Trentino in primavera: 5 itinerari alla scoperta delle fioriture di montagna

La primavera è finalmente arrivata e in Trentino regala quadri pittoreschi unici, grazie alle mille fioriture di montagna. Camminiamo alla scoperta di valli fiorite incantevoli: un tuffo nella natura all'insegna della bellezza e del relax

5 maggio 2024 - 18:00

La meraviglia della primavera trentina: camminare tra le fioriture di montagna

La primavera è sicuramente uno dei periodi più belli dell’anno per potersi godere a pieno il Trentino Alto-Adige.

La fioritura dei meli e di meravigliosi fiori di montagna aggiungono sicuramente un tocco pittoresco a paesaggi che meritano di essere esplorati attraverso una passeggiata.

Tra itinerari panoramici in cima a vette d’alta quota e immersioni nella storia, questa regione sarà sempre capace di stupirvi.

Del resto, i percorsi proposti vi faranno fare un tour tra le più belle valli trentine.

Basti pensare alla Val di Fiemme e ai boschi del Lagorai, oppure ai pascoli di Dromaè e alla meraviglia della Valle di Ledro.

C’è quasi l’imbarazzo della scelta, anche se una cosa è certa: zaino in spalla e si parte.

1- Le Quadre, salita fino al Monte Casale

L’itinerario proposto comincia dalla piccola località di Le Quadre (Garda Trentino) e vi permetterà di salire fino alla cima del Monte Casale e di godere di un meraviglioso panorama.

Questa salita è anche uno dei percorsi classici della zona, da fare almeno una volta l’anno, magari proprio ora, in un momento in cui la primavera è quasi al suo picco.

Il panorama sarà sicuramente di grande impatto.

Passerete dal lago di Garda alle nevi eterne del Carè Alto passando dal calcare dell’imponente Gruppo di Brenta.

Dalla cima del monte, poi, potrete scorgere l’intera Valle del Sarca che si distende 1400 metri più in basso così come la bellezza del lago Toblino.

Si tratta di un percorso facile e senza particolari difficoltà, adatto alle famiglie visto l’esiguo dislivello in salita.

L’incipit del sentiero è collocato presso un parcheggio nella località di Le Quadre.

Dal parcheggio dovrete proseguire in salita lungo una strada sterrata e proseguire diritto fino a uscire in prossimità dei prati sommitali del Monte Casale.

Al bivio sulla strada sterrata dovrete girare a destra, in direzione del Rifugio Don Zio.

La strada si impennerà e, proseguendo lungo un percorso panoramico, salirete tra i prati siti a ovest rispetto al Monte Casale.

Seguendo la panoramica giungerete così al Rifugio Don Zio, ben visibile dalla parte alta della strada.

Raggiunto il rifugio, passerete oltre sul lato destro, per poi dirigervi oltre la piccola macchia d’alberi vicino al rifugio.

Superati gli alberi vedrete, sulla destra, l’antenna di un ripetitore sulla vetta.

Dovrete quindi attraversare il prato e portarvi verso la cima.

Una volta raggiunta la vetta, a 1631 metri d’altitudine, potrete ammirare il favoloso panorama sulla valle del Sarca.

Dalla vetta sarà poi possibile scendere alla croce posta più a sud e ritornare al rifugio.

Dal rifugio dovrete rientrare al punto di partenza seguendo l’itinerario in salita.

Se volete qualche informazione in più potete consultare questa pagina.

2- Dromaè, nella Valle di Ledro tra fiori e trincee lungo il sentiero Austro-Ungarico

Dromaè è tra le località più belle della Valle di Ledro, in modo particolare nel periodo della tarda primavera.

Prati verdi, viste impareggiabili sul lago, fiori selvatici a tracce storiche rendono il percorso davvero spettacolare.

Peonie rosa e narcisi bianchi, infatti, riempiono i pendii di Dromaè dall’inizio  maggio fino a giugno.

