Preparation of polenta, a traditional autumn dish
L’inverno sulle Alpi Orobie non è soltanto neve, silenzio e paesaggi immacolati.
È anche la stagione in cui la montagna torna a parlare con forza attraverso la cucina, fatta di piatti caldi, ingredienti locali e tradizioni che resistono al tempo.
Quando le giornate si accorciano e le temperature scendono, il cibo diventa parte integrante dell’esperienza outdoor: una ricompensa dopo una ciaspolata, un momento di convivialità, un modo per entrare in relazione con il territorio.
Nelle valli orobiche, la gastronomia invernale è profondamente legata alla cultura dell’alpeggio, alla conservazione degli alimenti, all’uso sapiente di formaggi, burro, farine e carni.
Ogni valle ha le sue sfumature, ogni borgo custodisce ricette e saperi che raccontano una montagna vissuta tutto l’anno, non solo nella bella stagione.
Ecco cinque luoghi simbolo del “gusto d’inverno” nelle Alpi Orobie: borghi autentici, una località d’alta quota e una contrada che rappresenta un modello virtuoso di rinascita alpina. Mete diverse tra loro, ma accomunate da una cucina che scalda, nutre e racconta.
Foppolo è uno dei nomi storici dell’inverno orobico, una località che da decenni rappresenta l’immaginario della montagna invernale per eccellenza.
Qui l’alta quota non è solo un dato geografico, ma una condizione che influenza il ritmo delle giornate, le attività outdoor e, soprattutto, la cucina.
In inverno il paese vive al passo della neve e dello sci, ma anche di una tradizione gastronomica pensata per sostenere il corpo e scaldare dopo il freddo.
Ph: Gettyimages/Vincenzo-Volonterio
La tavola di Foppolo è schietta, sostanziosa, senza compromessi. I piatti raccontano una cucina di montagna concreta, fatta per dare energia: polenta taragna ricca di burro e formaggio, formaggi fusi serviti caldissimi, carni brasate a lungo, spezzatini profumati e zuppe dense che riportano immediatamente il calore.
I formaggi della Val Brembana sono protagonisti assoluti: dal Branzi al Formai de Mut, utilizzati in modo generoso e spesso abbinati a burro d’alpeggio e farine rustiche, secondo una tradizione che privilegia il gusto pieno e la semplicità.
Ristoranti e trattorie di Foppolo propongono una cucina che non cerca reinterpretazioni forzate, ma valorizza la solidità dei sapori alpini.
È il luogo ideale per chi associa l’inverno a una montagna “vera”, fatta di giornate all’aperto e di rientri al caldo, quando il pasto diventa parte integrante dell’esperienza.
_Foppolo sulla pagina ufficiale dell’Ente turismo
Gromo è uno dei borghi più interessanti delle Alpi Orobie, noto per il suo centro storico medievale tra i meglio conservati della Val Seriana. Il tessuto urbano compatto, le case in pietra e le antiche vie raccontano un passato legato ai commerci e alla vita di valle.
In inverno, con la neve che copre tetti e selciati e il minor afflusso turistico, il borgo assume un carattere ancora più raccolto, ideale per una visita lenta e consapevole.
Accanto al valore storico e architettonico, Gromo rappresenta anche un solido riferimento per la cucina tradizionale seriana, basata su ingredienti locali e preparazioni consolidate nel tempo.
Ph: Gettyimages/PAA
Le osterie e i ristoranti del paese propongono una cucina di montagna classica, dove trovano spazio i casoncelli secondo la ricetta tradizionale, la polenta accompagnata da formaggi della valle, piatti di carne e, nella stagione fredda, preparazioni a base di selvaggina.
Non mancano i dolci semplici della tradizione, spesso legati alla cucina domestica, che chiudono il pasto in modo essenziale.
Mangiare a Gromo significa entrare in contatto con una gastronomia che non cerca reinterpretazioni, ma punta sulla continuità con il territorio e sulle materie prime locali, rendendo il borgo una tappa ideale per chi desidera abbinare una visita culturale a un’esperienza gastronomica autentica durante l’inverno.
