Cercatori di funghi: gli strumenti del mestiere

18 marzo 2020 - 15:58

Di solito il loro momento arriva a settembre e ottobre, ma, per la gioia dei più impazienti, qualcuno di loro non manca di fare capolino anche nei mesi primaverili… Ma in autunno è tutta un’altra storia

I funghi sono fra i più apprezzati prodotti del bosco e devono essere raccolti con cura, a mano, senza distruggere l’ecosistema. Un tempo simboli di una vita di stenti e povertà, oggi sono amati e ricercati dalla gente più per passione che necessità.

Ricordatevi che i funghi fanno la loro comparsa nei boschi, camuffati tra le foglie a terra, dopo una decina di giorni di pioggia abbondante, caduta quietamente senza vento, con una temperatura che si mantenga attorno ai 20 gradi senza eccessivi sbalzi termici tra il giorno e la notte.

Se siete alle prime armi sarete curiosi di sapere l’occorrente necessario per diventare provetti cercatori di funghi…

Gli scarponi da trekking, comodi e sicuri. Evitiamo gli stivali di gomma, soprattutto su terreni resi scivolosi dalla rugiada o dalla pioggia.

Una mantellina per l’acqua, non si sa mai.

Il bastone, altrimenti come fate a spostare (e non rastrellare!) le foglie per trovarvi sotto la gradita sorpresa? Un ramo della giusta misura può essere adattato alle vostre esigenze, meglio ancora il classico bastoncino da trekking. Una raccomandazione: non rompete o calpestate i funghi non commestibili o velenosi perché ciascuno di loro contribuisce all’equilibrio dell’ecosistema bosco.

Il cesto di vimini che consente la libera circolazione dell’aria e alle spore di cadere sul terreno: deve essere capiente ma anche comodo da portare, soprattutto quando inizia ad appesantirsi per la gioia del fungaiolo.

Il coltellino per ripulire il fungo prima di riporlo nella cavagna.

La macchina fotografica: nel bosco non si trova solo la preda più ambita, il Boletus, ma anche altri funghi, soggetti imperdibili per gli appassionati di fotografia.

I fungaioli moderni si sono attrezzati anche di Gps per fare ritorno alla macchina… e per tracciare le fungaie!

Seppure non tutti i fungaioli siano anche buoni cuochi, il destino delle nostre preziose muffe una volta raccolte è già segnato. Quindi attrezzatevi anche in cucina per preparare al meglio i boleti, ingredienti fondamentali di superbi sughi e protagonisti di ricette tipiche.

Comunque la prima regola è consumare il porcino appena raccolto,  oppure, una volta ripulito dalla terra, tagliato in porzioni sottili ed essiccato esponendolo al sole sopra asticelle di legno.

Le soste di piacere nei ristoranti, trattorie e aziende agrituristiche rappresentano solo uno dei motivi per mettersi in marcia nei nostri boschi che, diciamolo pure, andrebbero preservati e curati meglio.

Testo e foto di Enrico Bottino

 

 

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