Paura di infortuni sulle ciaspole? Prova lo stretching sulla neve

Ciaspolare è bellissimo ma occorre farlo con consapevolezza, per ridurre il rischio di infortuni: ecco come riscaldamento e stretching possono aiutare a godersi in sicurezza il trekking sulla neve

24 gennaio 2026 - 18:00

Trekking sulla neve, come prevenire infortuni con stretching e riscaldamento

Lo stretching e il riscaldamento sono utilissimi anche d’inverno e anche per il trekking sulla neve.

La ciaspolata rappresenta una delle attività outdoor invernali più complete e gratificanti: consente di esplorare ambienti innevati in sicurezza, migliora la resistenza cardiovascolare e coinvolge in modo intenso la muscolatura degli arti inferiori e del core.

Tuttavia, camminare sulla neve non è paragonabile a una semplice escursione su terreno asciutto.

L’instabilità del fondo, le basse temperature e il gesto motorio amplificato dall’uso delle ciaspole aumentano lo stress su muscoli, articolazioni e colonna vertebrale.

Per questo motivo, stretching e mobilità articolare dovrebbero essere considerati parte integrante dell’esperienza, non un’attività opzionale.

Preparare il corpo prima di partire e favorire il recupero al termine dell’escursione significa ridurre il rischio di infortuni, migliorare la qualità del movimento e mantenere nel tempo un buon equilibrio posturale.

Perché il riscaldamento è fondamentale prima di una ciaspolata

In ambiente freddo il corpo impiega più tempo a raggiungere una temperatura muscolare adeguata.

Partire “a freddo” espone a un rischio maggiore di contratture, stiramenti e sovraccarichi articolari, soprattutto a carico di caviglie, ginocchia e zona lombare.

Una routine di riscaldamento dinamico, della durata di circa 8–12 minuti, consente di:

  • aumentare gradualmente l’afflusso di sangue ai muscoli;
  • migliorare la lubrificazione delle articolazioni;
  • attivare i muscoli stabilizzatori, fondamentali su neve irregolare;
  • rendere il passo più fluido ed efficiente fin dai primi minuti.

Routine di riscaldamento prima della camminata sulla neve

Il riscaldamento dovrebbe essere progressivo, senza movimenti bruschi, privilegiando esercizi di mobilità attiva e attivazione muscolare.

Mobilità di caviglie e piedi

Le caviglie sono costantemente sollecitate durante la ciaspolata, soprattutto su traversi e pendii.

  • Circonduzioni lente delle caviglie, 8–10 ripetizioni per lato
  • Flessioni ed estensioni del piede in appoggio

Questi esercizi migliorano la propriocezione e la capacità di adattamento al terreno.

Attivazione di ginocchia e cosce

  • Mezzi squat controllati, mantenendo il busto eretto
  • Affondi in avanzamento alternato

Servono ad attivare quadricipiti, femorali e glutei, riducendo lo stress sulle articolazioni.

Anche e bacino

Il passo con le ciaspole è più ampio rispetto alla camminata normale.

  • Slanci frontali e laterali delle gambe
  • Circonduzioni del bacino

Questi movimenti preparano le anche e migliorano la coordinazione.

Tronco, schiena e spalle

Zaino, bastoncini e abbigliamento invernale aumentano il carico sulla parte superiore del corpo.

  • Rotazioni del busto
  • Circonduzioni delle spalle e delle braccia

Aiutano a prevenire rigidità cervicali e dorsali.

Stretching dopo la ciaspolata: favorire il recupero

Al termine dell’escursione, quando i muscoli sono ancora caldi, è il momento ideale per dedicarsi allo stretching statico.

Questa fase è spesso sottovalutata, ma svolge un ruolo chiave nel recupero muscolare e nel mantenimento della mobilità nel lungo periodo.

Lo stretching dovrebbe essere lento, controllato e accompagnato da una respirazione profonda, mantenendo ogni posizione per almeno 20–30 secondi.

Esercizi di stretching per gambe, caviglie e schiena

Polpacci e caviglie

  • Stretching del polpaccio in appoggio, mantenendo il tallone ben aderente al suolo

È particolarmente utile dopo lunghe discese o tratti su neve dura.

Quadricipiti

  • In piedi, afferrando il piede dietro di sé e mantenendo le ginocchia allineate

Riduce la tensione accumulata durante salite prolungate.

Femorali e glutei

  • Stretching da seduti o supini, portando la gamba verso il petto

Aiuta a prevenire rigidità nella zona lombare e nel bacino.

Schiena e colonna vertebrale

  • Flessione in avanti controllata
  • Mobilizzazione dolce della colonna in estensione

Questi esercizi favoriscono il rilassamento della muscolatura paravertebrale, spesso affaticata dal carico dello zaino.

Respirazione e consapevolezza del movimento

Oltre agli aspetti puramente muscolari e articolari, lo stretching prima e dopo la ciaspolata rappresenta un momento prezioso per sviluppare una maggiore consapevolezza del movimento e della respirazione.

In particolare nella fase finale dell’escursione, rallentare il ritmo, concentrarsi sull’allungamento dei muscoli e coordinare i movimenti con un respiro profondo e regolare aiuta il corpo a passare gradualmente dallo sforzo al recupero.

Una respirazione controllata, con inspirazioni profonde dal naso ed espirazioni lente dalla bocca, favorisce il rilassamento del sistema nervoso, riduce le tensioni accumulate e contribuisce a una sensazione generale di benessere.

Questo approccio è particolarmente utile nelle uscite più lunghe o impegnative, dove la fatica non è solo fisica ma anche mentale.

Inserire consapevolmente questi momenti di ascolto del corpo permette di riconoscere eventuali segnali di sovraccarico e di prevenire piccoli fastidi che, se trascurati, potrebbero trasformarsi in infortuni nelle uscite successive.

Benefici sul recupero muscolare e sulla postura

Integrare regolarmente riscaldamento e stretching nella pratica della ciaspolata offre benefici concreti sia nel breve che nel lungo periodo.

Dal punto di vista muscolare, si riducono indolenzimenti e rigidità post-escursione, permettendo di affrontare uscite ravvicinate con maggiore comfort.

A livello posturale, una muscolatura più elastica e bilanciata contribuisce a:

  • migliorare l’allineamento del corpo durante la camminata;
  • ridurre sovraccarichi su ginocchia e schiena;
  • mantenere un gesto motorio più economico ed efficiente.

Nel tempo, questa attenzione al corpo si traduce in maggiore continuità nella pratica outdoor e in una migliore percezione del proprio benessere fisico.

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