Friuli meraviglioso d’inverno con le ciaspole: 5 itinerari panoramici

In inverno il Friuli Venezia-Giulia regala un territorio incontaminato di rara bellezza, tra borghi e vallate senza tempo: un ambiente magico e affascinante, da scoprire a passo lento sulla neve con le ciaspole

20 gennaio 2024 - 8:23

Inverno in Friuli, 5 meravigliosi itinerari sulle racchette da neve

Questa terra di confine in passato contesa è, oggi, un punto d’incontro di culture diverse che contribuiscono a farne un epicentro ideale di tradizioni, lingue e confessioni.

Stiamo parlando del Friuli Venezia Giulia, la regione italiana collocata più a nord-est.

Dalle Alpi Giulie ad est, passando per la Carnia fino alle Dolomiti Friulane ad ovest, le montagne del Friuli raccontano una storia antica.

Fra borghi e vallate senza tempo è possibile godere di un territorio incontaminato di rara bellezza, nel quale praticare sport o dedicarsi ai piaceri della buona tavola tradizionale.

Grazie alla sua ricchezza paesaggistica e alla lunga storia che la contraddistingue, è senz’altro un luogo misterioso e affascinante, ma anche non molto gettonato.

Insomma, una meta perfetta soprattutto per l’inverno e per chi abbia voglia di scoprire dei paesaggi mozzafiato ciaspolando nella natura.

1 – Udine, in cammino dalla Sella Chianzutan fino a Casera Presoldon

Questo itinerario, collocato in provincia di Udine, vi lascerà sicuramente un bel ricordo.

Il punto di partenza è il valico della Sella Chianzutan (comune di Verzegnis), mentre il punto di arrivo è la Casera Presoldon.

Per i più intraprendenti, poi, è possibile proseguire oltre la Casera per raggiungere la grande sedia posta nei pressi del belvedere, posto a 1520m lungo la cresta orientale del Colle dei Larici.

Si comincia parcheggiando l’auto nel piazzale della Sella Chianzutan.

Sul lato opposto del piazzale, si seguono le indicazioni del sentiero CAI 806 fino ad incontrare, appena entrati nella faggeta, una pista forestale che attraversa il versante sud del Colle dei Larici.

Lì si seguirà la pista sulla destra, in leggera discesa.

Al bivio successivo si continua a sinistra e si inizia a salire lungo la faggeta che ricopre il versante orientale del Colle dei Larici.

Dopo circa 2 ore dalla partenza si raggiunge il pianoro che ospita Casera Presoldon, con il panorama che si apre verso la piana di Tolmezzo e il Monte Amariana, fino a Monte Canin.

Dalla Casera si prosegue sulla pista forestale salendo verso il Colle dei Larici. I panorami inizieranno ad aprirsi e si raggiungerà, così, il belvedere  su cui è stata posizionata una grande sedia in legno.

Il rientro avviene lungo la stesso itinerario percorso all’andata, con la possibilità di tagliare qualche tornante.

Eventualmente, si può anche decidere di accorciare la ciaspolata partendo dalla strada asfaltata nei pressi dello Stavolo Doncas.

Lì si potrà scegliere se cominciare dal parcheggio situato all’imbocco della pista forestale oppure da quello posto poco più avanti sulla sinistra salendo a sella Chianzutan.

L’itinerario si snoda per circa 14,7 Km e il tempo complessivo indicativo è di 5 ore, escluse le soste.

Un percorso non semplicissimo che però regalerà sicuramente delle soddisfazioni.

In questa pagina una descrizione dettagliata con mappa dell’itinerario

2 – Forni Di Sopra, con le ciaspole verso le malghe Tartoi e Tragonia

Nella località di Forni di Sopra (frazione di Vico) c’è un itinerario a dir poco perfetto da percorrere con le ciaspole ai piedi.

Questo percorso rappresenta l’alternativa ideale per chi vuole scoprire l’incantevole bellezza delle montagne di Forni di Sopra con i boschi di Larice e Abete intervallati dagli stavoli, le caratteristiche case montane.

La partenza è situata nei pressi della piazza centrale di Forni di Sopra.

Lì si troveranno le indicazioni per la strada forestale (accuratamente battuta) in direzione delle malghe.

Dopo circa 4 Km di passeggiata si arriverà a “Puonsas e Duvies” per poi proseguire lungo una strada dalla lieve pendenza, fino ad arrivare al bivio dei 6 Km.

