In Puglia a spasso sull’acqua

18 marzo 2020 - 9:57

Sarebbe sicuramente molto interessante ed entusiasmante, per chi come noi ama camminare, poter percorrere l’intero tratto principale dell’acquedotto, in tutti i suoi 244 chilometri. In questa nostra proposta ci limitiamo a proporre un breve itinerario; lungo circa 15 chilometri. In auto od in bici (si può fare l’escursione con la Mountain-Bike) si raggiunge Putignano, cittadina del Sud-Est barese nota soprattutto per il suo grande Carnevale, quindi, si seguono le indicazioni per Alberobello (s.s.172), capitale indiscussa dei Trulli.
Dopo circa 9 chilometri, oltrepassati due ristoranti sulla sinistra, si incontra sulla destra una piazzola in cui si possono parcheggiare le auto; chi intanto avrà preferito spostarsi con la bici già da Putignano non avrà questo problema. Il percorso comincia un po’ prima, sul lato opposto della strada, quindi dalla piazzola occorre tornare indietro, verso Putignano, per circa 300 metri fino al punto in cui, inconfondibile, vi è un cancello con la scritta E.A.A.P (Ente Autonomo Acquedotto Pugliese).
Appare subito evidente la sterrata che ci toccherà seguire fino alla località S.Marco, frazione di Locorotondo. Si comincia a camminare quasi inconsapevoli di essere a spasso sull’acqua e la pista è chiara ed evi-ente. Percorsi 2,3 chilometri si attraversa la strada che collega Castellana Grotte ad Alberobello e si coninua. Dopo circa 300 metri la pista però si perde, poihé passa sotto alcuni campi coltivati per circa 300/400 metri. Occorrerà a questo punto proseguire senza grosse deviazioni e percorrere un “tratturo” che porta nei pressi della masseria “Trappeto”. Si giungerà così in breve sulla strada che da Alberobello porta alla Coreggia e qui troveremo nuovamente un cancello dell’E.A.A.P. Attraversata la strada, il percorso si fa più interessante: si passa per un bosco di querce e lecci e numerosi sono i ponticanali in muratura che permettono il superamento di numerose lame. In tutto questo tratto la sterrata si mantiene alta e si sviluppa lungo il cosiddetto “canale di Pirro” (si narra che lungo questa valle sia passato Pirro con i suoi elefanti). Il paesaggio è veramente apprezzabile e lo sguardo spazia dai campi coltivati alle grandi masserie ed ai trulli che sono disseminati lungo il percorso. Dopo circa 8 chilometri ecco il pontecanale con le campate più alte, oltre 20m; merita senz’altro di essere fotografato anche dal basso. A 500 metri da quest’ultimo ponte, per l’ultima volta, la sterrata “scompare” nuovamente sotto i campi, ma è lì davanti a circa 300 metri: senza grandi deviazioni si seguono prima una stradina su per un colle e poi un sentierino (segni gialli) che riporteranno in soli 5/6 minuti sul percorso originale. Ora non rimane che seguire il tracciato tra grandi e bianche masserie, gente al lavoro nei campi, animali al pascolo… ma soprattutto tanto verde e tranquillità. Giunti in località S.Marco, con la bici si potrebbe ritornare comodamente indietro lungo lo stesso itinerario, oppure seguire la s.p. 81 che corre sul fondo del canale di Pirro per andare in direzione di Castellana, Putignano oppure Alberobello. Per chi preferisce la soluzione a piedi, sarà opportuno, prima di cominciare l’escursione, lasciare un’auto a fine percorso per poter tornare indietro.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Valle d’Aosta selvaggia: trekking al Lago di Lolair in Valgrisenche

Santa Severa: trekking sul mare etrusco alla scoperta dell’antica Pyrgi

Ciclabile “Sulle tracce degli Etruschi”: dall’Adriatico al Tirreno sulle tracce dell’antica civiltà