Inverno: 8 cose da fare per sentirsi in forma nel corpo e nella mente

Dalle ciaspole al trekking sui sentieri innevati, dalle terme con vista sulle Dolomiti all'arte della fotografia: ecco 8 cose da fare in inverno per stare bene nel fisico e nella mente

9 gennaio 2024 - 12:00

Outdoor in inverno: non solo sci, 8 attività da fare sulla neve

Quando si parla di neve si pensa alle stazioni sciistiche, chilometri di piste, impianti di risalita, tasselli imprescindibili del circo bianco.

Ma attenzione: nella vita dei vacanzieri della neve non ci sono soltanto le discese libere o lo snowboard.

Le persone alle quali ci rivolgiamo sono gli appassionati di neve che non mettono gli sci ai piedi e vivono invece la montagna in modo diverso, con attività più slow.

In questo articolo suggeriamo nove attività diverse per farvi immergere a capofitto nel mondo della neve.

Troverete quasi sicuramente almeno un passatempo di vostro gradimento per fare il pieno dell’inverno e scoprire l’atmosfera candida ed ovattata di un posto innevato!

1 – Inverno, tempo di ciaspole

Al primo posto delle nostre preferenze non potevamo non mettere le ciaspole!

Le magie dell’inverno si possono scoprire camminando con le racchette da neve, che permettono a tutti di avvicinarsi alla natura nei periodi che questa sembra silente.

Il momento migliore per provare questa esperienza è dopo una nevicata notturna.

Quando la mattina volge al bello promettendo una giornata di sole, oppure i più intrepidi possono camminare al chiaro di luna per ammirare le candide cime sotto un’altra luce.

La camminata con le racchette da neve, pratica che sembrava relegata nelle memorie dei vecchi montanari, sta vivendo, stagione dopo stagione, un incredibile successo.

Ormai ogni stazione invernale delle Alpi include nelle proprie proposte turistiche escursioni con le racchette da neve, di giorno, di notte, al chiaro di luna e chi più ne ha più ne metta.

A differenza dello sci, questa attività non arreca al territorio alcun danno strutturale e ha portato a disposizione di tutti la scoperta degli ambienti invernale in montagna.

I numeri sono eloquenti: si parla, oggi in Italia, di oltre 600.000 persone alle quali piace avventurarsi sulla neve con le ciaspole e il fenomeno non è limitato alle Alpi.

Le valli e i crinali dell’Appennino, per la loro morfologia, sono ancora più adatti a questo tipo di camminata.

La traccia non deve presentare infatti salite o ripide discese, ma prendere quota gradatamente.

I percorsi migliori sono quelli che seguono mulattiere e strade forestali.

In questo articolo trovi tutti i consigli per la scelta dell’abbigliamento per camminare sulle ciaspole

2 – Nordic Walking, trekking salutare con i bastoncini

In inverno il Nordic Walking si propone come alternativa alle classiche passeggiate su sentieri battuti o allo sci di fondo, un ottimo esercizio fisico in ambienti davvero suggestivi.

La camminata nordica nasce nei paesi scandinavi perché era praticato dagli atleti dello sci di fondo durante la preparazione a secco estivo-autunnale, in contesti estremamente naturali e selvaggi.

Il passo alternato braccia-gambe consente movimenti armonici che allenano diversi muscoli, in modo analogo allo sci di fondo.

La camminata tipica del nordic walking prevede l’uso dei bastoncini per spingere e non come appoggio, si sviluppa pertanto come un vero e proprio esercizio di fitness.

Coinvolge il maggior numero possibile di muscoli, consentendo un benefico a livello cardiocircolatorio e una migliore forma fisica.

Dopo un’esperienza di nordic walking il ritorno alla classica escursione a piedi quasi ci fa sentire a disagio, soprattutto per il lavoro passivo delle braccia.

L’attrezzatura consiste in bastoncini telescopici, scarponi invernali e un abbigliamento a strati, piuttosto aderente, molto simile a quello che si accompagna allo sci di fondo.

Il nordic walking invernale si può praticare soprattutto sulle Alpi, lungo itinerari battuti e ben segnati, solitamente frequentati da escursionisti provvisti di ciaspole.

In questo articolo tutte le domande e risposte sui pro e contro dei bastoncini da trekking

3 – Sleddog, sulla neve con gli amici a 4 zampe

La nostra infanzia è stata segnata da “Il richiamo della foresta (1903) e Zanna Bianca”, chi di noi non si è entusiasmato ai racconti di Jack London?

Desiderosi di tornare piccoli, memori dei racconti del grande romanziere d’avventura, cresce in noi la voglia di salire sulla slitta e condurre una muta di bellissimi Husky.

