Come scegliere la giacca perfetta per camminare d’inverno

La giacca da montagna ha un compito fondamentale d'inverno: proteggere dal freddo e dalla neve ma senza far sudare. Scopriamo come scegliere quella giusta e alcuni tra i migliori modelli sul mercato

20 gennaio 2026 - 13:53

Quando il termometro scende e i sentieri si coprono di neve, la tentazione è quella di coprirsi il più possibile.

Ma chi cammina in montagna d’inverno lo sa bene: il nemico non è solo il freddo, ma anche il sudore che si accumula sotto strati inadeguati.

Una giacca troppo pesante può trasformarsi rapidamente in una trappola umida, vanificando ogni sforzo di mantenersi al caldo.

Il ruolo della giacca: guscio, non stufa

Il primo errore da evitare è pensare che una giacca più pesante significhi maggiore protezione.

In realtà, la giacca rappresenta soltanto lo strato più esterno del sistema a cipolla con cui ci vestiamo per l’outdoor invernale.

Il suo compito è quello di funzionare come un guscio protettivo: deve essere impermeabile, traspirante e resistente al vento.

Non deve invece agire come regolatore termico, funzione che spetta agli strati interni come pile e micropile.

Un’ottima giacca impermeabile impedisce all’acqua di penetrare dall’esterno, ma contemporaneamente permette all’umidità prodotta dal corpo di fuoriuscire.

Questa doppia capacità è fondamentale durante un’escursione sulla neve, specialmente se si indossano le ciaspole.

Vestirsi a cipolla: la regola dei tre strati

Adottare il sistema dei tre strati è essenziale per chi pratica attività all’aperto.

Questo approccio garantisce al corpo traspirabilità, isolamento termico e protezione dagli agenti atmosferici, mantenendo allo stesso tempo piena libertà di movimento.

È il modo più efficace per coniugare comfort e prestazioni tecniche durante le escursioni invernali.

_ Scopri come come vestirsi con la tecnica della cipolla

Primo strato: la gestione della traspirazione

Lo strato a contatto con la pelle è fondamentale per gestire il sudore.

Deve essere composto da indumenti intimi tecnici realizzati con materiali sottili come polipropilene, clorofibre, poliestere o fibra acrilica.

Questo primo livello contrasta la sensazione di freddo allontanando l’umidità dal corpo e mantenendo la pelle asciutta. Va indossato aderente, quasi come una seconda pelle.

_ Scopri di più sullo strato intimo

Secondo strato: l’isolamento termico

Lo strato intermedio ha il compito di mantenere costante la temperatura corporea. Funziona come isolante, prevenendo la dispersione del calore verso l’esterno e agevolando contemporaneamente la traspirazione.

Pile e piumini sono i capi più utilizzati per questo secondo livello, grazie alla loro capacità di trattenere aria calda vicino al corpo.

_ Scopri di più sullo strato intermedio

Terzo strato: la protezione esterna

Lo strato più esterno è dedicato alla difesa contro pioggia, neve e vento.

Per l’inverno si consiglia una giacca dotata di membrana tecnica, come il Gore-Tex®, con cuciture termosaldate che garantiscono completa impermeabilità.

Questo guscio protettivo deve soddisfare tre requisiti fondamentali: impermeabilità totale, resistenza al vento e traspirabilità adeguata all’attività fisica.

Non solo teoria: l’esperienza sul campo

Che si tratti di una passeggiata sulla neve fresca o di un sentiero più impegnativo, il principio resta lo stesso.

Il corpo in movimento produce calore e umidità: se gli indumenti non permettono a questa umidità di disperdersi, ci si ritrova bagnati dall’interno, con una sensazione di freddo amplificata.

Il sistema a strati permette anche di adattarsi ai cambiamenti di temperatura e intensità dello sforzo.

Durante una salita impegnativa si può aprire la giacca o rimuovere lo strato intermedio, per poi rivestirsi completamente durante le soste o in discesa.

Comprendere questi meccanismi significa trasformare l’escursionismo invernale da sfida contro gli elementi a esperienza consapevole, dove il freddo diventa semplicemente uno degli ingredienti del paesaggio da attraversare.

Di seguito ecco alcuni modelli consigliati

Salewa Ortles 

Questa giacca combina l’isolamento in piuma d’oca certificata RDS con il tessuto Powertex impermeabile e traspirante, offrendo calore e protezione ottimali in condizioni invernali estreme.

Il design ergonomico garantisce libertà di movimento, mentre il cappuccio compatibile con il casco e le cerniere di ventilazione la rendono adatta per attività alpinistiche e trekking sulla neve.

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Helly Hansen Odin 

Realizzata con tecnologia Lifa Infinity Pro™, questa giacca è priva di sostanze chimiche aggiuntive, ma garantisce una protezione totale contro neve e pioggia.

Altamente traspirante, è dotata di cerniere di ventilazione sotto le braccia, cappuccio compatibile con il casco e tasche facilmente accessibili.

Perfetta per lunghi trekking invernali e avventure su terreni innevati

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The North Face Summit

La giacca Summit Series è il top di gamma di The North Face per l’alpinismo invernale. Realizzata con tessuto FutureLight, combina impermeabilità e traspirabilità avanzate.

Il taglio ergonomico offre grande libertà di movimento, mentre il cappuccio regolabile e le tasche compatibili con l’imbracatura garantiscono massima funzionalità.

Ideale per lunghe escursioni sulla neve.

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Patagonia Triolet Jacket

Costruita con Gore-tex a tre strati, la Triolet Jacket offre resistenza agli agenti atmosferici e traspirabilità eccezionali.

È dotata di cappuccio regolabile compatibile con casco, prese d’aria sotto le braccia e numerose tasche.

Patagonia, attenta alla sostenibilità, utilizza materiali riciclati per questa giacca, rendendola una scelta ecologica per gli amanti del trekking invernale.

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_ Leggi gli altri articoli su abbigliamento e attrezzature per il trekking

 

 

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