Camminare per prevenire Alzheimer e depressione | Trekking.it

Camminare per prevenire Alzheimer e depressione

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 I benefici dell’attività fisica per il corpo sono noti, il nostro magazine ha dedicato molti articoli agli effetti positivi del camminare per diverse patologie legate alla sedentarietà. Molto meno diffusa è la consapevolezza che camminare o andare in bicicletta quotidianamente possano essere attività che proteggono dall’insorgenza dell’Alzheimer e possano combattere stati depressivi.

A supporto di questa tesi è intervenuta una ricerca svolta dall’Università svedese di Orebro, che ha coinvolto diversi adolescenti che soffrivano di varie forme di depressione che si manifestavano in disturbi fisici psicosomatici. A questi ragazzi si è fatta svolgere un’attività fisica regolare ogni settimana (si trattava della danza) per un periodo di otto mesi. Alla fine del periodo di sperimentazione la situazione psichica di queste adolescenti è stata confrontata con quella di alcune coetanee della stessa età e che avevano gli stessi problemi.

I ricercatori hanno riscontrato un netto miglioramento nel fisico e nell’umore dei soggetti attivi rispetto a quelli sedentari, con un’autostima che ne è uscita fortificata. Quello che è ancora più importante sottolineare è che la differenza tra la condizione psicofisica dei due gruppi persisteva anche dopo più di un anno dalla fine dalle programmate attività fisiche quotidiane.

Questo risultato contraddiceva però le risultanze di altre due ricerche antecedenti svolte in strutture universitarie a San Paolo in Brasile e alla McMaster University in Canada. Queste sperimentazioni avevano seguito un protocollo simile ma erano però state condotte sui topi. Gli animali erano stati sottoposti a dieci settimane di attività fisica moderata e costante, alla fine del periodo i ricercatori avevano constatato che le abilità mentali dei ratti erano decisamente incrementate però, questi benefici, andavano ad esaurirsi nel giro di 4 settimane dalla sospensione dell’attività.

Come mai risultati duraturi negli uomini?

Per capire come mai negli uomini gli effetti positivi dell’attività fisica perdurino di più rispetto ai topi ci riferiamo alle parole del professor Andrea Fagiolini, ordinario di psichiatria all’Università di Siena che ha condotto una ricerca su un campione di 160 pazienti sugli effetti remissivi della depressione dell’attività fisica:

Nell’indagine svedese non c’è solo la danza

osserva

che è un’attività fisica eccellente, ma ci sono anche la musicoterapia, l’interazione di gruppo, tutti elementi a valenza antidepressiva.  Da cui saranno nati nuove amicizie, nuovi progetti prolungati nel tempo: perché se la depressione  instaura un circolo vizioso di cose che vanno male, lo star bene può avviare un circolo virtuoso. Ecco che cosa penso sia accaduto con le giovani danzatrici.

il professor Fagiolini specifica come ormai, dal punto di vista scientifico, non sussistano dubbi circa i benefici per la psiche dell’uomo, e nello specifico per la depressione, di un’attività fisica svolta con costanza. Infatti bastano anche solo 30 minuti al giorni di camminata per far migliorare gli apparati immunitari e modulare le endorfine che stimolano il senso di benessere. La cosa migliore è partire in modo graduale, senza esagerare, magari cambiando lentamente le proprie abitudini di vita quotidiana, iniziando ad utilizzare di più le proprie gambe e meno l’automobile o lo scooter.

Per esempio si può iniziare con 1.000 passi al giorno per poi arrivare fino a 8.000 – 10.000 passi che coincidono a circa 45 minuti di cammino, se si ha la possibilità di farlo in compagnia sicuramente si possono amplificare gli effetti positivi.

La costanza fa la differenza

Se sotto il profilo della medicina dello sport, gli effetti sono ottimi anche se l’attività fisica e fatta a giorni alterni, il discorso è molto diverso per quel che riguarda invece il benessere psicologico, un’attività moderata ma con cadenza quotidiana ha degli effetti importanti sulla salute psichica delle persone, in particolare nei casi di sindromi depressive. 

Sui primi risultati degli studi condotti dalla sua equipe il Dott. Fagiolini si è espresso così

Siamo impressionati da come uno stile di vita sano (diamo indicazioni e tabelle anche per l’alimentazione e il sonno) possa influire sulla risposta psichiatrica: c’è un beneficio enorme come benessere generale e calano le ricadute

 

Alzheimer dimezzato

Per quanto riguarda l’Alzheimer il Dott. Andrea Fagiolini si esprime in modo ancora più convinto ed entusiasta. Infatti sostiene che il movimento fisico quotidiano, come la camminata o la bicicletta è uno dei più potenti, se non il più potente in assoluto, strumento preventivo dell’Alzheimer.

Ci sono stati due studi a cui hanno partecipato moltissimi volontari tra i 40 e 60-65 anni, che si sono sottoposti ad una sperimentazione  li coinvolgeva in un esercizio fisico almeno 2-3 volte alla settimana. I risultati dei test su questi fruppi di persone hanno dimostrato una riduzione del 50% del rischio di insorgenza dell’Alzheimer. Un risultato incredibile dovuto alla riduzione della formazione di placche di amiloide, che sono il tratto distintivo della malattia. Proprio i soggetti maggiormente predisposti vedono un calo del rischio del 50%.

 

 

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