Le distese bianche delle nostre montagne si possono trasformare per magia nelle sterminate steppe innevate dell’Alaska.

Soprattutto sulle Alpi Orientali, dove sono tanti i centri per provare questa esperienza ai limiti del wilderness e con qualsiasi condizione meteorologica.

Dove?

In Alta Valtellina località Arnoga, ad Andalo sull’Altopiano della Paganella, in Val di Sole, a Madonna di Campiglio e Pinzolo nelle Dolomiti di Brenta.

A Courmayeur, nella piana di Entrevès, ai piedi della catena del Monte Bianco.

Qui viene battuto un circuito pianeggiante per provare l’emozione di condurre una muta di cani da slitta nella natura incontaminata della Valle d’Aosta.

Anche sull’Appennino sono tante le località dove è possibile praticare questa passione.

Nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-emiliano lungo la pista da fondo del comprensorio del Lago Pranda.

Sempre in Emilia, al Corno alle Scale, in località Cavone, accanto all’anello per lo sci di fondo è aperta una scuola di sleddog.

Sappiate che non c’è età per scoprire di essere un provetto musher, non è mai troppo tardi per cimentarsi alla guida della slitta e del team di cani che la traina.

4 – Divertirsi a fotografare d’inverno

Quanti si sono avvicinati alla fotografia grazie alla natura?

Sono sempre di più le persone che scelgono il linguaggio dell’immagine per raccontare le loro escursioni su social network e non solo.

Creatività e abilità tecnica restano prerogativa dei veri professionisti, noi però vogliamo rivolgerci a chi durante le gite interpreta l’obiettivo come un’appendice dell’occhio per immortalare i panorami sempre e ovunque.

Il paesaggio innevato è quanto di più bello può vedere l’escursionista appassionato di fotografia.

I tramonti e le albe, nelle giornate soleggiate, sono coloratissimi, perché l’aria è più limpida e tersa, soprattutto se c’è un po’ di vento

D’inverno il sole è piuttosto basso all’orizzonte, consentendo di scattare immagini nitide e ben definite anche in orari centrali della giornata.

Queste luci radenti rendono benissimo, la forma delle immagini, la texture (materia in fotografia) e sono, quindi, perfette per i paesaggi.

Il momento migliore per fotografare paesaggi innevati è appena dopo una copiosa nevicata, quando gli alberi sono ancora ammantati di candida e bianca neve.

Alle prime ore di sole la neve inizierà a colare dagli alberi, soprattutto dai larici che senza aghi non offrono molte superfici cui aggrapparsi.

Gli abeti, invece, mantenendo gli aghi anche in inverno, consentono ad una quantità maggiore di neve di continuare a decorarli più a lungo.

Altro elemento immancabile della fotografia invernale è il ghiaccio: la sua manifestazione più bella rimane  in fiumi, torrenti, cascate e in tutte le forme d’acqua.

5 – Trekking su sentieri innevati

Grazie alla neve anche una semplice gita fuori porta può trasformarsi in una divertente avventura nel paesaggio avvolto dall’atmosfera silente dell’inverno.

Se non volete l’impegno delle ciaspole, può essere sufficiente un buon paio di scarponi per camminare sui sentieri ricoperti dalla neve battuta.

Il trekking invernale è un tipo di escursione diffuso da anni soprattutto in Svizzera e in Austria, ma anche in Italia ormai sono numerosi i sentieri accuratamente preparati per questa attività.

Tracce innevate e battute, che offrono la possibilità di camminare in modo comodo, si trovano praticamente ovunque in Trentino Alto Adige, sui sentieri della Grande Guerra in Carnia.

Nel Parco dello Stelvio tra Bormio e Santa Caterina Valfurva, nella Valle Isarco tra Vipiteno e Bressanone e in Valle d’Aosta accanto alle piste da sci di Cogne con vista sul Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Le piste di neve battuta si distinguono anche in base all’impegno, si passa da quelle adatte alle famiglie con bambini a quelle per camminatori incalliti o più esigenti.

Camminando sui sentieri invernali ci si può concentrare unicamente sull’ambiente intorno a noi. Quali sono le prerogative di questi percorsi?

Devono essere panoramici e possibilmente ad anello.

Chiusi al traffico, ben segnalati, raggiungibili con i mezzi pubblici e prevedere lungo il percorso rifugi e baite dove trovare la possibilità di rifocillarsi e riscaldarsi.

 

6 – L’esperienza delle terme in inverno

Quando si decide di concedersi una vacanza, solitamente si è spinti dal desiderio di abbandonare temporaneamente tutte le fatiche della quotidianità.

Essere accolti in strutture ricettive dotate di centri benessere e spa che permettono di starsene in pace e al caldo.

