Wide horizontal shot capturing the entire length of the medieval Ponte Gobbo (Devil's Bridge) with its irregular, humped structure, spanning the clear, fast-flowing Trebbia River. The historic village of Bobbio, featuring its prominent bell tower, sits on the riverbank against the backdrop of the Apennine Mountains under a bright blue sky.
In Emilia-Romagna si può fare un tuffo nella storia: questa regione è ricca di borghi medievali dal fascino unico.
Manieri, castelli, e antiche torri circondati da bellissimi parchi naturali sono gli elementi caratteristici di queste località che regalano un vero e proprio viaggio nel tempo.
Quindi, perché non perdersi nei dedali delle loro stradine assaporandone la cultura e vivendo l’atmosfera unica dell’inverno?
Ecco alcuni tra i borghi medievali più belli del territorio emiliano.
Brisighella si trova sull’Appennino faentino, in provincia di Ravenna, ed è uno dei borghi medievali meglio conservati dell’Emilia-Romagna.
Il paese si sviluppa ai piedi di tre pinnacoli rocciosi, sui quali sorgono altrettanti elementi simbolici: la Rocca Manfrediana, la Torre dell’Orologio e il Santuario del Monticino.
Ph.: Gettyimages/barolo1961
Questa disposizione rende immediatamente leggibile l’impianto difensivo e urbano di origine medievale.
Il cuore del borgo è attraversato dalla celebre Via degli Asini, una strada sopraelevata e coperta, unica nel suo genere, costruita per consentire il passaggio dei carri carichi di gesso dalle cave circostanti.
Oggi è uno degli elementi architettonici più riconoscibili di Brisighella e permette una passeggiata protetta anche nei mesi invernali.
La Rocca Manfrediana, risalente al XIV secolo, è visitabile e ospita un museo dedicato alla storia del territorio. Dal suo camminamento si apre una vista ampia sulle colline romagnole.
Brisighella è inoltre legata a una forte tradizione gastronomica, in particolare all’olio extravergine DOP, celebrato ogni anno con eventi e frantoi aperti anche fuori stagione.
_Una pagina dedicata a Brisighella, ricca di informazioni
Bobbio è uno dei centri più importanti della Val Trebbia e sorge sulle sponde del fiume omonimo ai piedi del monte Penice.
Si trova al centro di una zona denominata “Appennino delle 4 province”, dove le montagne delle province di Piacenza, Genova, Alessandria e Pavia confinano.
Ph.: Gettyimages/LucaLorenzelli
Questo borgo è noto sin dall’epoca medievale come la “Montecassino del Nord” in virtù della fama della sua abbazia.
Quest’ultima venne fondata nel 614 dal monaco irlandese San Colombano, e fu uno dei principali centri spirituali e culturali d’Italia.
Nel 1014 Bobbio acquisì anche il titolo di città: gli fu conferito grazie a una bolla imperiale da Enrico II e diventò una sede vescovile, rimanendo diocesi autonoma fino alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso.
Oggi il borgo di Bobbio è ancora capace di conservare il suo passato medioevale: viuzze strette, case in sasso e palazzetti signorili che, assieme ai paesaggi naturalistici della vallata, ne fanno una delle località di villeggiatura più interessanti del piacentino.
Tra le architetture da non perdersi ci sono il ponte Gabbo, simbolo del borgo, la cui storia è legata alla leggenda di San Colombano nel suo scontro con il diavolo.
Ma anche il castello Malaspina, ex presidio miliare e residenza della famiglia del Verme, così come la cattedrale di Santa Maria Assunta, Palazzo Alcalini e Palazzo Olmi.
Tra le specialità culinarie si devono assaggiare i maccheroni alla bobbiese, preparati ancora oggi con il ferro da calza e cucinati con sugo di stracotto.
Per farlo, perché non percorrere la Strada dei vini e dei sapori dei Colli piacentini?
_ Tutte le informazioni su Bobbio
_Informazioni storiche e pratiche sull’Abbazia
A pochi chilometri da Modena c’è un bellissimo borgo che viene definito anche “la città del vino”: Castelvetro.
È un piccolo paese immerso tra le dolci colline modenesi e filari di vite, ed è rinomato per la produzione del Lambrusco Grasparossa.
