Da Santeramo alla Gravinella

18 marzo 2020 - 0:19

Lasciata l’auto presso l’ampio parcheggio della Polisportiva Santermana si segue via Iazzitiello in direzione sud per circa 800 metri, per poi imboccare una sterrata sulla destra che conduce facilmente fino all’ingresso del bosco della Parata.

L’area deve il suo nome alla storica funzione strategica che un tempo la vedeva parte del sistema difensivo del borgo di Santeramo.

Si tratta, infatti, di una delle poche macchie boschive autoctone di querceto, quindi di una rarità a livello nazionale per la presenza di sei specie di quercia: il fragno, la roverella, il cerro, il farnetto, il leccio e la coccifera.

L’itinerario compie un periplo completo dell’area boschiva e si spinge verso sud toccando anche aree di notevole interesse archeologico come il sito neolitico della Gravinella, dove non è difficile ritrovare in superficie frammenti ceramici di varie epoche.

Qui è anche visibile una cavità ipogea semi-naturale che la tradizione locale ha legato a leggende sui briganti. Si tratta di una grande grotta di natura carsica, lavorata e adattata a riparo sia per uomini che per animali, come testimoniano il lucernario/camino, le mangiatoie, gli abbeveratoi e le nicchie ricavate nelle pareti, il doppio accesso e la divisione dello spazio interno (uomo/animali).

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