Per la precisione, le peonie crescono lungo il sentiero botanico, mentre i narcisi sono concentrati nei prati al di sopra dei casinei, ovvero le baite usate dagli abitanti di Mezzolago durante l’estate.

Il belvedere di Dromaè è certamente un punto panoramico eccezionale su tutta la Valle di Ledro.

In una giornata limpida i vostri occhi potranno spaziare dall’Adamello al Lago di Garda, e da Tremalzo fino al Monte Corno.

Proprio in questa valle c’è un sentiero storico che vale sicuramente la pena percorrere.

Le trincee e i tunnel presenti lungo il percorso risalgono infatti  alla Prima Guerra Mondiale, quando la Valle di Ledro costituiva il fronte tra l’Impero Austro-Ungarico e il Regno d’Italia.

Giunti a Dromaè dovrete intraprendere la strada sterrata seguendo il segnavia Ledro Trek-Medium.

Dopo un breve tratto, si dovrà seguire il sentiero che accorcia notevolmente rispetto alla strada sterrata per arrivare a un bellissimo punto panoramico sul Lago di Ledro.

Seguirete quindi il segnavia Cima Oro-Sentiero Austroungarico 1915-1918 che vi condurrà, in rapidità, fino all’Osservatorio Monte Oro e alla Cima Oro, a 1802 metri d’altitudine.

Questo tratto sarà completamente costellato da camminamenti militari, trincee e gallerie.

Continuerete lungo il sentiero fino ai 1672 metri perché, a quel punto,  dovrete continuare lungo il sentiero 413 che vi condurrà alla Bocca Dromaè.

Lì dovrete poi ridiscendere per il sentiero 453 e, passando per la Malga Dromaè, ritornerete al punto di partenza.

Se volete saperne di più su questo percorso oppure su altri sentieri presenti in questa zona allora potete dare un occhio qui.

3- Monte Baldo, a piedi lungo il Sentiero della Pace

Avrete tempo fino agli inizi di luglio per fare un po’ di outdoor nella zona del Monte Baldo, un vero e proprio “Giardino d’Europa”.

Collocato fra l’Adige e il Lago di Garda, il Parco del Monte Baldo è rinomato in tutta Europa per il caleidoscopio di piante e fiori rari che qui crescono spontaneamente.

Un’escursione davvero interessante in questa porzione di territorio è certamente il Sentiero della Pace.

L’escursione parte dal campeggio di Polsa e prosegue attraverso i pascoli di Malga Susine fino a Bocca d’Ardole.

Per la precisione, per raggiungere il punto di partenza dovrete oltrepassare il paese di Brentonico e, giunti al bivio, dovrete mantenere la sinistra verso Polsa di Brentonico.

Da qui, sarà necessario proseguire fino alla fine della strada che termina nel piazzale antistante il campeggio della località di Polsa.

Qui il panorama sulla Vallagarina e sul borgo di Avio, dominato dal castello medievale del FAI, sarà quasi impagabile.

Con una breve deviazione potrete visitare le gallerie militari scavate nelle pareti rocciose del Corno della Paura fino a raggiungere le postazione d’artiglieria sulla cima.

Dovrete quindi riprendere il tragitto sulla strada militare, sempre affacciato a strapiombo sulla Valle dell’Adige, fino a raggiungere il Monte Vignola e le sue fortificazioni austriache.

Procedendo in discesa, dovrete rientrare verso Polsa di Brentonico.

L’itinerario ad anello non presenta particolari difficoltà, si snoda per circa 10,6 Km ed è percorribile in circa 4 ore e mezza.

Si tratta del periodo migliore per affrontare questo percorso.

In primavera, infatti, lungo il sentiero spuntano i primi bucaneve, le dentarie e pure l’aglio orsino, mentre nei pascoli regnano sovrane l’arnica, le genziane e la nigritella.

Se volete saperne di più allora potete sbirciare questa pagina.

