Trekking vicino Milano: Val Codera selvaggia, tra laghi e montagne

Laghi, montagne e natura incontaminata: la Val Codera è un angolo di natura selvaggia preservato dal turismo di massa, grazie alla difficile accessibilità: ecco un trekking per scoprirne il fascino nascosto.

19 agosto 2022 - 6:09

Val Codera, natura incontaminata in Valtellina

La Val Codéra è una delle più selvagge e incontaminate della Valtellina. La ragione è semplice: la valle è preservata dall’accesso degli autoveicoli per la mancanza di una strada carrozzabile.

La valle ha iul fascino delle wilderness, tra rocce, laghi e montagne. Proprio alle rocce si associa l’etimologia del nome.

Secondo la tradizione che si tramanda da generazioni, Dio, na volta creato il mondo, si vide avanzare un mucchio di pietre.

Le  sparse così un po’ alla rinfusa dando vita alla valle: “cote” sta infatti per masso.

 

L’itinerario: da Novate Mezzola tra laghi e montagne

Si tratta di un itinerario di circa 3 ore con un dislivello in salita di circa 600 metri.

Dal paese di Novate Mezzola si raggiunge la frazione di Mezzolpiano, da cui ha inizio il nostro sentiero.

Ci si incammina lungo un’ampia mulattiera che, con ripidi gradoni, sale a tornanti lungo il pendio all’imbocco della valle.

Dopo circa un’ora e venti di salita faticosa e costante, si incontra una prima cappelletta (m 450) dove termina la parte più faticosa della salita.

Si prosegue il cammino alternando gradoni a tratti in selciato, con saliscendi più tranquilli e passaggi riparati da tettoie.

In seguito ci si addentra in un castagneto fino a raggiungere una seconda cappella da cui si può godere di uno splendido panorama sui Laghi di Mezzola e Como e sull’imponente Monte Legnone.

Sotto scorre, in una stretta e profonda forra, il torrente Codera.

Si prosegue per un piccolo tratto pianeggiante per poi continuare con una ripida scalinata che porta alla frazione di Avedeé (m 790).

Sul sentiero, ora pianeggiante, sorge tra i bei prati la piccola chiesetta di Sant’Antonio. Appena sopra si incontra un ridotto gruppo di case con terrazzi scrupolosamente coltivati.

Codera, il villaggio tra le montagne

Si inizia ad intravedere Codera che si raggiunge passando una ulteriore cappella posta a precipizio del torrente Codera. Si scende quindi una scalinata a tornanti.

Si giunge così, sotto un primo tratto di paravalanghe e paramassi, ad un taglio sulla roccia detto “i gemelli”.

Le piccole croci sovrastanti testimoniano i caduti sulle pareti scoscese a picco sul torrente Codera.

Dopo un tratto di mulattiera interamente scavata nella roccia si passa sotto altri paramassi da dove gronda acqua tutto l’anno (Grondan dal mut).

Proseguendo si arriva ad un’ulteriore cappella prima di raggiungere il cimitero di Codera.

Dopo aver incontrato un’ultima cappella detta “delle Grazie” si percorre un piccolo tratto di mulattiera in selciato riparata da muri a secco e si arriva finalmente a Codera (m 825).

Qui è possibile visitare il piccolo e ben organizzato Museo Etnografico di Codera che ricostruisce gli attrezzi e gli ambienti della vita quotidiana e dell’economia del passato.

Prendiamo ora il sentiero che, dal centro del paese, scende al torrente e lo attraversa. Qui il tracciato si incunea sotto le rocce e passa su splendidi ponti in pietra.

Alcuni passaggi richiedono attenzione: residui di frane hanno rovinato il sentiero e vanno affrontati con prudenza.

Si oltrepassano diverse baite (nucleo di Cii con fontana) e si tralascia il bivio per le case di Cola, prendendo invece la deviazione sulla destra per San Giorgio.

Il villaggio appare placidamente adagiato su un ampia sella erbosa (m 748) sottostante il monte Provinaccio con vista panoramica su tutta la zona dell’alto Lario.

Da notare la cura con cui sono state restaurate le antiche case in pietra. Un ultimo tratto di discesa riporta a Codera.

 

Informazioni utili

Il punto di partenza dell’itinerario, Mezzolpiano, si raggiunge seguendo la statale 36 dello Spluga fino all’imbocco della Valchiavenna e da qui, dopo 2 gallerie, fino Novate Mezzola.

Prima della chiesa della SS. Trinità, si prende a destra e si sale alla parte alta del paese.

Si parcheggi al termine della strada.

Per chi desidera provare l’emozione di trascorrere la notte a Codera, esistono due rifugi, il Rifugio La Locanda Codera e il Rifugio Osteria Alpina.

Presso entrambi è anche possibile provare le tipiche prelibatezze valtellinesi.

 

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