Pitigliano Tuscany Italy
L’inverno è un’occasione d’oro per scoprire la Toscana e i suoi borghi medievali sospesi nel tempo, lontano dagli affollamenti estivi.
Paesi panoramici arroccati su speroni di tufo e impreziositi da architetture e luoghi dal passato glorioso, suggestive vie cave, terme del XV secolo e secoli di tradizione.
Ecco 5 borghi bellissimi da visitare a gennaio per rilassarsi tra natura e storia.
Anghiari si trova nell’Alta Valle del Tevere, in provincia di Arezzo, ed è uno dei borghi medievali meglio conservati della Toscana.
Arroccato su uno sperone roccioso che domina la valle, mantiene un impianto urbano chiaramente leggibile, fatto di mura difensive, torri e strade ripide lastricate.
La sua notorietà storica è legata alla Battaglia di Anghiari del 1440, combattuta tra le truppe fiorentine e quelle milanesi, episodio centrale nella storia politica del Rinascimento e noto anche per il celebre affresco perduto di Leonardo da Vinci.
Ph.: Gettyimages/ermess
Il centro storico si sviluppa lungo un asse principale che sale verso la Rocca, attraversando vicoli stretti e affacci panoramici sulla Valtiberina. Le mura medievali, in gran parte intatte e percorribili, costituiscono uno degli elementi più significativi del borgo.
Tra gli edifici civili spicca il Palazzo Pretorio, riconoscibile per la facciata decorata con stemmi araldici, mentre tra quelli religiosi merita una visita la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, situata appena fuori dalla cinta muraria.
Anghiari ospita anche il Museo della Battaglia e di Anghiari, che ricostruisce il contesto storico dello scontro del 1440 e approfondisce il ruolo del borgo nel sistema difensivo toscano.
Gennaio è un periodo ideale per visitarlo senza affollamento, con musei e attività culturali aperti.
La vicinanza ad Arezzo e Sansepolcro rende Anghiari una tappa facilmente inseribile in un itinerario invernale nell’est della Toscana.
_Il sito turistico ufficiale di Anghiari _La pagina ufficiale del Museo della Battaglia e di Anghiari
Pitigliano è una gemma della Maremma meridionale, un borgo scavato nel tufo dal fascino unico.
Secondo un’antica leggenda la città sarebbe stata fondata da due romani: Petilio e Celiano.
Dalla fusione dei loro nomi sarebbe derivato “Pitigliano”.
Denominato anche la “Piccola Gerusalemme” per la comunità ebraica che lì si stabilì dal XV secolo, si erge su un promontorio a ben 313 metri sul livello del mare circondato da valli verdissime solcate dai fiume Lente e Maleta.
Ph.: Gettyimages/FedevPhoto
Pitigliano è un luogo fuori dal tempo dove si respira un’aria magica: per averne una prova basta passeggiare lungo le strade in pietra, addentrarsi nelle tipiche cantine scavate nel tufo e andare alla scoperta delle antichissime tombe etrusche.
Merita una visita il Museo di Cultura ebraica, la sinagoga e il percorso al forno dove si cuoceva il pane azzimo, ma anche la cantina scavata nel tufo in cui si produceva il vino kasher, la macelleria, il bagno di purificazione per le donne e la tintoria tradizionale ebraica.
Impossibile poi non passare davanti a Palazzo Orsini, un’imponente costruzione di origine aldobrandesca.
Fu ristrutturato dagli Orsini tra il XV e il XVI secolo e, oggi, è sede di due musei: il Museo Civico Archeologico e il Museo di Palazzo Orsini.
Uscendo da Pitigliano è possibile scoprire le affascinanti vie cave, ovvero i corridoi scavati nella roccia tufacea realizzati dalla civiltà etrusca. Alcune superano addirittura il chilometro di lunghezza, con pareti alte fino a 20 metri.
Il viaggio nella storia prosegue anche nella vicina Sorano, sede del Parco Archeologico Città del tufo e della Necropoli di Sovana.
Pitigliano, infine, è anche un’ottima base di partenze per delle escursioni invernali: dal borgo si può raggiungere velocemente il Monte Amiata per una giornata sugli sci o una ciaspolata nei boschi.
_Camminare a Pitigliano sulle antiche Vie Cave etrusche
_La pagina turistica ufficiale di Pitigliano è ricca di informazioni
Bagnone è un antichissimo borgo nell’Alta Lunigiana, incastonato tra i torrenti e le vette dell’Appennino Tosco-Emiliano.
Le leggende narrano che custodisca un portafortuna molto singolare.
Si tratta di un giglio fiorentino inciso sulle colonne dei vari portici medievali il quale, se sfregato, dovrebbe favorire ricchezza e buona sorte.
