Romagna, inverno in bicicletta: 2 itinerari golosi tra gusto e natura

Pianure sconfinate punteggiate da casali, torri e borghi medievali, trattorie che lasciano un ricordo indelebile: anche in inverno un giro in bicicletta in Romagna è fonte di infiniti piaceri per l'anima ed il corpo

19 dicembre 2023 - 10:42

Romagna in inverno con la bici: itinerari del gusto e panorami unici tra cielo e mare

Panorami sospesi tra acqua, terra e cielo, visioni agresti dagli impressionistici colori caratterizzati dalle sfumature della tavolozza floristica romagnola.

Tutto questo si cela nel lembo di terra tra la costa adriatica e l’Appennino.

La Bassa Romagna, questa “terra di mezzo” che attraversa la capitale dell’impero bizantino, Ravenna, Faenza e le sue ceramiche, senza dimenticare la dotta Bologna e l’estense Ferrara, costituisce un patrimonio inestimabile di percorsi e avventure.

Frutteti, orti, vigneti e vie d’acqua ci accompagnano in ogni nostro itinerario alla scoperta di antiche usanze rurali e di più moderne amenità.

Un “piccolo universo” che ha scelto di non barattare la flemmatica cadenza dei pedali di una bicicletta con i ritmi frenetici e alienanti del vivere moderno.

I grandi della Bassa Romagna: la meraviglia della Storia

Gli antichi resti di un villaggio neolitico del V millennio a.C. segnano la data di partenza dell’evoluzione della Bassa Romagna arrivando poi ai Visconti, agli Sforza e poi agl’Este. Nella “Romagna degli Estensi” si adottarono statuti e regolamenti e furono istituite le prime scuole pubbliche.

Dalla bonifica alle maestose mura, se adesso ammiriamo questo splendore paesaggistico, lo dobbiamo in gran parte alla lungimiranza di questi Signori.

Gli attuali 100 mila abitanti dell’Unione dei Comuni della bassa Romagna hanno però annoverato celebri protagonisti della Storia.

Così Giuseppe Compagnoni (1754-1833), illustre costituzionalista che fece adottare al Congresso Cisalpino il tricolore del nascente Stato Italiano.

E poi Allegra Byron, figlia del noto poeta inglese.

Luigi Varoli (1889-1958), pittore e musicista che partecipò al Salone degli Indipendenti a Parigi.

Sia la Storia ma anche la letteratura, con Dante e Byron in primis ma anche Vincenzo Monti, hanno contribuito ad affermare la magnificenza di questo territorio.

Magnificenza che si tramanda anche attraverso il vernacolo tipico: l’idioma romagnolo è infatti tutt’ora presente anche tra le giovani generazioni.

Il dialetto di origine neolatina non appartiene più alla sola sfera del folklore ma una vera e propria componente della cultura locale, che la rende così viva e ancor più caratteristica.

Anche lo sport impegna gran parte delle connotazioni della “terra di mezzo”.

E ancora il celeberrimo Arrigo Sacchi, originario di Fusignano.

Il pugile Francesco Damiani, già campione internazionale WBC e Luca Galletti, campione italiano nei 400 metri piani.

E come tralasciare il Cavallino rampante, simbolo della casa di Maranello, che però deve le sue origini all’aviere Francesco Baracca, ceduto poi come portafortuna a Enzo Ferrari.

 

Romagna, terra di sapori unici e forti per itinerari del gusto indimenticabili

Per assaporare davvero lo spirito di questa terra, però, bisogna mettersi a tavola e fare conoscenza con l’ottima gastronomia romagnola.

Certo la piadina, la specialità più famosa della Romagna ma anche la sfoja che è la base per la preparazione di diversi tipi di minestre.

Poi la pasta fresca: dai Caplet, pasta sfoglia ripiena di solo formaggio parmigiano e un pizzico di noce moscata, ai passatelli in brodo, un piatto tipico della tradizione locale.

La Zuzizina e i ranocchi ci aprono il mondo dei secondi: il primo è un insaccato di carne di maiale, condito con sale e pepe, simile alla salsiccia, mentre i prelibati anfibi li possiamo trovare sia in umido, fritti o in delicati risotti.

Chiudendo il nostro pasto virtuale non possiamo rinunciare alla Zuppa inglese, celebre dessert romagnolo fin dall’Ottocento e ai Sabadoni, il cui nome deriva dalla saba, che si ottiene portando il mosto d’uva a ebollizione.

Ci accompagna nella degustazione il bianco di San Michele, prezioso Chardonnay fermentato a freddo e chiudiamo con un Luigino, liquore dell’erba Luigia ottimo dopo una pesca nettarina di Romagna, ovviamente IGP.

Romagna: due itinerari del gusto in bicicletta

Andiamo alla scoperta della Bassa romagna con due itinerari in bicicletta.

Il primo è una pedalata nel cuore della Bassa, attraverso campi un tempo stagni e zone acquitrinose, conquistati dall’uomo nel corso delle bonifiche del XIX secolo.

Lungo il percorso si incontrano torri, architetture rurali e signorili, fino al borgo di Villanova.

Qui sorge l’ecomuseo che conserva le testimonianze dell’antica civiltà palustre e della cultura delle erbe di valle.

Ma anche l’arte della lavorazione delle piante palustri, sviluppatasi nella piccola comunità di Villanova dal XIV secolo fino agli anni settanta del Novecento.

Il secondo è un vero viaggio tra edifici rurali, case padronali, tracce della antica vita di valle, casoni da pesca, piante acquatiche e un incredibile numero di uccelli, spesso rari, scandiscono il ritmo di questo itinerario.

