico possono creare concentrazioni a rischio.

Può trattarsi di antiparassitari, fibra di lana sintetica, ossidi di zolfo dei radiatori a cherosene, i cosiddetti composti organici volatili presenti nei prodotti per la pulizia e disinfezione; la formaldeide, rilasciata da semplici oggetti di arredamento, per non parlare di inquinanti biologici come muffe.

Insomma, fatti una camminata lontano da casa, nella natura.

E prendi un bel respiro.

 

2. Trekking per il sistema immunitario: fai il pieno di Vitamina D

La vitamina D è fondamentale per il buon funzionamento dell’organismo umano.

Non solo lapparato scheletrico, ma il sistema immunitario necessita di un apporto adeguato.

Alcuni studi, che devono trovare conferma, hanno ipotizzato una maggiore prevalenza di carenza di vitamina D nei pazienti COVID19 ricoverati in ospedale.

Insomma: raggiungere e mantenere un livello sufficiente di Vitamina D protegge le nostre ossa, previene l’osteoporosi, rende le nostre difese immunitarie più forti e riduce l’incidenza delle malattie cronico degenerative.

Non solo, le più recenti ricerche dimostrerebbero che l’assunzione di questa vitamina potrebbe prevenire l’Alzheimer.

Purtroppo l’alimentazione non è sufficiente a garantirne un adeguato di livello.

Occorre l’esposizione alla luce solare.

E cosa c’è di meglio di farsi accarezzare dal sole camminando, per ricaricare il serbatoio di vitamina D?

 

3. Trekking con vista: fai un regalo agli occhi, guarda lontano

La luce artificiale, per quanto necessaria, può essere fonte di problemi per la salute dei nostri occhi.

Purtroppo, per piacere o per lavoro, si finisce per trascorrere ore e ore di fronte a uno schermo.

Dal PC al tablet, dallo smartphone alla televisione, l’esposizione a radiazioni luminose non naturali è pressoché costante.

Tutto questo affatica oltremisura la vista e mette a rischio di piccoli e grandi fastidi.

Uno studio del 2007 ha dimostrato che i bambini che trascorrono almeno due ore alla luce naturale sono 4 volte meno soggetti a miopia dei bambini che trascorrono fuori soltanto un’ora.

Insomma, se vuoi far riposare gli occhi, cammina e guardati intorno.

Va bene anche una passeggiata nella pausa pranzo, se lavori.

E quando puoi farlo, fai un itinerario che ti regali qualche bell’orizzonte.

I tuoi occhi rilassati te ne saranno grati.

4. Trekking di più giorni: fatti una dormita da Premio Nobel

Qualche anno fa, nel 2017, il premio Nobel per la Medicina venne assegnato a tre studiosi per le loro ricerche sul ritmo circadiano.

Che cos’è?

Per farla breve, la teoria del ritmo circadiano sostiene che siamo regolati da una sorta di orologio biologico che si muove in corrispondenza di cicli che si sviluppano nel corso di una giornata, di una settimana, di una stagione.

Si tratta di cicli che ricordano che l’uomo non è avulso dalla natura, ma ne segue il movimento.

Il primo e fondamentale ciclo da rispettare è quello della veglia e del sonno, che è anche il primo ad essere alterato quando tale armonia viene meno.

Se vuoi farti dormite da premio Nobel, fai un trekking di più giorni, svegliandoti e addormentandoti con la luce ed il buio.

Tornerai a casa con l’orologio biologico ricaricato.

 

5. Trekking e serotonina: l’ormone della felicità

Camminare fa stare bene.

Ormai le ricerche sul benessere psicologico che deriva da questa semplice, naturale attività fisica, quasi non fanno più notizia.

Però è bene ricordare che è proprio così.

Camminare fa stare bene perché aumenta i livelli di attenzione, incrementa i livelli di serotonina – il cosiddetto ormone della felicità – ha mostrato di attivare aree del cervello che governano empatia e stabilità emotiva.

Insomma, è proprio vero: mens sana in corpore sano.

Fare trekking non solo ti fa stare bene, ti fa anche sentire bene.

E ti sembra poco?

 

 

 

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