Con gli sci da fondo alle “porte d’Italia”

18 marzo 2020 - 9:51

Da Pian del Colle si raggiunge, verso ovest, la casetta dei doganieri; poco oltre si diparte a sinistra la strada per il Colle della Scala, anch’esso passato alla Francia come la Valle Stretta. Nei pressi di un bacino artificiale si supera la frontiera iniziando a salire a tornanti in un ambiente assai suggestivo, caratterizzato dal fondovalle in parte boscoso, dominato dalle alte pareti dell’Aiguille Rouge a sud e dalla Punta Quattro Sorelle a nord.
In un paio di chilometri, raggiunto un dosso, si scende leggermente ad una piana, mentre la valle si fa più larga; sullo sfondo ben visibile la caratteristica massa rocciosa dei Ser. Dopo aver costeggiato per un tratto il Rio di Valle Stretta, un’ultima rampa conduce al pianoro ove sono le costruzioni della Grange Valle Stretta (1769m) ed i rifugi 3° Alpini e Re Magi, in genere aperti anche nel periodo invernale, dato che la valle è assai frequentata pure dagli sci-alpinisti. Sin qui la gita più conosciuta e facile (circa 6 km dal Pian del Colle) ma sarebbe un peccato non continuare lungo la valle, inoltrandosi verso nord fino a raggiungere, con un ripido strappo, le case di Grange Serre di Sopra. Proseguendo ancora, in un ambiente solitario e grandioso, tralasciate le tracce, a sinistra, che puntano alle costruzioni della miniera del Banchet, si continua alti sul fondovalle sino a discendere leggermente al pianoro ove è il Ponte della Fonderia (1911m) dominato a nord/est dalla Rocca Bernaude (2,5Km dalla Grange Valle Stretta).
Qui termina il percorso accessibile ai normali sci-escursionisti, anche se taluni proseguono sia verso il Colle di Valle Stretta che verso il Monte Thabor. In discesa ci si tiene lungo lo stesso percorso che, con neve buona, risulta da facile a medio, con qualche tratto di maggior difficoltà sotto Serre di Sopra ed ai tornanti finali.

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