Abruzzo, lungo la costa nord: la ciclovia sulla Costa dei Trabocchi

Dalla città dell’emigrante Gaetano Crocetti, padre di Dino Crocetti – al secolo Dean Martin – alle porte della Via Verde, si pedala di fatto sempre su percorsi dedicati. Un tragitto all'interno del cosiddetto Bike to coast, progetto che prevede il collegamento ciclabile dell’intera costa abruzzese, per un totale di 131 chilometri, ad integrarsi nella Ciclovia Adriatica, che aspira alla continuità di collegamenti per bici da Trieste a Leuca

2 maggio 2022 - 13:57

Come punto di partenza ideale consideriamo l’area fra la SS16 e il mare, all’altezza della cosiddetta zona dei Grandi alberghi: punti raggiungibili in bici durante un cicloviaggio in Abruzzo, arrivando da nord, sfruttando peraltro il ponte sul Saline – inaugurato a fine 2019 – che comprende anche un percorso ciclopedonale.

Trovandosi poi in prossimità del sottopassaggio in via Aldo Moro, da vedere l’opera dello street artist Peeta: non solo, la città negli ultimi anni è stata arricchita da opere a firma di artisti di fama internazionale nonché da talenti locali.

Curioso è il Museo del Treno, con esposizione di mezzi storici, mentre la stazione di Montesilvano è riferimento per l’intermodalià, come pure la stazione di Pescara con i relativi scali.

Montesilvano dal 2019 dispone di due spiagge pubbliche accessibili per disabili e ha ricevuto, dal 2016, la Bandiera Verde, riconoscimento assegnato da un comitato tecnico scientifico di pediatri, ai Comuni che dispongono di spiagge a misura di bambino.

In bici da Montesilvano a Pescara

Per pedalare fra Montesilvano e il Capoluogo adriatico, oltre alla ciclabile del lungomare, ci sono i sentieri battuti della Pineta di Santa Filomena e la ciclopedonale dell’ex tracciato ferroviario, parallelo al lungomare.

La cosiddetta “strada parco” porta fino alla ciclabile di via Muzii, collegandosi con l’altra di viale Regina Margherita, detto “viale dei pini”.

In sella fin dentro Pescara, quindi, sia passando per la bella ciclabile della riviera che per l’ex tracciato.

Nel cuore della città c’è il Museo Paparella Treccia Devlet, villa ottocentesca che custodisce maioliche di Castelli, sul mare la fontana La Nave dello scultore Pietro Cascella ed è vicino il Museo d’Arte moderna Vittoria Colonna.

Nei pressi della Nave, sul muretto, i caratteri dello street-artist Davide Smake Nuzzi ricordano le parole di Pasolini, prese da un reportage del 1959 dedicato alle spiagge italiane: “Pescara è splendida. Credo sia l’unico caso di città, di vera e propria città, che esista totalmente in quanto città balneare. I pescaresi ne sono fieri”.

Da visitare il Museo Casa natale di Gabriele d’Annunzio in centro storico, dove troviamo anche una targa sulla casa di Ennio Flaiano.

Il Museo delle Genti d’Abruzzo è nell’edificio delle caserme borboniche. Il piano superiore, settecentesco, è costruito sul seminterrato della fortezza cinquecentesca, abbattuta dopo l’Unità d’Italia.

Sono vicini il grazioso Museo Civico Basilio Cascella e la cattedrale di San Cetteo. Da provare il parrozzo, dolce celebrato da d’Annunzio.

La città, negli ultimi anni, ha visto una crescita notevole di infrastrutture e percorsi ciclabili e ciclopedonali, a partire dal Ponte del Mare che con 466 metri di lunghezza, è il più grande ponte ciclo-pedonale d’Italia.

Dal lungomare un’altra ciclabile segue il corso del fiume, in compagnia dei nuovi murales che decorano i piloni del cosiddetto Asse attrezzato, passando per il Ponte Flaiano fino alla ciclabile sull’argine, parte di un progetto che prosegue sempre parallelo al corso d’acqua, più verso l’interno.

All’altezza del Circolo canottieri – nato il 24 giugno 1924, accompagnato dal motto dannunziano “Arranca sotto” – da notare il Ponte di ferro della vecchia ferrovia.

Negli spazi della stazione di Portanuova c’è già una Ciclostazione (in programma l’apertura di un’altra, nella stazione centrale). In città inoltre, lungo quattro dei più importanti percorsi ciclabili cittadini, si trovano tre display e un totem bifacciale, per il monitoraggio del passaggio dei ciclisti.

 

Lungo la Costa dei Trabocchi direzione Francavilla

Con il Ponte del Mare, dunque, si vola sull’acqua, per proseguire verso la Riserva Naturale Pineta Dannunziana, nota come Pineta D’Avalos dalla famiglia alla quale Carlo V la concesse nel 1528, un lembo di pineta litoranea, con mirti, pini d’Aleppo e marittimi. Si pedala sempre su ciclabile.

Il Kursaal del 1910, prima liquorificio, è oggi spazio multimediale con intorno case liberty.

Dopo piazza Le Laudi c’è la ciclopedonale, prima lambendo le villette sulla riviera e poi con percorso sul mare, da percorrere fino alla fine in via della Rinascita: per passare l’Alento, in attesa del nuovo ponticello ciclopedonale in costruzione, c’è quello su strada normale, dotato di corsia per le bici.

Da qui la stazione di Francavilla al mare – punto di partenza per la scoperta della Via Verde – è vicinissima.

Un’accortezza: dopo il ponte sull’Alento, la ciclabile lato mare è a una sola corsia, direzione sud-nord e promiscua alla strada, si può passare quindi nel centro abitato per viale Nettuno. Francavilla al Mare, già a fine Ottocento, era una pregevole località balneare.

Suo rappresentante più celebre, il poliedrico ed eclettico pittore e fotografo Francesco Paolo Michetti, portò qui figure di punta della cultura e dell’arte di inizio ’900, incontrandosi nel suo Cenacolo.

A lui è dedicato il Museo MuMi, con sue celebri tele: Gli storpi e Le serpi. Con le parole di Gabriele d’Annunzio: “Lungi, su ‘l cielo chiaro, la sagoma di Francavilla, netta, agilissima, tra ‘l verde; più lungi sfumate molli caligini di viola…”.

 

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