Camminare nella natura per curarsi e stare bene

Il Dott. Robert Zarr è un pediatra dell'Upper Cardozo Health Center, da anni impegnato nello studio dei benefici dell'attività fisica all'aria aperta sull'organismo.

19 marzo 2020 - 13:00

È il medico simbolo del Parks DC Rx, un innovativo programma di salute pubblica ideato per combattere gli effetti negativi della vita urbana attraverso l’attività fisica e motoria all’aria aperta.

Il Dott. Zarr ha ideato questo programma sanitario con l’obiettivo di contrastare alcuni tra i disturbi più diffusi nelle popolazioni occidentali, come l’obesità, il diabete, l’ipertensione, l’ansia e la depressione.

Prevenire e curare queste patologie è stata la principale motivazione che ha portato a creare un programma basato sulla prescrizione dell’attività outdoor come una vera e propria terapia.

I risultati scientifici sono ormai chiari e concordi nell’attribuire al camminare nella natura effetti benefici per le più diffuse malattie legate alla vita urbana.

Il Dr. Zarr per facilitare la prescrizione di piani concreti ha creato un database digitale con tutte le 350 aree verdi nel territorio cittadino,  completo di dati sull’accessibilità e la sicurezza per consentire ai medici di avere un accesso immediato, semplicemente inserendo il codice postale dei pazienti, ad una mappa delle aree verdi vicine alle loro residenze.

In questo modo si è potuto prescrivere facilmente ai pazienti terapie a base di attività motoria outdoor, personalizzate e praticabili.

Quando camminare può diventare una terapia

Quella del Dottor Zarr è una sfida storica, prima di lui solo John F. Kennedy aveva pianificato un vero e proprio programma sanitario per promuovere l’attività motoria degli americani, nel lontano 1963.

Molti anni dopo, la first lady Michelle Obama, ha promosso un’iniziativa denominata “Muoviamoci”, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sui rischi della sedentarietà.

La Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health ha istituito un intero reparto dedicato allo studio degli effetti di uno stile di vita attivo sulla salute della persona.

Il programma di questo studioso non si limita alla prescrizione di esercizi da fare all’aria aperta, ma punta a incidere sull’urbanistica e, in particolare, sulla necessità di avere città che lascino sempre maggiori spazi al verde e che consentano ai cittadini potersi spostare a piedi.

Il Dottor Zarr è riuscito a provare il legame tra la salute delle persone e l’ambiente in cui vivono, da questo la sua battaglia si è spostata su stili di vita che siano più attivi e sostenibili, aiutati da città sviluppate a misura d’uomo.

Una terapia poco costosa e a basso rischio

Il dottor Zarr invitava i pazienti a passare alcune ore completamente immersi nella natura, in movimento e senza la distrazione di musica, telefonini o altri device.

La natura è la dimensione primordiale dell’uomo ed è in grado di rilassarci a livello fisico e mentale, contribuendo al nostro equilibrio interiore.

Camminare, toccare alberi e piante, ascoltare i suoni della natura e respirare le fragranze della vegetazione sono elementi essenziali della terapia, soprattutto se compiuta in ambienti montani o boschivi.

Queste attività, se fatte con regolarità, portano benefici al cuore, combattono l’obesità, l’ipertensione, prevengono il diabete e aiutano a calmare ansia e depressione.

Infatti agisce su quella che gli americani chiamano “rumination“, ovvero quello stato mentale che anticipa stati depressivi o ansiosi, e consiste in un pensiero che si concentra solo su negatività e preoccupazioni, anticamera appunto di stati ansiosi e depressivi.

Lo conferma anche uno  studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, una delle ricerche sulle si è basato il Dott. Zarr per il suo studio.

Camminare nel verde migliora creatività e aiuta a risolvere i problemi

Lo studio denominato Creativity in the Wild e condotto dagli psicologi Ruth Ann Atchley e David L. Strayer, ha provato come camminare nei boschi e nella natura aiuti a risolvere problemi e interrogativi.

L’attività motoria in ambiente naturale stimola le capacità creative, grazie al grado di concentrazione e rilassamento che si raggiunge con una immersione totale nella natura, senza distrazioni di device o tecnologie.

Questo studio è stato condotto su un campione di partecipanti che hanno passato alcuni giorni nella natura selvaggia, camminando nei sentieri di montagna senza cellulare o altri apparecchi tecnologici..

Dopo queste attività sono stati sottoposti ad alcuni test, i cui risultati sono stati confrontati con quelli di un altro gruppo che invece ha passato lo stesso arco di tempo in un ambiente urbano.

Le performance creative di chi ha partecipato al trekking sono state superiori del 50% rispetto ai soggetti degli altri gruppi.

Un risultato che conferma un altro filone di ricerche che ha dimostrato come sgli ambienti urbani incidano negativemente sulle performance mentali, proprio a causa delle distrazioni dell’ambiente urbano e delle tecnologie che inibiscono la nostra concentrazione.

 

Lasciare giocare i bambini nella natura

La sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) colpisce sempre più bambini e le sue manifestazioni più evidenti sono la difficoltà a concentrarsi e in comportamenti patologicamente impulsivi.

L’esperimento condotto da due ricercatori americani, Frances E Kup e Andrea Faber Taylor, ha provato che giocare all’aria aperta e svolgere attività fisiche in ambienti naturali riduce drasticamente i sintomi dell’ADHD nei bambini, migliorando le capacità di concentrazione e riducendo l’impulsività.

Le attività outdoor migliorano le capacità cerebrali

Uno studio pubblicato nel 2011 dalla National Academy of Sciences negli Stati Uniti ha mostrato come camminare tre volte alla settimana per almeno 40 minuti possa aumentare il volume dell’ippocampo del 2%, incremento molto significativo.

In un altro studio presentato nel 2014 al meeting annuale della American Association for the Advancement of Science, si è accertato come uno stile di vita basato su regolari spostamenti a piedi rallenti l’invecchiamento delle cellule celebrali e aiuti a contrastare gli effetti della vecchiaia sulle capacità cognitive. Ne abbiamo parlato in questo articolo dedicato ai benefici del camminare.

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