Corno Grande, Campo Imperatore, Rifugio Franchetti, Ghiacciaio del Calderone: sono nomi che accendono l'immaginazione degli appassionati di montagna. Percorriamo uno degli itinerari di trekking più noti, alla scoperta del Gran Sasso e delle sue meraviglie di roccia.

16 marzo 2021 - 9:00

Le rocce del Gran Sasso, un patrimonio di natura e storia

La vetta più alta dell’Appennino, la memoria di eventi che restano sui libri di storia, il simbolo di una regione dura e generosa.

Tutto questo è il Gran Sasso, un massiccio di rocce aspre e bellissime come la terra d’Abruzzo.

Il Corno Grande e quello Piccolo, i ghiacciai e Campo Imperatore, il rifugio Franchetti e Duca degli Abruzzi, i laghi: il Gran Sasso è un piccolo paradiso per gli appassionati di montagna, nel cuore del Mediterraneo, a un passo dal mare.

Una vera straordinaria anomalia: si pensi che il ghiacciaio del Calderone rappresenta il sistema glaciale più meridionale d’Europa.

Il Gran Sasso è anche un’area naturale protetta, con il Parco che prende il suo nome e a cui si aggiunge quello dei Monti della Laga.

Un territorio che regala una natura ancora intatta e numerosi itinerari per appassionati viaggiatori lenti.

Vediamo uno dei più importanti percorsi di trekking, alla scoperta dei luoghi simbolo di una tra le montagne più belle d’Italia.

 

La Traversata del Gran Sasso: partenza dai Prati di Tivo

L’escursione è adatta ad escursionisti esperti, quindi, se non lo siete, vi consigliamo di farvi accompagnare da una guida. Qui potete trovare un elenco e i contatti.

L’itinerario parte dalla seggiovia che dai Prati di Tivo (m 1450) conduce alla stazione della Madonnina (m 2028) da, dove in pochi minuti si guadagna un dislivello di circa 600 metri.

 

 

Dalla Madonnina ha inizio l’escursione lungo il sentiero più frequentato di tutto il massiccio del Gran Sasso, quello che sale per i versanti settentrionali fino alla Sella dei Due Corni, raggiunge la cima del Corno Grande e discende a Campo Imperatore.

A margine di un pendio erboso, si guadagna quota fino ad arrivare sotto alte pareti, sul crinale che immette nello vallone delle Cornacchie.

Il sentiero sale per una serie di massi, caduti per fenomeni erosivo-franosi, attraverso lo spettacolare Passo delle Scalelle (m 2187) che raggiunge, dopo aver superato alcuni passaggi sistemati con cavi in acciaio fissati al costone, la splendida balconata da cui si erge il Rifugio Franchetti (m 2433).

Dal Rifugio il sentiero risale lungo i pendii rocciosi che sfiorano la base morenica del Ghiacciaio del Calderone, un’immensa distesa di pietre e ciottoli.

Subito dopo, superati gli ultimi tornanti, si giunge in breve alla Sella dei Due Corni (m 2547).

 

L’itinerario di roccia: salita al Corno Grande

Dalla Sella dei Due Corni s’imbocca la traccia che sale lungo un tratto roccioso difficile, pericoloso se il tempo volge al peggio; ma questo è, in ogni caso, anche il tratto più bello ed una tra le vie di salita più spettacolari di tutto il Gran Sasso che arriva al Passo del Cannone (m 2679).

Salendo per questo crinale in direzione sud est, si attacca la viva roccia lungo i costoni settentrionali del Corno Grande, tra cigli esposti e crinali, senza mai staccare le mani dalla parete e usando cautela per ogni punto di appoggio delle mani e dei piedi.

Per uno stretto canale (m 2810) sul ciglio di uno strapiombo dopo una facile arrampicata per tratti sempre più esposti (m 2895), si giunge finalmente in cima al Gran Sasso d’Italia, la più alta della catena appenninica.

Alla vetta del Corno Grande e ritorno

Una croce in ferro determina la vetta occidentale del Corno Grande (m 2912), mentre accanto una piastra in acciaio indica le posizioni geografiche dei luoghi circostanti.

I paesaggi che si ammirano sono davvero unici, irripetibili.

Dalla cima si scrutano panorami che spaziano da Campo Imperatore a sud, con l’albergo-prigione di Mussolini; dagli altipiani di Campo Pericoli a sud ovest; dal Corno Piccolo (m 2655) a nord-nord ovest; dalle creste che circondano il Ghiacciaio del Calderone a nord est; dalla sagoma rossa del Bivacco Bafile (m 2669) a levante; dalla Vetta Centrale (m 2893) e la Vetta Orientale (m 2903) del Gran Sasso a nord est.

Con il cielo terso, libero da nubi e velature caliginose, oltre le vallate sottostanti si possono ammirare i litorali costieri adriatico, a levante, e tirrenico a ponente.

La discesa ha inizio lungo i versanti occidentali fino al Passo del Cannone da cui si devia a sinistra per canalini rocciosi e i tornanti del ghiaione occidentale: la Conca degli Invalidi (m 2650) dove il sentiero raggiunge la Sella del Brecciaio (m 2506).

Si discende ancora per l’immenso plateau in ghiaia che cinge le basi della montagna attraverso un muto paesaggio che si sviluppa con ondulazioni prative a carattere carsico, fino a giungere al bivio di Campo Pericoli, presso la Sella di monte Aquila (m 2335); sullo sfondo a destra il monte Portella (2385 m) che accoglie il Rifugio Duca degli Abruzzi situato sul ciglio della cresta.

Da qui si continua in discesa fino all’Albergo di Campo Imperatore (m 2130), termine di questa traversata longitudinale del Gran Sasso.

Per saperne di più e conoscere altri itinerari ed avere aggiornamenti e informazioni si può visitare il sito del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga

Qui potete trovare carte e guide del territorio

 

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