Ph.: CreativeCommons/Loris.tagliazucchi
L’uva di questo vino viene coltivata insieme al vitigno del Trebbiano, utilizzato nella produzione dell’Aceto Balsamico di Modena.
Il suo aspetto medioevale è testimoniato dalle sue torri: la Torre dell’Orologio e la Torre delle Prigioni, entrambe affacciate su Piazza Roma, nota anche come “Piazza della Dama” per la caratteristica pavimentazione a scacchiera.
Castel Vetro è stato eletto Bandiera Arancione dal Touring Club ed è uno dei borghi più belli d’Italia, un luogo magico in cui perdersi e circondarsi di storia e tradizione.
_ Tutto quello che c’è da sapere su Castelvetro
Il borgo di Dozza, uno dei più belli d’Italia, si trova a sud di Bologna, a 6 Km da Imola.
È un centro molto suggestivo per via della sua posizione geografica: si trova sul crinale di una collina che domina la valle del fiume Sellustra e scende dolcemente verso la via Emilia.
Ph.: Gettyimages/Spirins
Questo borgo merita una visita per il suo bellissimo centro storico dalla caratteristica forma a fuso che conserva ancora il tessuto edilizio originale di stampo medievale.
Ma anche per la possente Rocca Sforzesca posta all’apice del paese che si armonizza in modo unico con il resto dell’abitato.
La particolarità di Dozza, però, risiede nell’arte urbana: dipinti e murales abbelliscono i muri delle case, le strade e le piazze, inondando di luce e stili diversi e contemporanei ogni angolo del borgo.
Questo piccolo paese è un vero e proprio museo a cielo aperto composto di centinaia di opere realizzate da famosi artisti contemporanei.
_La pagina di Fondazione Dozza Città d’Arte, ricca di appuntamenti culturali
_ Curiosità e cose interessanti su Dozza
Il borgo di Vigoleno fa parte del comune di Vernasca e si trova tra Parma e Piacenza, a pochi chilometri dall’uscita di Firenzuola.
È un piccolo paese che si caratterizza per l’eleganza delle sue forme e per la sua curiosa pianta ellissoidale: un esempio perfetto della logica abitativa del Medioevo.
Ph.: Gettyimages/faber1893
Entrati dal rivellino, passando all’ombra della torre militare, si entra nella piazza principale dove si trova la fontana Cinquecentesca e il possente Castello dei Conti Scotti.
All’interno della parte più recente del castello non ci si può perdere il teatrino con immagini all’orientale: un vero gioiello.
A Vigoleno è quasi d’obbligo passeggiare lungo le vecchie mura merlate, in parte percorse da un camminamento di ronda: spicca la mole del mastio quadrangolare dotato di feritoie, beccatelli e merli ghibellini, con quattro piani di visita.
Meritano una visita anche l’Oratorio della Madonna delle Grazie, un tempo cappella della famiglia Scotti, e il museo “Gli Orsanti”, che raccoglie le informazioni di questa famiglia di artisti itineranti.
_ Tutto quello che c’è da sapere su Vigoleno nel sito dedicato
Tra Podenzano e Vigolzone, in provincia di Piacenza, si trova il suggestivo borgo di Grazzano Visconti, riconosciuto come “Città d’arte” dall’Emilia Romagna nel 1986.
La sua storia è stata legata per secoli alla famiglia Anguissola, ma fu Giuseppe Visconti di Modrone, colto nobile milanese, che agli inizi del 1900 decise di creare un borgo pittoresco dall’aspetto medievaleggiante.
Ph.: Gettyimages/Alessandro Cristiano
Visitare Grazzano significa immergersi in un borgo che sembra rimasto indietro nel tempo di almeno 700 anni.
Meritano la Chiesa Parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano, l’edificio più antico del paese, il teatro Ottocentesco e la Galleria delle Maschere.
Degno di visita è anche Castello del 1395: ristrutturato e riarredato da Giuseppe Visconti di Modrone secondo il gusto eclettico dell’epoca, il castello appartiene ancora oggi agli eredi del duca.
Grazzano Visconti è noto anche per le sue specialità culinarie, fra tutte i tortelli con la coda e i pissarei e fasö, degli gnocchetti con i fagioli decisamente gustosi.
_ Tutte le informazioni su Grazzano
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