Sentieri nel Parco Nazionale della Val Grande

Val Grande: la traversata di un'area di natura selvaggia.

20 maggio 2019 - 13:27

La prima tappa che da “Fondo Li Gabbi” a porta a “In La Piana”

Un affascinante itinerario suddiviso in due tappe (guarda la seconda parte dell’itinerario) che attraversa il Parco Nazionale della Val Grande: una lunga e impegnativa traversata di una delle zone più “Wilderness” d’Italia senza particolari difficoltà tecniche, anche se si raccomanda di prestare sempre massima attenzione soprattutto in piena estate quando la vegetazione è più folta e potrebbe nascondere, o rendere difficilmente individuabili, alcuni tratti di sentiero o cartelli e segnavia.

Lungo la traversata ci sono alcuni bivacchi che consentono di spezzare il percorso. In questa descrizione scegliamo di pernottare a In La Piana, circa a metà percorso.

Dal parcheggio, si cammina lungo lo sterrato che porta verso la testata della valle, passando, subito, davanti al Rifugio Laurasca. Si percorre un tratto in piano, lambendo alcune vecchie fornaci e fiancheggiando i contrafforti boscosi del lato orografico destro della valle.

Si punta verso la testata della vale, con bella vista sulla cima rocciosa della Laurasca. Si attraversa, in piano, la vallata ove cartelli gialli indicano la direzione.

Si sale lungo il sentiero lastricato che, nel bosco fitto, prende rapidamente quota proseguendo in un ambiente verdissimo, tra ruscelli e zone gradinate, sino alla piana con paesaggi d’ampio respiro ove è situata l’Alpe Cortenuovo (1792 m).

Si sale ancora e, con un ultimo strappo, si giunge all’Alpe Scaredi (1841 m; bivacco sempre aperto), “porta orientale” della Val Grande, vero balcone panoramico sulle montagne dell’Ossola e sulla catena del Monte Rosa.

Impressionante anche la visuale sull’ondulato “mare verde” della foltissima vegetazione arborea che ricopre le vette sottostanti la zona dell’Alpe Scaredi, dalla quale spicca la cima del Monte Pedum, baluardo della “Riserva Naturale Integrale della Val Grande”, utilizzata anche come zona di studio e ricerca. Dall’Alpe Scaredi si entra nell’amena Val Portaiola, inizialmente in falsopiano, seguendo i segnavia bianchi e rossi e ammirando la parete Nord del Monte Pedum (2111 m), sita proprio al centro della riserva integrale ove vige il più assoluto divieto d’accesso.

Si scende ora ripidamente sino all’Alpe Balma (1544 m) e all’Alpe Bochelli (1420 m). Si scende ancora sino a lambire il torrente, per poi risalire sino all’Alpe Portaiola (1295 m), baite diroccate e circondate da foltissima vegetazione.

Si continua in discesa in un bosco di faggio, sino ad attraversare il Rio Fiorina su una passerella, le cui condizioni dipendono, in genere, dalle piene subite in periodo primaverile. In alcune stagioni, è necessario trovare un punto per attraversare.

Dopo il guado, si prosegue, in leggera salita, sino all’Alpe di In La Piana (978 m), in una radura erbosa, con alcune baite ristrutturate e con una struttura adibita a bivacco, sempre aperto (3 ore dall’Alpe Scaredi).

 

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