Incontro con l’orso: come comportarsi

19 maggio 2020 - 11:32

Solo fino a pochi anni fa questo articolo sarebbe stato impensabile: sul territorio italiano, fatta eccezione per le aree del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, l’orso era una presenza legata ormai soltanto alla mitologia e alla leggenda.

Oggi, per fortuna, molte cose sono cambiate e, nelle Dolomiti (fra il Trentino occidentale e il Friuli orientale), vive stabilmente una popolazione di orsi bruni di circa 50/60 esemplari, in costante espansione.

Insomma, la probabilità di imbattersi in uno di questi grandi plantigradi durante un’escursione, per quanto ancora remota, oggi non è più così assurda, e vale certamente la pena di soffermarsi un poco per capire come bisogna comportarsi nel caso di un incontro.

Una prima cosa va messa subito in chiaro: per l’orso bruno l’uomo non rappresenta una preda appetibile, quindi non sarà certo lui a venirci a cercare per aggredirci, anzi, solitamente farà tutto il possibile per stare alla larga da noi.

Un incontro fortuito però può accadere e, in tal caso, se si sentisse minacciato dalla nostra presenza, potrebbe decidere di difendersi attaccando…

È quindi importante capire quali siano i comportamenti da tenere per evitare di inquietare questo simpatico bestione, che può superare tranquillamente i 130 kg di peso, arriva ad un’altezza di quasi 2 metri, è dotato di denti e artigli formidabili, riesce a correre alla velocità di 50 chilometri orari ed è un ottimo arrampicatore…

Quando l’incontro avviene a distanza non troppo ravvicinata (superiore ai 30 metri), conviene cambiare strada, tornando sui propri passi oppure aggirando alla larga la zona dove si trova l’orso. Il tutto senza panico e senza fretta: meglio eseguire la manovra lentamente, tenendo sempre lo sguardo al nostro orso.

Quando il randezvous avviene a distanze inferiori le cose si complicano un po’, perché agli orsi non piace essere sorpresi mentre sono intenti nelle loro faccende private.

Un orso interrotto durante il pasto può innervosirsi notevolmente, così come una mamma disturbata mentre va a spasso con i cuccioli (attenzione: anche se vedete solo i piccoli la madre è sempre nelle vicinanze!).

Anche in questa situazione la prima regola è: calma e gesso! Niente fughe precipitose, niente movimenti bruschi, men che meno atteggiamenti aggressivi (non provate a mettere in fuga l’orso lanciando sassi o bastoni!).

La regola è allontanarsi piano, osservando il comportamento del plantigrado senza però fissarlo negli occhi, atteggiamento che potrebbe essere scambiato per un segnale di aggressività. Per far capire che siamo uomini, è bene parlare (anche se si è da soli), sempre con un tono di voce basso e pacato.

Se, nel frattempo, l’orso si alza sulle zampe posteriori, non c’è troppo da preoccuparsi: non si tratta generalmente di un atteggiamento aggressivo, ma del suo modo per osservarci meglio e valutare se possiamo rappresentare un pericolo.

A questo punto le cose possono andare in due modi, uno buono e uno un po’ meno…

Nella prima ipotesi Yoghi se ne va pacificamente per la sua strada e voi per la vostra. Nel secondo avrete incontrato l’orso sbagliato, nel posto sbagliato, nel momento sbagliato…

Spiegare cosa fare quando ci si ritrova a distanza ravvicinata con un orso che assume atteggiamenti minacciosi e prova ad attaccare è un po’ come enunciare le regole di comportamento da tenere in caso di terremoto: mettersi sotto il tavolo, rannicchiarsi con la testa protetta dalle mani… sì, ma se nel frattempo ti cade addosso il palazzo?

Di certo la fuga è un’opzione molto attraente ma da escludere: il ragazzone ci sopravanza abbondantemente per accelerazione e velocità e non andremmo molto lontano, anzi non faremmo altro che assumere un atteggiamento tipico delle prede, suscitando in lui l’istinto predatorio.

Gli esperti raccomandano di continuare a mantenere la calma anche di fronte a una minaccia di attacco, che, il più delle volte, si risolve in un bluff: l’orso finge di caricare, ma, prima di arrivare al contatto fisico, svicola tutto a mancina e se ne va per la sua strada!

Ciò detto, le fonti non sono perfettamente concordi su come affrontare “con calma” un orso che si prepara ad attaccare.

Molti consigliano di sdraiarsi lentamente pancia a terra, proteggere il collo e la testa con le mani, rimanere immobili e… fare il morto! Strategia in cui perseverare anche nel caso in cui ci arrivasse qualche zampata di assaggio.

Lecito, ovviamente, avanzare qualche dubbio sulla propria capacità di rimanere lucidi e imperterriti nella “tecnica del morto” in una tale situazione…

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