Bergamo

18 marzo 2020 - 9:54

Il percorso di trekking indicato ci permette di scoprire una città affascinante mirabilmente disposta su tre piani.
La partenza ha luogo in Viale Vittorio Emanuele (tra l’altro 200 metri prima nell’ampia Piazza S.Marco vi sono comodi parcheggi sotterranei ove lasciare la macchina) nei pressi della fermata/capolinea della funicolare che porta in Città Alta, ove ben visibile troviamo un cartello “escursionistico” che ci svela il nome di questo primo tratto dell’itinerario: la salita della Scaletta.
Percorrendo questo lastricato sentiero urbano, una irta salita posta proprio sotto i bastioni ci conduce sino alla stupenda Porta di S.Giacomo (1552).
Lungo tutto il periplo murario di ben 5144 metri, si possono ammirare in tutto il loro fulgido splendore le quattro porte della Città (S.Alessandro, S.Giacomo, S.Agostino, Garibaldi) e ben 16 bastioni.
Sin dalla bella Porta di S.Giacomo, su cui campeggia il leone alato di Venezia, è possibile avere un anticipo delle bellezze paesaggistiche che ci offrirà questa e-scursione urbana.
Ai piedi della cinta muraria si alternano prati, campi, orti… che riescono a creare una sorta di distacco naturale dalla più rumorosa e frenetica città bassa.
Quando il vento spazza foschie e nebbie, la vista può spaziare e la bellezza nascosta della pianura Padana ne viene esaltata.
Proseguiamo la nostra escursione lungo la stretta e buia via S.Giacomo.
Dopo cinque minuti di cammino raggiungiamo Piazza Mercato delle Scarpe, capolinea della funicolare, che giunge da Città bassa ed è la vera porta d’ingresso per le bellezze storiche celate in Città Alta.

NELLA CITTA’ ALTA
L’iconografia grafica e strutturale della piazza ci permette subito di respirare un’atmosfera magica, agevolata dal fatto che tutto il borgo medioevale è isola pedonale e permette di gustare al meglio ogni capolavoro.
Imbocchiamo sulla nostra destra la ripida via della Rocca che in pochi minuti ci conduce alla rocca di Bergamo, costruzione trecentesca voluta da Giovanni di Lussemburgo, re di Boemia e circondata da un verde giardino ove viene onorata la memoria dei caduti di guerra. Proprio qui una stupenda “terrazza” ci offre spunti paesaggistici degni di una cartolina. Nei pressi della Rocca merita la visita il Museo del Risorgimento.
Dopo quest’appagante deviazione, torniamo sui nostri passi, e raggiunta nuovamente la Piazza Mercato delle Scarpe, imbocchiamo a destra la via Gombito, vera arteria pedonale del “borgo”, dove botteghe, ristoranti, pasticcerie… sono invitanti segnali per destare la curio-ità dei passanti. L’acquisto di salumi e formaggi tipici, di dolci prelibati, di pipe, vestiti, libri… è possibile anche la domenica è questo permette un “trek” ancora più bello ed interessante.
Dieci minuti di strada sono sufficienti per raggiungere Piazza Vecchia, ove sono concentrate le principali at-rattive storico-culturali.
L’imponente Torre Civica del XII secolo emerge e cattura subito l’attenzione del visitatore.
Molto bello il palazzo della biblioteca comunale intitolata al cardinale filosofo Angelo Maj, vero scrigno della cultura orobica. Basti pensare che vi sono conservati oltre 500 mila volumi, e tra questi spiccano 1274 incunaboli e una “Divina Commedia” del 1402!
Sotto la Torre Civica, troviamo il Palazzo della Ragione con pregevoli affreschi del Bramante, mentre a sinistra nell’omonimo bar spicca una statua del noto poeta Torquato Tasso.
Attraversati i portici del palazzo, ci affacciamo nella Piazza del Duomo: lo spettacolo della Cappella Colleoni, del Duomo, e del Battistero e di S.Maria Maggiore lascia senza fiato. Una menzione d’onore spetta alla cappella Colleoni dedicata al celebre capitano di ventura Bartolomeo Colleoni, autentico gioiello del rinascimento lombardo (1476).
Il ripetitivo gioco di rosoni, loggette, lesene… esalta i contrasti cromatici del marmo creando un, opera unica.
Non meno belli il Battistero (1340) edificato da Giovanni da Campione, e il Duomo custode di pregevoli dipinti del Tiepolo.
A S.Maria Maggiore in cui sono conservati preziosi arazzi della scuola toscana del XVI secolo) è legata una storia curiosa. Infatti la sua costruzione, risalente al 1133) fu dovuta come voto del popolo bergamasco in occasione della minaccia di una terribile pestilenza. Lasciata Piazza Vecchia, imbocchiamo la via Colleoni e subito sulla sinistra troviamo la sede del vecchio Teatro Sociale che oggi ospita saltuariamente mostre e manifestazioni ma un tempo era il tempio della cultura e del folklore: non dimenticando che Bergamo ha dato i natali a due note maschere come Arlecchino e Brighella.
Botteghe, librerie, vecchi forni, vinerie… ”accendono” di vita e colori questo budello urbano sempre bello da attraversare e da scoprire.
Dopo circa un quarto d’ora raggiungiamo la porta d’ingresso per Piazza Cittadella di origine trecentesca ove trovano sede i musei Archeologico e di Scienze naturali sempre interessanti. Dopo aver attraversato questo suggestivo quadrilatero di palazzi si giunge in piazzale Colle Aperto un luogo che come lascia intuire il nome propone ampi spazi specie dopo aver attraversato la buia e stretta Città Alta.
Il paesaggio è gratificante: giardini e residenze elitarie creano una bella veduta spunto per ottime riprese fotografiche.
Sulla sinistra appare la bella Porta di S.Alessandro (1300) e in breve la raggiungiamo.
Subito dopo averla attraversata iniziamo una salita. A circa cento metri dalla porta troviamo la fermata della funicolare che conduce al Colle di S.Vigilio meta finale dell’escursione.
Stabilito che le nostre forze ci consentono di proseguire a piedi (la funicolare è sempre una curiosa alternativa e sicuramente meno faticosa) imbocchiamo a destra una strada lastricata con una forte pendenza che ci porterà sino al pianoro del Colle di S.Vigilio.
Raggiunta la meta, vale la pena attraversare la pittoresca viuzza principale (l’unica) che conduce ai resti del castello, ma soprattutto al belvedere che ci consente la veduta più appagante, ove un affascinante gioco di torri, palazzi, cupole, mura lascia incantato, senza parole il più freddo degli spettatori.
Il percorso di ritorno può essere fatto a piedi tornando sui nostri passi o, se si hanno problemi fisici o di tempo, con la funicolare.
Pur riconoscendo agli ambienti naturali una primordiale bellezza, una volta ogni tanto tuffarsi nei cuori urbani (specie in quelli gradevoli come Bergamo) può offrire interessanti e piacevoli momenti pari a quelli di un escursione in ambienti più selvaggi.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Valle d’Aosta selvaggia: trekking al Lago di Lolair in Valgrisenche

Santa Severa: trekking sul mare etrusco alla scoperta dell’antica Pyrgi

Ciclabile “Sulle tracce degli Etruschi”: dall’Adriatico al Tirreno sulle tracce dell’antica civiltà