Cadore: l’alta via di Tiziano

20 maggio 2018 - 14:45

La Valle del Cadore offre tante attività all’aria aperta, ma una vacanza completa non può tralasciare la visita ai luoghi d’interesse storico-culturale.

Possiamo così scoprire un passato ricco di fascino visitando il palazzo che ospita la Magnifica Comunità di Cadore a Pieve, borgo che diede in natali al grande pittore Tiziano Vecellio e dove oltre alla sua casa è visitabile il Museo dell’Occhiale, con esposte centinaia di montature risalenti addirittura al 1400.

La Biblioteca Storica Cadorina di Vigo conserva i documenti più antichi del Cadore, che raccontano tante storie e tanti colori, come quelli di Domegge con le sue case affrescate e Cibiana, il paese di Murales. Da non perdere il Museo delle Nuvole di Messner, inaugurato a quota 2181, in vetta al Monte Rite.

Il Museo dei Papi di Lorenzago di Cadore ricorda a tutti noi che questa zona venne scelta come luogo di villeggiatura da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Danta ha un suo Museo Paleontologico con una serie di reperti di notevole interesse scientifico e didattico.

Un itinerario museale ci porta anche alla scoperta della storia e delle tecniche utilizzate nella lavorazione del latte, grazie alla Latteria di Lozzo. A Selva, nel Museo intitolato a Vittorino Cazzetta, è invece conservata la più antica delle memorie: la sepoltura dell’Uomo di Mondeval risalente a 7500 anni fa.

L’ITINERARIO: L’ALTA VIA DI TIZIANO

Si tratta di un vero e proprio viaggio a tappe dedicato a Tiziano Vecellio. Le Marmarole, la catena dolomitica che separa la Valle d’Ansiei di Auronzo dal Centro Cadore, sono le montagne che maggiormente hanno ispirato il genio dell’artista.

Si Parte da Sesto in Alta Pusteria e si arriva a Pieve di Cadore dove il grande pittore rinascimentale è nato e dove è visitabile la sua casa. L’ideatore di questo percorso d’alta quota è stato Toni Sanmarchi, una guardia forestale proveniente dall’Emilia Romagna che ha prestato servizio molti anni in Cadore.

Le sue prime esplorazioni risalgono all’estate 1942. Con lui c’erano gli escursionisti e gli alpinisti della sezione CAI e del Gruppo Rocciatori Ragni di Pieve di Cadore. Insieme hanno individuato uno dei percorsi più suggestivi delle Dolomiti.

Indipendentemente dal numero delle tappe, che possono essere cinque, sei o sette, a seconda del passo e delle varianti, il percorso può essere diviso in tre parti corrispondenti ai tre gruppi montuosi attraversati: Croda dei Toni-Popèra, Marmarole e Antelao.

La Croda dei Toni, che i primi esploratori paragonarono ad una superba cattedrale, è stata salita nel 1874 da Michl e Hans Innerkofler, due guide alpine di Sesto che hanno scritto pagine importanti di alpinismo dolomitico.

Informazioni utili: 

Auronzo di Cadore
auronzo@infodolomiti.it
Tel. 0435.9359

Calalzo di Cadore
calalzo@infodolomiti.it
Tel. 0435.32348

San Vito di Cadore
sanvito@infodolomiti.it
Tel. 0436.9119

Sappada
sappada@infodolomiti.it
Tel. 0435.469131

Leggi anche: Cadore, il giro del Monte Pelmo

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