_Gromo tra i Borghi più belli d’Italia
Zambla Alta è uno di quei paesi che raccontano la montagna senza bisogno di effetti speciali. Situato ai piedi del Monte Alben, è una meta discreta, amata da chi frequenta le Orobie per camminare, ciaspolare e vivere l’ambiente in modo autentico.
In inverno, Zambla diventa un rifugio perfetto per chi cerca una cucina semplice, genuina e profondamente montanara.
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Le trattorie e gli agriturismi della zona propongono piatti legati alla tradizione contadina: polenta, formaggi di valle, salumi locali, dolci fatti in casa.
Qui il gusto è fatto di ingredienti riconoscibili e ricette tramandate, senza sofisticazioni. È il posto giusto per chi ama fermarsi a tavola dopo una giornata sulla neve e ritrovare sapori sinceri, che parlano di territorio e stagioni.
_Scopri di più su Zambla
Monasterolo del Castello, affacciato sulla sponda del Lago di Endine, rappresenta una proposta diversa rispetto ai classici borghi d’alta quota delle Alpi Orobie.
La posizione a bassa quota lo rende una meta particolarmente interessante in inverno per chi cerca paesaggi aperti, clima più mite ed escursioni accessibili, senza rinunciare alla qualità della cucina.
Il contesto naturale, dove la montagna incontra l’acqua, crea un ambiente più dolce e meno severo rispetto alle valli più alte, ideale per passeggiate lungo il lago o brevi itinerari nei rilievi circostanti.
Ph: Gettyimages/Mrkit99
A questa dimensione più rilassata si affianca una proposta gastronomica solida, che unisce la tradizione montana bergamasca a influenze legate al territorio lacustre.
Nei ristoranti e nelle trattorie di Monasterolo trovano spazio piatti classici come polenta, formaggi locali provenienti dalle valli seriane e brembane, preparazioni tradizionali della cucina bergamasca e ricette stagionali pensate per il periodo invernale.
L’offerta è generalmente improntata alla semplicità e alla valorizzazione delle materie prime, con menu che cambiano in base alla disponibilità dei prodotti.
_Monasterolo sulla pagina ufficiale dell’Ente turismo
Contrada Bricconi, nel territorio di Oltressenda Alta, rappresenta uno dei progetti più significativi delle Alpi Orobie quando si parla di rapporto tra montagna, agricoltura e cucina.
Il recupero di questa antica contrada rurale, infatti, ha dato vita a un modello di sviluppo alpino contemporaneo, capace di integrare azienda agricola, ospitalità e ristorazione in modo coerente con il contesto ambientale.
Il progetto si basa su un’attenta ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente e su una gestione agricola orientata alla qualità e alla sostenibilità.
In inverno, raggiungere Contrada Bricconi significa entrare in un ambiente essenziale e curato, dove paesaggio, architettura e cucina dialogano tra loro senza forzature.
La stagionalità è un elemento centrale dell’esperienza, così come il legame diretto con il territorio circostante.
Ph: Contrada Bricconi
La proposta gastronomica è fortemente ancorata ai prodotti dell’azienda agricola e alle materie prime locali: carni, verdure, latticini e trasformati provengono in gran parte dalla produzione interna o da realtà selezionate della zona.
Le ricette partono dalla tradizione contadina delle Orobie, ma vengono rielaborate con un approccio contemporaneo, attento alle tecniche e all’equilibrio dei sapori, senza snaturare l’identità dei piatti.
A conferma della solidità del progetto e della qualità della proposta gastronomica, Contrada Bricconi è stata insignita della stella Michelin, un riconoscimento che premia non solo la cucina, ma l’intero modello di lavoro basato su territorio, sostenibilità e filiera agricola: una destinazione che vale il viaggio, all’insegna del gusto!
_La pagina ufficiale della Contrada
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