Le Terre del Marchesato: Valle Grana, il Monte Tibert

20 maggio 2019 - 14:22

Il Tibert, frequentata cima della Valle Grana, offre un ampio panorama verso i tremila delle Marittime, la Rocca La Meja e la conca della Gardetta, l’Oserot, l’Oronaye e il Monviso.

Le valli che fecero la storia del Marchesato sono oggi meta di un turismo che privilegia genuinità e tranquillità. La val Grana è nota per il santuario di San Magno; la chiesetta di Sancto Lucio de Coumboscuro rappresenta inoltre un riferimento per gli Occitani di Provenza e Piemonte, che ogni anno si incontrano in occasione del Roumiage per far rivivere la lingua d’Oc.

La val Maira ha nella bellezza delle montagne una delle principali attrattive: spettacolari sono la dolomitica Rocca La Meja e la grande lama della Rocca Provenzale. Ai tesori naturali si affiancano quelli dell’arte, come i già citati affreschi del Maestro d’Elva. La Val Varaita è la più turistica; nella parte alta della valle non mancano case tipiche, con ampio uso del legno e tetti in losa. Numerosi percorsi escursionistici salgono al cospetto del Viso o a passi che si affacciano sull’Alta Provenza e sul Queyras, mentre i ciclisti possono salire al Colle dell’Agnello, già palcoscenico del Giro e del Tour.

L’ITINERARIO: IL MONTE TIBERT

Dal parcheggio (vedi informazioni come arrivare) si sale la carrareccia sulla sinistra (freccia con indicazione R6) che s’inoltra nel vallone del Sibolet tra prati, passando accanto ad alcune baite e a un piccolo lago. Poco oltre, a quota 2.230 circa, la stradina si perde per continuare poco più avanti come sentiero (segni giallo/blu) che sale deciso in direzione del Col Sibolet.

Giunti a quota 2400 circa si lascia il tracciato che si dirige al valico e si piega a destra seguendo una traccia che risale un costolone detritico, passando presso alcune rocce verso il Colle di Intersile. Non lontano da questo secondo passo, il sentiero diviene poco evidente: si sale così con una breve direttissima e dal valico si costeggia un laghetto, si aggira un’anticima detritica e si percorre un’ampia cresta che, con pendenza moderata, conduce in vetta.

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