In bici nella Riserva Naturale di Nazzano, Tevere-Farfa

20 maggio 2016 - 19:54

Nella Riserva Naturale di Nazzano, Tevere-Farfa è possibile praticare attività capaci di unire l’aspetto ludico a quello educativo.

Oltre al piacevole e facile itinerario proposto, ideale per i bambini, è possibile percorrere il tratto tra Torrita Tiberina e Nazzano a bordo di un battello elettrico (Tel. 338.1714070 / 330 753420),  per visite didattiche ai vari ambienti fluviali, oppure visitare, a Nazzano, il Museo del Fiume e quello, curiosissimo, della Notte.

Da Torrita si scende in direzione Poggio Mirteto fino ad un bivio sulla destra, pochi metri prima di raggiungere il ponte di Montorso, fino a lambire le sponde del fiume, dove si lascia l’auto di fronte a un pannello della Riserva Naturale e a uno degli imbarcaderi dei battelli, quello di Torrita Tiberina.

Si segue ora in bicicletta la sterrata che costeggia la riva del fiume tra boschetti, canali di irrigazione e campi coltivati, e oltrepassati un paio di bivii sulla sinistra, si prosegue fino ad un laghetto artificiale sulla destra. Pannelli didattici della Riserva illustrano le caratteristiche del territorio che si attraversa.

Dopo un paio di chilometri, l’unica breve salita dell’itinerario permette di raggiungere un punto panoramico su Nazzano e sull’ansa che il Tevere forma al disotto, spesso solcata dai battelli elettrosolari che compiono percorsi didattici in questo tratto di fiume. Dopo l’incontro con un Parco-giochi e con un paio di capanni per l’osservazione della fauna, si giunge all’imbarcadero di Nazzano e, subito dopo, a un piazzale con un piccolo Centro Visite della Riserva e alcuni tavoli da pic-nic.

Qui conviene scendere dalle bici e condurle a mano attraverso i camminamenti lastricati di tavole che attraversano la zona successiva, caratterizzata dal terreno paludoso formatosi dopo la costruzione della diga. È la zona più fragile e naturalisticamente interessante della Riserva: cartelli didattici spiegano la formazione della zona umida e illustrano le specie animali e vegetali che vivono nell’ambiente acquitrinoso.

Si superano altri capanni che permettono di osservare le colonie di uccelli che vivono sulle rive del fiume e tra i canneti (aironi, garzette, gallinelle d’acqua, cormorani ma anche nutrie e bisce d’acqua). Sarà bene avere un buon binocolo, e il gioco di riconoscere le specie osservate seguendo le loro foto sui cartelli esplicativi, potrà essere una fonte di divertimento e istruzione per i bambini.

Alla fine dei sentieri lastricati in legno si giunge all’edificio di una vecchia fornace, ora adibito dalla Riserva a centro di osservazione della fauna (in restauro), da dove si apre il panorama su quasi tutta l’area inondata e sui suoi abitanti. Terminata la zona tavolata, possiamo tornare indietro, oltre che per la strada percorsa, anche risalendo una strada sterrata che, da un piazzale con tavoli da picnic, torna verso la direzione dalla quale proseguiamo ma più lontano dal fiume, attraverso un boschetto di querce spesso popolato da cinghiali.

In leggera salita, si costeggiano un fontanile sulla sinistra e alcuni recinti di pastori sulla destra, giungendo poi alla sede dell’Ecoturismo Tevere-Farfa (ristorante, alloggio e corsi di educazione ambientale per gruppi di bambini e scolaresche). Pochi metri dopo, sulla destra la ripida strada asfaltata in discesa torna al punto dove si è iniziato a condurre le bici a mano, all’inizio del camminamento in legno.

La gita può essere fatta completamente in bicicletta da Roma usufruendo del treno per l’aereoporto di Fiumicino e scendendo a Poggio Mirteto Scalo.

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