Tourist walking on a path near lake dobbiaco, enjoying the summer landscape in the dolomites
Dimagrire, lo sappiamo tutti, non è per nulla semplice.
Richiede un cambiamento di abitudini che spesso fa tornare sui propri passi ancora prima di iniziare.
Tra questi cambiamenti da introdurre nella vita quotidiana, l’esercizio fisico è fondamentale.
La corsa è spesso considerata l’approccio più veloce per averla vinta sulla massa grassa.
L’idea “corro, quindi fatico di più, quindi dimagrisco di più” è radicata nel pensiero comune.
In realtà le cose non stanno esattamente così.
Correre è certamente un’attività sana e ricca di benefici, ma camminare resta la scelta migliore, più efficace e sostenibile, per perdere peso.
Ecco i 10 motivi per cui camminare è meglio di correre per dimagrire.
E diminuisce il rischio di riprendersi, nel tempo, i chili faticosamente persi.
È vero che correre brucia più calorie al minuto rispetto a camminare.
Tuttavia, la camminata ha il vantaggio di essere più sostenibile nel lungo periodo, permettendo di accumulare un dispendio calorico maggiore senza affaticare eccessivamente il corpo.
Ph.: Gettyimages/Vera_Petrunina
Inoltre, chi corre intensamente potrebbe aver bisogno di più giorni di recupero o essere meno propenso a muoversi nel resto della giornata, mentre chi cammina può mantenere uno stile di vita più attivo senza interruzioni.
Studi sul NEAT (Non-Exercise Activity Thermogenesis) mostrano che il movimento quotidiano costante è un fattore chiave per la perdita di peso e il mantenimento della forma fisica (Levine et al., 2005).
E movimento quotidiano costante significa una sola cosa: camminare.
_Basta camminare 30 minuti al giorno per trasformare corpo e mente
Correre può essere faticoso e scoraggiante per molti, mentre camminare è un’attività più accessibile che può diventare facilmente una routine quotidiana.
Non serve attrezzatura particolare né una grande preparazione atletica, e si può praticare in qualsiasi momento della giornata.
Questo rende più facile mantenere l’abitudine e ottenere risultati duraturi senza doversi sottoporre a programmi di allenamento intensi e difficili da seguire nel tempo.
Camminare aiuta più della corsa a cambiare stile di vita, che è il segreto fondamentale per perdere peso in modo sostenibile e duraturo.
Lo sanno bene in Oriente, dove la pratica del camminare è uno dei fattori determinanti della longevità
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Muoversi dopo aver mangiato ha effetti benefici sull’organismo dal punto di vista del dimagrimento e, per muoversi dopo pranzo o cena, camminare è molto più semplice e gestibile che correre.
Diversi studi hanno mostrato che una camminata dopo aver mangiato può contribuire a migliorare la risposta glicemica post-prandiale, un fattore utile anche per il controllo del peso nel lungo periodo.
Per potenziare gli effetti benefici della passeggiata post pranzo o cena si può praticare la Fart Walk, la camminata con le puzzette.
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Correre sottopone articolazioni e muscoli a una maggiore sollecitazione, aumentando il rischio di infortuni.
Problemi come tendiniti, fasciti plantari e dolori alle ginocchia sono comuni tra i runner, specialmente se non si seguono programmi adeguati di allenamento e recupero.
Ph.: Gettyimages/gbh007
E un infortunio significa dover sospendere l’attività fisica e allungare i tempi del piano di dimagrimento.
La camminata, invece, è un’attività a basso impatto, più sicura e sostenibile nel lungo periodo, rendendola adatta anche a chi ha problemi articolari o è in sovrappeso.
Mentre una corsa intensa dura in genere tra i 30 e i 60 minuti, camminare è un’attività che si può fare per ore senza affaticarsi troppo, aumentando così il consumo calorico complessivo.
Questo è particolarmente utile per chi ha uno stile di vita sedentario e vuole aumentare il proprio dispendio energetico giornaliero senza dover affrontare sessioni di allenamento troppo impegnative.
Inoltre, camminare per lunghi periodi migliora anche la resistenza cardiovascolare senza il rischio di sovraccaricare il sistema muscolo-scheletrico.
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Diversi studi hanno dimostrato che l’intensità dell’esercizio influisce sugli ormoni della fame.
Mentre un’attività intensa come la corsa può temporaneamente sopprimere l’appetito, spesso porta a un aumento compensatorio della fame nelle ore successive (Schubert & Sabapathy, 2014).
La camminata, invece, aiuta a mantenere un equilibrio più stabile tra grelina (ormone della fame) e Peptide YY (ormone della sazietà), riducendo il rischio di abbuffate impulsive (Broom et al., 2009).
Inoltre, camminare dopo i pasti favorisce la digestione e contribuisce a evitare picchi glicemici, migliorando il controllo dell’appetito nel corso della giornata (Martins et al., 2007).
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La qualità del sonno è un fattore chiave per la perdita di peso.
Dormire poco o male altera gli ormoni che regolano il metabolismo, come la leptina e la grelina, aumentando la sensazione di fame e riducendo la capacità del corpo di bruciare grassi e dimagrire (Spiegel et al., 2004).
Ph.: Gettyimages/Maksym Belchenko
La camminata, soprattutto se svolta all’aperto durante il giorno, aiuta a stabilizzare il ritmo circadiano grazie all’esposizione alla luce naturale, favorendo un riposo più profondo e ristoratore.
La corsa intensa può invece aumentare i livelli di cortisolo e rendere più difficile rilassarsi.
Diversi studi indicano che la massima ossidazione dei grassi avviene a un’intensità di esercizio moderata, tra il 50% e il 70% della frequenza cardiaca massima, una fascia che si raggiunge più facilmente con una camminata veloce piuttosto che con una corsa intensa.
Man mano che l’intensità dell’esercizio aumenta, il corpo tende a utilizzare una percentuale maggiore di carboidrati come fonte di energia, riducendo l’uso dei grassi.
Questo significa che una camminata sostenuta può favorire la perdita di grasso – cioè dimagrire – in modo più diretto rispetto a una corsa ad alta intensità.
Naturalmente è fondamentale abbinare alla pratica quotidiana del camminare uno stile di vita sano.
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L’attività fisica ad alta intensità può aumentare i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, che in alcuni casi può ostacolare la perdita di peso favorendo l’accumulo di grasso, soprattutto nella zona addominale.
La camminata, invece, stimola il metabolismo senza questi effetti collaterali.
Inoltre, aiuta a mantenere un livello stabile di zuccheri nel sangue, evitando picchi glicemici che possono portare ad accumulo di grasso e improvvisi attacchi di fame.
A differenza della corsa, che spesso richiede un allenamento specifico, camminare può essere inserito naturalmente nella routine quotidiana: andare al lavoro a piedi, camminare mentre si parla al telefono fare una passeggiata dopo i pasti o durante la pausa pranzo.
Questo permette di accumulare movimento senza la necessità di ritagliare del tempo extra per l’allenamento, rendendolo più facile da mantenere nel tempo.
Inoltre, la camminata non richiede spogliatoi, attrezzature o condizioni particolari, il che la rende una delle attività più semplici e accessibili per dimagrire e migliorare la forma fisica.
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