Chi cammina d’inverno lo sa: il freddo inganna. La fatica si sente, il fiato si condensa nell’aria gelida, ma la sete spesso non arriva.
Ed è proprio qui che si nasconde uno dei pericoli più sottovalutati del trekking invernale: la disidratazione.
Un rischio concreto, reso ancora più insidioso dal fatto che il nostro corpo, alle basse temperature, perde liquidi in modo silenzioso, senza inviarci i consueti segnali d’allarme.
Al contrario di quanto si pensa comunemente, la disidratazione non è un problema legato solo al caldo.
In inverno è addirittura più subdola, perché il nostro cervello fatica a registrare la perdita di liquidi che avviene attraverso il respiro e la sudorazione.
Il meccanismo è semplice: con le temperature basse il sudore evapora molto più rapidamente, impedendoci di percepire quanto stiamo effettivamente perdendo.
Il risultato è che la crisi da disidratazione può manifestarsi senza che si sia mai avvertito un reale stimolo a bere.
_ Il ruolo della vasocostrizione: c’è un altro fattore fisiologico da considerare.
Quando fa freddo, il corpo riduce il flusso sanguigno verso la circolazione periferica per limitare la dispersione di calore.
Questo fenomeno, chiamato vasocostrizione periferica, ha un effetto collaterale significativo: stimola i reni ad aumentare la diuresi.
In pratica, d’inverno si urina più spesso e si perdono liquidi con la stessa facilità dell’estate, ma senza rendersene conto.
In estate ci accorgiamo subito di essere fradici di sudore; in inverno, l’interazione tra l’ambiente freddo, magari ad alta quota, e il complesso sistema di termoregolazione corporea ci espone a un rischio silenzioso.
La buona notizia è che bastano alcune accortezze per ridurre sensibilmente il rischio.
Ecco i suggerimenti più efficaci per affrontare i trekking sulla neve in sicurezza.
1) Usa contenitori e thermos tecnici: scegli strumenti progettati per impedire il congelamento dei liquidi a basse temperature.
Un thermos di qualità ti garantirà acqua o bevande calde disponibili per tutta la durata dell’escursione.
2) Non portare acqua calda “liscia”: il gusto dell’acqua calda non è esattamente invitante.
Se fai fatica a berla, trasformala nella base per un infuso: una tisana o un tè possono rendere l’idratazione più piacevole.
Attenzione però agli infusi preconfezionati che contengono principi potenzialmente controproducenti.
La liquirizia, ad esempio, favorisce un aumento della pressione arteriosa, condizione non ideale in inverno e ad alta quota.
3) Scegli un abbigliamento adeguato: dal momento che la disidratazione invernale è strettamente legata ai meccanismi di termoregolazione, la scelta dell’abbigliamento diventa ancora più importante che nelle altre stagioni.
L’obiettivo è trovare il giusto equilibrio tra protezione e traspirazione, quello che l’abbigliamento tecnico più evoluto è in grado di garantire.
4) Ricorda che l’acqua è anche nel cibo: gli alimenti contengono quantità significative di acqua.
Oltre a bere con regolarità, è una buona idea portare cibi sani e semplici, possibilmente senza troppi zuccheri, che contribuiscano all’apporto idrico complessivo.
5) Idratati prima di partire: non aspettare il punto di partenza dell’escursione per cominciare a bere.
Acqua e soluzioni reidratanti vanno benissimo già mentre sei in macchina o in treno. Approfittane per goderti l’acqua a temperatura ambiente finché puoi.
6) Controlla il colore delle urine: come abbiamo visto, la fisiologia del corpo comporta un aumento della diuresi con il freddo.
Lo stimolo a urinare sarà più frequente durante le escursioni sulla neve: non commettere l’errore di bere meno per evitarlo.
Considera piuttosto ogni sosta come un “pit-stop” per verificare il tuo stato di idratazione. Se il colore delle urine non è limpido, o è addirittura scuro, il messaggio è inequivocabile: stai bevendo troppo poco.
7) Quanto bisogna bere? Non esiste una risposta universale: dipende dalla difficoltà dell’escursione, dalla durata e dalla temperatura.
Come indicazione generale, il consiglio è di assumere tra mezzo litro e un litro di liquidi ogni due ore.
Per chi cerca un thermos affidabile da portare in montagna, ecco alcune opzioni adatte a diversi tipi di escursione.
Ferrino Extreme
Solido, in acciaio inossidabile e disponibile in varie taglie, con tappo push che consente di versare la bevanda con una sola mano.
_ Acquistala su Amazon:
Salewa Thermo Lite
Bottiglia termica leggera in acciaio inox da 0,75 litri, ideale per i trekking giornalieri.
Laken Futura Thermo
Struttura ad alta resa con doppio strato di acciaio inossidabile e isolamento sottovuoto. Mantiene le bevande fredde fino a 24 ore e calde fino a 12.
Super Sparrow
Dotata di tecnologia Insu-Shield, con isolamento a doppia parete che mantiene le bevande fredde fino a 24 ore o calde fino a 12, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche.
Camminare d’inverno è un’esperienza che regala silenzi, paesaggi imbiancati e una connessione profonda con la natura.
Ma richiede consapevolezza, anche nei gesti più semplici.
Bere con regolarità, senza aspettare la sete, è uno di quei piccoli atti di cura verso sé stessi che fanno la differenza tra un’escursione memorabile e una situazione di rischio.
Il corpo, in montagna, va ascoltato, anche quando non parla.
_ Leggi gli altri articoli su salute e benessere:
Seguici sui nostri canali social!Instagram – Facebook – Telegram