Val di Fassa, Trentino: trekking alle Torri del Vajolet e al Rifugio Re Alberto I

Le Torri del Vajolet sono uno spettacolo della natura indimenticabile. Nel cuore della Val di Fassa, camminiamo fino al Rifugio Re Alberto I, da dove la vista, a borgo di un lago alpino, è unica.

6 agosto 2021 - 12:39

Val di Fassa: un paradiso per il trekking

La Val di Fassa è contornata dalle montagne più famose del mondo: le Dolomiti.

La valle, che si protende in direzione nord est per una ventina di chilometri, si snoda fra massicci rocciosi unici nella loro bellezza.

La Roda di Vael ed il Catinaccio, le maestose cime del Sassolungo, l’imponente mole del Sella e la Marmolada, Regina delle Dolomiti.

Chiudono la corona, ritornando in direzione sud, il sottogruppo della Valacia, con Cima Undici e Cima Dodici e le propaggini della catena dei Monzoni, vero e proprio paradiso geologico e mineralogico.

Raccontate da leggende e fiabe incantate, queste vette magiche sono la culla dei Ladini, il popolo fiero e ricco di storia che da ben duemila anni ne è l’amorevole custode.

Se è tutto da scoprire il patrimonio di leggende ed antiche storie, sicuramente suggestiva e ricca di aneddoti e mitici personaggi si presenta l’avventura alpinistica fra i picchi e le guglie impossibili dei Monti Pallidi.

Da fine Ottocento in poi, e mantenuta viva da alpinisti ed arrampicatori di tutto il mondo, che, ancor oggi, si danno appuntamento sulle cime dolomitiche di questa valle per risalire le vie “classiche” o quelle di più recente apertura.

Itinerario sui Monti Pallidi: dal Rifugio Antermoia al Rifugio Re Alberto I

L’unicità del paesaggio dolomitico viene ulteriormente arricchita al tramonto, quando i raggi del sole esaltano il profilo delle montagne e sembrano infiammare le rocce, che assumono una calda colorazione rossastra, dando vita al fenomeno conosciuto come Enrosadira.

Si parte Dal Rifugio Antermoia il sentiero 584 valica il Passo Antermoia (2726 m) per costeggiare poi il versante occidentale del Catinaccio d’Antermoia fino al Passo Principe (2600 m).

Qui sorge l’omonimo rifugio (Tel. 0462.764244); fin qui si può arrivare anche con una spettacolare via ferrata che attraversa il massiccio toccando la cima a quota 3002 (solo per esperti con attrezzatura).

Si continua in direzione sud, sul sentiero 584 che dopo un primo ripido tratto, digrada lungo la Val del Vajolet fino ai rifugi Vajolet e Preuss (2243 m) da cui si ammirano le mitiche Torri del Vajolet e la parete est del Catinaccio.

Siamo nel cuore di una delle zone più celebrate dall’alpinismo di tutti i tempi, dove i pionieri dell’arrampicata, da Paul Preuss a Tita Piaz, hanno realizzato imprese diventate leggenda.

Da qui in un’ora circa si può raggiungere il Rifugio Re Alberto I (Tel. 0462.763428), segnavia 542, per ammirare il versante meridionale delle Torri del Vajolet.

Tornati ai rifugi Vajolet e Preuss (Tel. 0462.763292 -0462.764847/338.784968) per il sentiero 546 si può scendere fino al Gardeccia dove sorge l’omonimo rifugio (Tel. 0462.763152).

 

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