Ph.: Gettyimages/clodio
Bagnone è davvero un borgo antico sopravvissuto fino ai giorni nostri. È abitato sin dalla preistoria, come testimoniato dal ritrovamento di una statua stele a Treschietto, e mantiene ancora oggi il suo tipico aspetto medievale.
Il nome della città deriva da quello del torrente che, un tempo, scorreva non lontano dal castello, nucleo dell’abitato che aveva una funzione di controllo su un tratto della Via Francigena a valle.
Oggi tutte le varie bellezze naturalistiche e le singolarità culturali di Bagnone sono tutelati dal Parco Naturale e Culturale della Valle del Bagnone, e in parte conservate all’interno del Museo Archivio della Memoria.
Tra le architetture da visitare si segnala il Castello di Bagnone il quale, fin dalle sue origini, si configura come un’entità distinta rispetto al “borgo di sotto” che, anticamente, era conosciuto con l’appellativo di “Gutula”.
Se quest’ultimo era il borgo degli artigiani e dei bottegai, al castello vivevano i nobili governanti: prima i Malaspina e poi i Noceti.
La salita al castello si può fare in auto oppure anche a piedi con un percorso trekking che inizia nel borgo di sotto, a partire dalla Porta di Santa Caterina.
Poco lontano da Bagnone non ci si può perdere il borgo di Treschietto in cui si possono ammirare gli imponenti ruderi del castello a picco sul burrone, ma anche Castiglione del Terziere, vecchia sede del Capitanato fiorentino.
_Una pagina ricca di informazioni turistiche su Bagnone
_Tutto quello che c’è da sapere sul Castello di Bagnone
Sorano è un altro gioiello della Maremma, una città antichissima fiorita in epoca etrusca arroccata su una rupe e scavata nel tufo, come la vicina Pitigliano.
Viene anche chiamata la “Matera della Toscana” per via dei suoi villaggi rupestri e delle antiche vie delle cave.
Visitare questo borgo significa fare un viaggio nel tempo e nella storia: le casette addossate le une sulle altre, i vicoli pittoreschi e un’atmosfera magica in ogni angolo del paese.
Ph.: Gettyimages/valentino catarcia
A Sorano si accede grazie a due porte principali: Porta di Sopra e Porta di Sotto chiamata anche “dei Merli”.
La prima è ubicata ai piedi della Fortezza Orsini e conduce nel cuore del centro storico di Sorano.
La seconda porta, invece, si trova vicino al Masso Leopoldino e si distingue per lo stemma famigliare.
Tra le architetture da visitare c’è la Fortezza Orsini, una delle strutture più affascinanti del territorio realizzata dalla famiglia Aldobrandeschi e oggi sede del Museo Civico Archeologico.
Per un momento di relax si può anche decidere di fare un salto alle Terme di Sorano nell’Area del Tufo: lì c’è una piscina storica che risale al XV secolo, “Il Bagno dei Frati”.
Quest’ultima veniva utilizzata dai frati che vivevano nei locali dell’attuale Pieve di Santa Maria dell’Aquila, sita all’interno della residenza.
Nei dintorni del borgo, infine, merita una visita il Parco Archeologico della città del Tufo dove si ritrovano i maggiori tesori storici, archeologici e culturali di Sovana, Sorano e Vitozza.
_Tutte le informazioni su Sorano sul sito Visit Tuscany
_ Il Parco Archeologico della città del Tufo
_ Le Terme di Sorano
Radicofani si trova nel sud della provincia di Siena, al confine tra Val d’Orcia e Lazio, ed è uno dei borghi medievali più belli della Toscana.
Il paese sorge ai piedi di un imponente sperone basaltico, sulla cui sommità si erge la Rocca, visibile da chilometri di distanza e punto di riferimento storico per chi percorre la Via Francigena.
Ph.: Gettyimages/Claudio Caridi
Il borgo ha origini antiche ed è legato alla figura di Ghino di Tacco, celebre fuorilegge medievale citato anche da Dante nella Divina Commedia.
Il centro storico conserva un impianto urbano compatto, fatto di vicoli in salita, case in pietra e piccole piazze affacciate sulla valle.
La Rocca, più volte ricostruita nel corso dei secoli, è oggi visitabile e offre uno dei panorami più ampi della Toscana meridionale, con viste che spaziano dalla Val d’Orcia al Monte Amiata.
Radicofani è una tappa storica della Via Francigena e mantiene una forte identità legata al viaggio lento e alla dimensione invernale.
A gennaio il borgo è tranquillo ma non isolato, con strutture ricettive e ristorazione aperte tutto l’anno.
Nei dintorni si trovano anche le terme di San Casciano dei Bagni e di Bagni San Filippo, facilmente raggiungibili in auto, che rendono Radicofani una base ideale per un soggiorno rilassante nei mesi freddi.
_Tutto quello che c’è da sapere su Radicofani _La pagina ufficiale della Rocca di Radicofani _La Via Francigena: tutte le tappe
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