Lontano dal via vai sulle piste di sci, può essere una soluzione idilliaca per chi vuole trascorrere qualche giorno in montagna e dedicarsi al relax più totale.

Dalla sauna alla piscina, dal bagno di vapore al massaggio che utilizza esclusivamente prodotti locali, dall’area saune e fitness al centro estetico.

Si può concedersi momenti di assoluto relax nei centri termali circondati dalla montagna innevata.

In Trentino le acque termali aiutano a ritrovare nuova forma e vitalità grazie a quattro stabilimenti aperti anche in inverno: terme Dolomia, terme di Pejo, terme Val Rendena e terme di Comano.

In Val di Fassa le terme Dolomia sono note fin dall’antichità nei trattamenti antinfiammatori per le vie respiratorie e dell’apparato muscolo scheletric.

Immerse nel Parco dello Stelvio, le terme di Pejo offrono una terapia a 360 gradi per ridurre i dolori articolari, riattivare il circolo venoso e linfatico, prevenire le affezioni delle vie respiratorie.

Le terme di Comano hanno un’acqua che mantiene la temperatura costante di 27°C anche in inverno.

Le terme Val Rendena, al cospetto delle Dolomiti di Brenta, offrono un soggiorno all’insegna di salute e relax.

Anche a Bormio, in Alta Valtellina, dopo una giornata di sci ci si può rilassare alle terme.

I Bagni Vecchi sono noti fin dal I secolo a.C., quando Plinio il Vecchio li citò nella sua Naturalis historia.

7 – Gustare i sapori dell’inverno

In città la gente mangia correndo. Mangia e non sa quello che mangia.

Immersa nella natura invece, può allentare la morsa della frenesia quotidiana.

Quale terreno migliore per riappropriarsi del gusto se non al caldo di una malga o di un agriturismo dove la neve forma un soffice e candido mantello bianco avvolgendo ogni cosa?

E quale momento migliore durante la nostra ciaspolata, sciata o discesa in slittino?

Il piacere di concedersi una pausa di piacere per scoprire piccole produzioni di grande qualità e scandite dalla stagione invernale.

Nei masi tipici dell’Alto Adige è possibile mangiare formaggi ed altri prodotti tipici a km 0.

Un intreccio salutare che si crea tra il camminare in montagna e un’alimentazione a base di prodotti regionali e di qualità!

Sono davvero innumerevoli gli spunti per concedersi momenti di assoluto relax lontano dalla ressa degli impianti di risalita e delle sovraffollate piste da sci!

8 – Lo slittino, passione per grandi e piccoli

Ricordate le immagini di Heide e Peter sulla slitta nella serie animata prodotta nel 1974 e tratta dal romanzo scritto nel 1880 dall’autrice svizzera Johanna Spyri?

La buona notizia è che possiamo tornare bambini.

Perché lo slittino è tornato di gran moda e addirittura ci sono piste attrezzate per la discesa che, naturalmente, per evidenti motivi di sicurezza non sono le stesse dello sci alpino.

Si sale con gli impianti di risalita, si parcheggiano gli sci e si scende da soli o in coppia verso valle.

Molte delle piste nominate sono aperte anche di notte, perfettamente illuminate e ancora più divertenti!

Le piste riservate agli slittini e bob sono davvero tante nel Tirolo austriaco e in tutta la Svizzera, in particolare in Engadina.

Ma anche l’Alto Adige si difende bene: qui un centinaio di piste accontenta sia grandi che piccini.

La RudiRun Plose di Bressanone è la più lunga (11 chilometri da Valcroce a S. Andrea).

Breve ma illuminata anche di sera è quella della Malga Epircher-Laner Alm di Obereggen.

Riservata solo agli adulti è la pista Malga Weizgruber – Selva dei Molini (4 km di lunghezza e un dislivello di 812 metri) nella Valle Aurina e Tures.

A Madonna di Campiglio, vi attende la prima pista di slittino della Skiarea Campiglio.

3 chilometri di puro divertimento vi attendono al Monte Spinale.

La discesa con lo slittino attraversa gli estesi prati di Malga Fevri per arrivare alla partenza della seggiovia Spinale 2.

In Alta Val Pusteria le piste del Monte Baranci e della Croda Rossa ( 3 e 5,5 chilometri) vi faranno provare il divertimento allo stato puro.

Le valli Isarco e Venosta offrono piste molto belle e divertenti per tutta la famiglia, nelle Valli di Tures e Aurina segnaliamo le piste Casere, Malga Weizgruber e Lutago.

Una raccomandazione: indossate un casco specifico e la maschera da sci o un paio di occhiali da alta montagna.

Serve a ripararsi dal riverbero del sole o dalla neve sollevata dai vostri scarponi.

 

 

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