Camminare a Siena lungo la Via Francigena

18 marzo 2020 - 9:57

Porta di Camollia si raggiunge partendo dall’antiporta con un percorso rettilineo di circa 400 metri che utilizza viale Vittorio Emanuele II: lungo il viale sulla destra si può notare una colonna in pietra che riporta i simboli della città di Siena: la Balzana e i colori della città, il bianco e il nero.

Porta di Camollia, situata a 342 metri di altitudine, costituisce l’entrata principale per chi arriva da nord a Siena. Si prosegue per piazza Saracini e per via di Camollia; dopo circa 100 metri dalla porta si arriva davanti alla bella facciata romanica della chiesa di San Pietro, detta anche della Magione un ospitale esistente già dal IX secolo e passato dal XII secolo ai Templari.

Si prende quindi via dei Montanini fino ad arrivare alla chiesa di Sant’Andrea situata a sinistra e all’Oratorio della Madonna della Neve situato a destra. Si arriva subito dopo a piazza Salimbeni, attuale sede del Monte dei Paschi di Siena, una delle prime banche sene costituita nel 1472.

Si continua per via dei Banchi di sopra, dove a sinistra si può deviare dal nostro itinerario per visitare l’Oratorio di San Bernardino e la chiesa di San Francesco; si continua diritto e dopo circa 200 metri si arriva alla chiesa di San Cristoforo. Si prosegue deviando a sinistra per il vicolo di San Pietro e si entra in discesa nella piazza del Campo.

Dopo una visita d’obbligo al Palazzo Comunale ed essere saliti sulla torre del Mangia, si continua salendo la piazza verso sinistra e si imbocca la via dei Pellegrini. Si sale verso piazza San Giovanni e per via dei Fusari si entra nella piazza del Duomo (km 1,6).

Il Duomo attuale, sorto sulle rovine della precedente costruzione che probabilmente era annessa ad un ospitale, è stato costruito a partire dal seco lo XII. L’edificio esistente avrebbe dovuto costituire solo il transetto del tempio, ma il progetto fu ridimensionato dopo la peste del 1348. All’interno del duomo si può visitare la biblioteca Piccolominea della famiglia senese dei Piccolomini con affreschi sulle pareti del Pinturicchio.

Nella vicina sede della Curia Vescovile invece si può ammirare una moderna opera: una statua in legno dello scultore Rino Cerretani di Abbadia San Salvatore, che raffigura Papa Giovanni Paolo ll, offerta a Sua Santità in occasione della visita del 19 marzo 1996.

Di fronte alla scalinata i canonici del duomo fondarono l’Ospedale di Santa Maria della Scala, documentato per la prima volta nel 1090 e destinato nei secoli successivi a diventare una delle più importanti e famose istituzioni in Italia: nel suo interno è da visitare la sala del “Pellegrinaio”, dalle pareti affrescate da Domenico di Bartolo con scene riguardanti le attività connesse al suo funzionamento, che dall’originaria ospitalità ai pellegrini si ampliarono a comprendere. anche il ricovero e la cura dei malati, l’assistenza ai bambini abbandonati, operazioni di prestito su pegno e la gestione di una vasta proprietà agricola.

Si continua costeggiando il lato destro del Duomo e attraversando la piazza Jacopo della Quercia; si prende a destra via del Castoro, poi a sinistra per poche decine di metri via di Città, quindi ancora a destra pervicolo di Tone che in discesa ci porta sulla via Casato di Sotto. Si gira a sinistra e poi a destra scendendo attraverso il vicolo di San Salvatore fino ad arrivare alla piazza del mercato (situata a circa 350 metri dal Duomo).

Si va diritto per via dei Malcontenti e poi si gira a destra per via di Salicotto che si percorre fino alla confluenza con via San Girolamo; ancora pochi metri e si arriva ad incrociare via Roma. Si gira a destra e si continua diritto fino ad arrivare a porta Romana (km 1,2).

Circa 250 metri prima della porta si può deviare a destra per vicolo San Clemente, seguendo un itinerario che sale a piazza Manzoni e arriva alla basilica Servi di Maria: un ottimo punto di osservazione per un colpo d’occhio sul centro città e per effettuare interessanti fotografie.

Da Piazza del Duomo si può effettuare una interessante deviazione verso porta Tufi, seguendo un itinerario parallelo a quello di via Roma che conduce verso la Cassia e la valle del torrente Arbia. Dalla piazza si imbocca via del Capitano e quindi via San Pietro, passando di fianco alla chiesa di San Pietro. Si prosegue per via Pier Andrea Mattioli, passando sotto la porta all’Arco e arrivando al prato e alla piazza di Sant’Agostino: costeggiamo la sede universitaria senese e l’orto botanico annesso e in breve si arriva alla porta Tufi (km 0,7).

 

_ Scopri le origini, la storia e le tappe della Via Francigena.

 

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Toscana, Valdelsa: trekking da San Gimignano a Castelvecchio, tra natura e storia

Piemonte, trekking nel Monferrato: Borgomale tra i colori e sapori d’autunno

Trentino, Stelvio Val di Rabbi: trekking alla scalinata dei larici monumentali