A quel punto si potrà scegliere se proseguire verso la malga Tragonia oppure Tartoi.

Dalla forcella “Risumiela” (detta anche “forcella della croce”) situata in direzione Tragonia dopo la casera, è assicurata una vista mozzafiato sul paesaggio circostante e sull’incantevole borgo di Sauris.

In questa pagina una descrizione dettagliata dell’itinerario

3 – Val Saisera, a piedi lungo il Saisera Wild Track

Il Saisera Wild Track è un percorso ad anello collocato nel fondo della Val Saisera, nella foresta millenaria del Tarvisio, e oltrepassa ambienti di rara bellezza.

Il percorso può essere adatto sia per i grandi che per i più piccoli e può essere affrontato in maniera integrale sugli 11 km partendo dall’imbocco della valle.

Si parte dal parcheggio della “Saisera Hutte” dove l’itinerario si snoda all’interno della valle attraverso una pista battuta dal basso dislivello.

Si tratta di una passeggiata invernale che percorre boschi e radure perfettamente intatte mantenendosi, al contempo, vicina sia ai rifugi che agli agriturismi della valle, locations ideali per una sosta e per gustare le specialità gastronomiche locali.

Lungo il percorso è possibile lasciare il Wild Track per visitare le postazioni militari austro-ungariche della zona del Sasso Forato.

Infine, completando il percorso, si transiterà sul ponticello della Spragna, alla base delle pareti in uno scenario a dir poco suggestivo.

In questa pagina un bell’approfondimento con mappe e altimetria del Saisera Wild Track

4 – Paluzza, ciaspolata fino a Malga Pramosio

Nella località di Cleulis, situata nel comune di Paluzza (Carnia), c’è sicuramente uno dei luoghi più suggestivi del territorio.

Si tratta della pista che attraversa l’incantevole Foresta di Pramosio.

L’itinerario si snoda appunto lungo la pista forestale che attraversa la Foresta di Pramosio, una delle più incontaminate di tutto il Friuli.

Lasciata l’auto in prossimità del Bar Pakai è necessario camminare lungo un percorso poco impegnativo che, in poco più di due ore, conduce a Casera Pramosio, uno degli angoli più panoramici e suggestivi dell’alta Valle del But.

Con buone condizioni di innevamento si può percorrere il sentiero CAI 403, più ripido rispetto all’itinerario proposto, che riduce la lunghezza del percorso intersecando più volte la pista forestale.

Il percorso si sviluppa per circa 8.5 Km per un tempo di percorrenza di circa 4 ore (andata e ritorno).

Si tratta di una ciaspolata non troppo impegnativa anche dal punto di vista del dislivello (700 metri circa).

 

5 – Tarvisio, una ciaspolata a Monte Lussari

Questa stupenda ciaspolata si sviluppa in uno dei luoghi più belli del Friuli Venezia Giulia, ossia il Monte Lussari, sulla cui cima sorge un pittoresco borgo che sembra essere il protagonista di un dipinto.

Dalla strada principale si raggiunge Camporosso, comune di Tarvisio, e si lascia l’auto nel comodo e grande parcheggio della funivia del Monte Lussari dove ha inizio il percorso (CAI 613).

Proprio vicino al ristorante Alte Hütte c’è un grande cartello con le indicazioni per il “Sentiero del Pellegrino” che, inizialmente, costeggia il Rio Lussari e inizia a salire con pendenza costante inoltrandosi nel bosco.

Attraverso ripidi tornantini e svolte strettissime, si raggiungeranno dapprima alcune stazioni della Via Crucis e poi il pianoro e la Malga Lussari.

Con pendenza più moderata, si riprenderà a salire fino alla vicina insellatura presso il monte Prasnig fino a raggiungere prima una piccola cappella e poi il monte Lussari.

Il panorama sarà incredibile dato che si apre sui versanti settentrionali del Jôf Fuart, del Jôf di Montasio e della Cima del Cacciatore.

Per il rientro si percorre lo stesso sentiero.

L’intero itinerario si snoda all’incirca per 10 Km per un totale di 5 ore circa. Si tratta di un percorso di media difficoltà ma affrontabile.

Una bella pagina dedicata all’itinerario con le ciaspole a Monte Lussari, con mappe e GPX da scaricare

 

Informazioni utili

Se siete in cerca di altri percorsi da intraprendere, posti dove pernottare oppure mangiare allora potete consultare il sito del territorio dedicato.

 

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