Disidratazione durante il trekking: riconoscerla prima che sia tardi

Durante una giornata di cammino sotto il sole si possono perdere fino a due litri di liquidi ogni ora. Riconoscere i primi segnali della disidratazione e sapere quando fermarsi fa la differenza tra un'escursione riuscita e un'emergenza in quota

3 agosto 2026 - 12:00

L’estate è una delle stagioni migliori per camminare nella natura.

Le giornate lunghe, la luce che resiste fino a sera tardi e il sole alto creano condizioni ideali per affrontare un’escursione, soprattutto in alta montagna.

Eppure proprio queste condizioni nascondono un’insidia.

Anche dove l’aria è più fresca, il trekking resta un’attività intensa e prolungata, che comporta una sudorazione elevata.

Nell’arco di una giornata di cammino, tra sudore e frequenza respiratoria accelerata, si possono perdere fino a due litri di liquidi all’ora.

È questa la ragione per cui reintegrare acqua e sali minerali non è un dettaglio, ma una necessità.

Perché l’acqua è indispensabile al corpo che cammina

Nell’organismo l’acqua svolge funzioni essenziali: mantiene costante la temperatura corporea e permette al corpo di funzionare correttamente.

Quando la sua percentuale inizia a scendere, l’organismo comincia ad assorbire liquidi dal sangue, rendendolo più denso.

Una circostanza che compromette l’ossigenazione degli organi e della muscolatura, proprio nel momento in cui gambe e polmoni lavorano di più.

Come riconoscere la disidratazione: i sintomi più comuni

Il sintomo più immediato è la sete.

Non sempre però viene percepita subito e, soprattutto, non è proporzionale al livello di disidratazione: si può essere già in deficit senza avvertirla con chiarezza.

Bocca asciutta, crampi muscolari, un senso diffuso di stanchezza e la secchezza delle mucose sono invece indicatori di uno stato di disidratazione importante.

Quando compaiono questi segnali è necessario fermarsi e bere acqua o, ancora meglio, integratori salini.

Quando i segnali diventano inequivocabili

Nello stadio successivo il corpo comunica la necessità di liquidi con manifestazioni che non lasciano spazio a interpretazioni: vertigini, mal di testa, costipazione.

Questi sintomi non possono essere ignorati.

Il livello di disidratazione è ormai avanzato e la risposta corretta è concedersi una pausa vera, riposare e assumere integratori di sali minerali.

Fino a questo punto parliamo di situazioni gestibili: bere dell’acqua o, al massimo, fermarsi per una sosta ristoratrice con un integratore salino.

Comportamenti sufficienti per recuperare le forze e riprendere il cammino.

Il livello di guardia: quando serve il 112

In alcuni casi però la situazione richiede l’intervento medico. Esistono sintomi che segnalano uno stato di disidratazione molto grave.

Il livello di guardia si raggiunge quando la persona entra in stato confusionale, diventa irritabile e disorientata, la bocca si fa molto secca, gli occhi appaiono infossati, la pelle raggrinzita e la frequenza cardiaca accelera.

In questo caso il trekking va interrotto immediatamente.

Occorre chiamare il numero unico di emergenza 112 e richiedere l’intervento di personale medico.

Attenzione al colore delle urine

Esiste un metodo semplice per capire se siamo sufficientemente idratati: osservare le urine.

Il loro colore è uno dei migliori indicatori dello stato di idratazione del corpo.

Se il colore è chiaro o trasparente, significa che siamo ben idratati.

Se invece tende allo scuro o al rosso, la disidratazione è già in corso e conviene correre ai ripari.

Acqua e integratori sempre nello zaino

Sono queste le ragioni per cui nello zaino di ogni escursionista non dovrebbero mai mancare acqua e integratori salini.

Con la sudorazione, infatti, non si perdono soltanto liquidi ma anche sali minerali.

I migliori integratori salini in commercio presentano una combinazione di sali e antiossidanti pensata appositamente per contrastare le dispersioni durante attività fisiche intense come il trekking.

Un’attività che spesso si protrae per diverse ore e che, in particolare d’estate, provoca una perdita significativa di liquidi.

La regola più utile resta la più semplice: durante un’escursione conviene bere a intervalli regolari, senza attendere lo stimolo della sete.

Perché quando la sete arriva, l’equilibrio idrosalino è già in crisi e la disidratazione è cominciata.

 

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