Siracusa, il Museo del Papiro: dall’antico Egitto alle rive del Ciane

Documenti antichi, barche intrecciate e strumenti degli scribi: a Ortigia il Museo del Papiro racconta il legame tra Siracusa, il Ciane e una pianta che ha accompagnato la storia della scrittura

17 ottobre 2026 - 9:00

A Siracusa, una storia scritta sulle fibre del papiro

A Siracusa il papiro unisce il paesaggio fluviale con la storia della scrittura.

La pianta che cresce lungo il Ciane è anche il filo conduttore di una visita al Museo del Papiro “Corrado Basile”, nell’ex convento di Sant’Agostino, a Ortigia.

Tra documenti antichi, strumenti degli scribi e oggetti intrecciati, il percorso racconta come una risorsa naturale sia diventata supporto per testi, materiale da costruzione e materia di ricerca.

È una tappa culturale da inserire in una passeggiata nella città, per conoscere un aspetto della sua identità legato all’acqua e alle tradizioni artigianali.

Un museo nato per custodire una cultura

Fondato nel 1987 da Corrado Basile e Anna Di Natale, il museo è stato creato ed è gestito dall’Istituto Internazionale del Papiro.

Alla raccolta dei reperti affianca la conservazione, la divulgazione e lo studio della pianta e dei suoi impieghi.

Questa doppia vocazione accompagna la visita: gli oggetti esposti sono testimonianze da osservare, ma anche materiali attraverso cui ricostruire tecniche e conoscenze. Dalla manifattura dei fogli alla conservazione dei documenti, il papiro viene seguito nelle diverse fasi della sua storia.

L’intitolazione a Corrado Basile riconosce il lavoro dello studioso siracusano, che iniziò a occuparsi del papiro nel 1961. Il museo conserva così anche la memoria di un percorso di ricerca sviluppato nel rapporto tra Siracusa e il mondo antico.

Dai papiri antichi alle barche dei laghi africani

Le collezioni comprendono papiri datati dal XV secolo avanti Cristo all’VIII secolo dopo Cristo. Il loro studio considera il contenuto, la scrittura e il luogo di ritrovamento: elementi che aiutano a collocare ciascun documento nel proprio contesto.

Il percorso si allarga poi oltre la pagina scritta.

Recipienti, sandali, corde e stuoie mostrano la varietà degli usi della pianta. Le barche in papiro provenienti dai laghi Tana e Zwai, in Etiopia, e dal lago Ciad rendono particolarmente evidente questa versatilità.

Accanto ai documenti antichi trovano posto i papiri prodotti a Siracusa dal Settecento. L’accostamento consente di seguire una tradizione locale e, insieme, di osservare il dialogo tra materiali, lavorazioni e culture differenti.

La carta e gli strumenti della scrittura

Una parte della visita è dedicata agli strumenti e ai materiali scrittori.

Il tavolo da lavoro ricostruito, i pigmenti e gli utensili dello scriba richiamano la dimensione concreta della scrittura: la preparazione dei materiali precede il segno lasciato sul foglio.

La documentazione sulla manifattura della carta papiracea a Siracusa e in Egitto permette di approfondire il passaggio dalla pianta al supporto scritto. Le tecniche produttive e i trattamenti della carta sono inoltre tra gli argomenti studiati dal museo.

Anche la conservazione fa parte di questa storia. Il recupero dei manufatti e il restauro dei papiri antichi accompagnano il lavoro sulle collezioni, con l’obiettivo di custodire documenti che continuano a offrire informazioni a studiosi e visitatori.

Il Ciane, il paesaggio da cui parte il racconto

Il legame con il territorio emerge nella presenza del Cyperus papyrus lungo il Ciane, a pochi chilometri dalla città. Il fiume e la sua vegetazione sono al centro delle ricerche dedicate alla salvaguardia di questo ambiente.

L’erbario del museo amplia lo sguardo: raccoglie ombrelle della pianta provenienti dalla Sicilia e da diverse località africane, oltre che dal lago Hula, in Israele.

La botanica si intreccia così con la geografia e con le testimonianze degli usi del papiro.

Il rapporto tra museo e fiume attraversa anche la documentazione storica, le immagini e gli studi sull’origine del papiro siracusano. Dopo le sale, il Ciane può diventare un ulteriore tema da approfondire, organizzando separatamente la visita al territorio e verificandone le condizioni di accesso.

Una visita da condividere anche con i bambini

La proposta didattica comprende percorsi guidati e laboratori.

Per bambini e ragazzi dai 5 ai 14 anni sono previste attività dedicate alla formazione di un foglio di papiro e alla ricomposizione di un documento frammentato.

Nel laboratorio “Fabbricante di carta di papiro per un giorno” si lavora sulla manifattura; in “Piccolo restauratore di papiri” l’attenzione si sposta sulla ricostruzione dei frammenti. Sono due modi diversi di avvicinarsi agli oggetti osservati nelle sale attraverso un’esperienza pratica.

Per queste attività è obbligatoria la prenotazione. Conviene contattare il museo per conoscere le disponibilità e scegliere la proposta adatta all’età dei partecipanti.

Informazioni utili

Il museo si trova in via Nizza 14, nell’ex convento di Sant’Agostino in Ortigia.

L’orario indicato è dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 14; il lunedì è chiuso.

Prima della visita è utile controllare eventuali aggiornamenti e le modalità di partecipazione alle attività.

Per informazioni: telefono 0931 22100, email segreteria@museodelpapiro.it.

Orari, contatti e proposte didattiche sono disponibili sul sito ufficiale del Museo del Papiro.

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