4- Val di Fiemme, una passeggiata fino a Malga Sass

Questa breve escursione vi porterà quasi ai margini della Val di Fiemme.

Con questo sentiero verrete guidati alla scoperta di pascoli ricchi di fiori e un incantevole “balcone” con una vista spettacolare su tutta la valle.

Il punto di partenza di questo itinerario è fissato nella località di Valfiorana, per la precisione al Ponte presso Bait dal Manz.

Dovrete attraversare le località della valle e proseguire sulla strada fino al ponte che attraversa il Rio delle Seghe.

Potrete lasciare l’auto accanto alla strada vicino al ponte e incamminarvi poi sul sentiero sito a est del rio (appena prima del ponte) e, dopo un centinaio di metri, intraprendere un altro percorso in salita in mezzo al bosco.

Il sentiero sarà privo di segnavia, tuttavia, le uniche intersezioni sono due vie forestali che interrompono la ripida salita.

Quest’ultima proseguirà fino a raggiungere quota 1800 metri dove, dietro di voi, si aprirà la vista verso tutta la Val di Fiemme.

Qui dovrete procedere lungo una strada forestale e seguirla in direzione sud per un centinaio di metri.

Al bivio ci sarà un’altra forestale sulla sinistra che tenderà a salire verso Malga Coston, storico alpeggio di Valfloriana oggi ristrutturato, risalente agli inizi dell’Ottocento.

Da quel punto dovrete proseguire su un sentiero pianeggiante che vi farà arrivare fino a Malga dal Sas.

Questa bellissima Malga si trova a 1910 metri d’altezza, proprio sotto la cima Busa dal Sas.

Lì potrete godervi il panorama prima di scendere lungo la strada della malga che vi riporterà direttamente al punto di partenza.

L’escursione è lunga all’incirca 8,8 Km e si percorre in circa 3 ore e mezza.

Se volete qualche informazione in più potete sbirciare questa pagina.

5- Val di Non, un’escursione ad anello fino ai laghi di Coredo e la baita dei Sette Larici

Per quest’ultimo itinerario ci si deve spostare nel mezzo dell’incantevole Val di Non.

Proprio in questa valle si trova la località di Coredo, un paese che conta all’incirca 1500 abitanti e si sviluppa su un verde altopiano panoramico.

I boschi, l’aria pulita, il clima mite e un suggestivo paesaggio rendono Coredo una meta ambita per un weekend all’aria aperta all’insegna della primavera.

L’itinerario ad anello vi condurrà attraverso i campi e boschi dell’altipiano della Predaia, e vi farà sfiorare gli abitati di Sfruz, Smarano, Tavon e Coredo.

Il cominciamento è fissato appunto a Coredo (Predaia).

Da lì dovrete incamminarvi in direzione di Tavon.

Attraverserete la piccola località seguendo, poi, il sentiero che vi accompagnerà fino ai laghi.

Si tratta di due specchi d’acqua artificiali inseriti in una conca tra le colline: il lago di Tavon e il lago di Coredo.

Si dovrà quindi oltrepassare la diga che separa i due laghi per poi salire il pendio sul lato opposto grazie a un sentiero che, in breve, vi condurrà fino a un bellissimo punto panoramico.

Seguirete ora il sentiero SF in direzione sud fino alla Cappella della Madonnina di Smarano.

Accanto a essa inizierà un percorso vita attraverso il bosco in leggera salita (sentiero 3).

Procederete quindi fino alla Baita dei Sette Larici.

Raggiunto così il punto più alto, proseguirete sul sentiero 16 in direzione Credai e Sfruz.

Quest’ultimo paese si trova proprio in mezzo a vasti prati e gode di un bellissimo panorama verso le Dolomiti di Brenta.

Passando per i campi scenderete verso Smarano, luogo di meleti in fioritura, per completare il giro fino a Coredo.

Il percorso si snoda per circa 13 Km ed è percorribile in circa 4 ore.

Per maggiori informazioni potete consultare questa pagina.

 

 

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