 

1 – Pedalare nel cuore della Bassa a Bagnacavallo, tra storia e natura

 

Punto di partenza dell’itinerario è Piazza della Libertà, nel centro di Bagnacavallo.

Da qui si imbocca via Matteotti, dove, alla rotatoria, si svolta a destra nella pista ciclabile. Al semaforo si esce dalla ciclabile e si imbocca via Boncellino.

All’incrocio con via Galavotti svoltare a sinistra e, poco dopo, a destra in via Reda. Ora il percorso si inoltra nella campagna.

All’incrocio con via Lame tenere la sinistra per imboccare via Ponte Nuovo e subito dopo, a sinistra, via Malpeli.

Giunti all’incrocio con via Boncellino girare a destra e proseguire dritto, incontrando la bella costruzione seicentesca nota come casa Baldini.

All’intersezione con via Sottofiume Boncellino si svolta prima a destra e, poco dopo, a sinistra in via Argine Lamone. Al termine della rampa girare a sinistra lungo la sommità arginale.

Dopo alcuni chilometri si incontra la cascata del Muraglione10. A questo punto, nei pressi di una casa color mattone, si scende dall’argine del fiume e si svolta a destra in via Sottofiume Boncellino.

All’incrocio con la San Vitale si prosegue dritto in via Torri: da notare, a sinistra, l’antica torre dei conti Hercolani, risalente alla fine del 1300.

Giunti all’abitato di Traversara si prosegue dritto in via Entirate sino a raggiungere Villanova. Alla rotonda, nel centro del paese, svoltare a sinistra in via della Chiesa.

L’Ecomuseo della Civiltà palustre e l’arrivo al punto di partenza

A questo punto è d’obbligo una sosta all’Ecomuseo della civiltà palustre.

Proseguendo lungo via della Chiesa poi svoltare a destra in via Aguta e poi a sinistra in via Viazza Nuova. Dopo aver percorso circa due chilometri si oltrepassa il ponte sul Fosso Vecchio.

Si prosegue poi in via Viazza Nuova fino a via Sinistra Canale Inferiore, dove, svoltando a sinistra prima dell’incrocio, si imbocca via Destra Canale Inferiore.

All’incrocio con via Cocchi si gira a destra e subito dopo a sinistra per riprendere via Destra Canale Inferiore.

Giunti al Molino Quercioli ci si può fermare in un’area di sosta ombreggiata, attrezzata con panchine e fontana.

Si prosegue dritto fino al ponte di legno, dove si gira a destra e, dopo aver attraversato il ponte, a sinistra, rientrando nell’abitato di Bagnacavallo.

Località di partenza e arrivo: Bagnacavallo (Ravenna)
Difficoltà: Medio
Tempo di percorrenza: 2.30 ore
Lunghezza del percorso: 29.53 chilometri

Come arrivare
In auto. A 14 dir, uscita Bagnacavallo.
In treno. Stazione ferroviaria di Bagnacavallo sulla linea Bologna-Ravenna.

 

2 – In bicicletta dal Lamone al mare

Punto di partenza dell’itinerario è piazza della Libertà.

Da qui si prende via Matteotti, fino alla rotonda e poi a destra per la pista ciclabile, a margine della via Di Vittorio.

Arrivati al semaforo si attraversa la strada provinciale San Vitale e si imbocca via Boncellino, la si percorre per circa 3 chilometri fino ad incontrare via Muraglione.

Si rimane sulla via Muraglione fino all’incrocio con via Sottofiume, che costeggia l’argine sinistro del fiume Lamone.

Da qui si prende la rampa per salire sulla sommità arginale, dove si trova la prima piazzola di sosta, per continuare poi a sinistra sempre sull’argine verso la località di Traversara.

Dopo circa 3 chilometri si incontra il ponticello che attraversa il fiume nel centro di Traversara.

Si prosegue sempre sulla sommità arginale e dopo alcune centinaia di metri si incontra la seconda piazzola di sosta, 5 chilometri circa ci separano dal centro di Villanova.

Nel tratto tra Traversara e Villanova si possono osservare a sinistra alcune interessanti case padronali.

Si risale poi sull’argine sinistro per raggiungere le località di Glorie e Mezzano e si sottopassa il ponte della strada statale 16 Adriatica.

Proseguendo lungo l’argine si raggiunge il ponte della Grattacoppa.

Altri 5 km sull’argine ci portano al ponte della strada provinciale Sant’Alberto, oltre il quale si imbocca la pista che porta alla stupenda oasi di Punte Alberete, ormai nel cuore del Parco del Delta del Po.

Ancora qualche chilometro di strada e si arriva al ponte sulla statale Romea.

Qui abbiamo due possibili itinerari, subito a sinistra per Valle Mandriole che si raggiunge attraversando il ponte sulla statale Romea, oppure per il mare.

Si sottopassa quindi la statale e sempre costeggiando l’argine destro, caratterizzato a sinistra dalla presenza dei tipici capanni da pesca e a destra e dalla Pialassa Baiona, si raggiunge la spiaggia di Marina Romea.

Località di partenza: Bagnacavallo (RA)
Località di arrivo: Oasi di Punte Alberete e spiaggia di Marina Romea
Difficoltà: Medio
Tempo di percorrenza: 3.30 ore

Per maggiori informazioni sono disponibili sul sito dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna
www.romagnadest.it

Informazioni utili

Il sito ufficiale del turismo in Bassa Romagna offre moltissimi spunti su eventi, news e itinerari 

Il sito ufficiale dell’Ecomuseo della Civiltà Palustre di Villanuova, ricchissimo di informazioni sull’ecosistema unico della Bassa Romagna

 

 

 

 

Testo di Lorenzo Barbieri

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