Val d’Ayas, 4 passeggiate al fresco tra rifugi e borghi walser

Dai ghiacciai del Monte Rosa ai villaggi walser, passando per antiche miniere e canali medievali: quattro itinerari per scoprire la Val d'Ayas a piedi, tra natura, storia e panorami alpini.

15 luglio 2026 - 16:30

Val d’Ayas: 4 passeggiate al fresco d’estate

La Val d’Ayas è una delle porte d’accesso più affascinanti al massiccio del Monte Rosa.

Dai ghiacciai che sfiorano i quattromila metri ai tranquilli boschi di larici, passando per antichi villaggi walser, alpeggi e testimonianze della storia mineraria valdostana, questa valle offre escursioni adatte a ogni tipo di camminatore.

Ecco 4 itinerari panoramici al fresco tra montagne e rifugi.

1 – In alta quota tra i ghiacciai di Verra

Quest’itinerario attraversa un ambiente di alta montagna dominato da morene, ghiacciai e grandi pareti.

Offrendo un’immersione progressiva nel paesaggio glaciale fino a raggiungere un rifugio arroccato su uno sperone roccioso con un panorama eccezionale sulle principali cime del gruppo.

Fin dai primi passi il sentiero sale con decisione attraverso pendii erbosi, alternando numerosi tornanti a brevi tratti più dolci.

Guadagnando quota si raggiunge la dorsale morenica che separa il Grande e il Piccolo Ghiacciaio di Verra, un punto panoramico da cui si apre la vista sulle imponenti lingue glaciali e sul torrente che nasce direttamente dal ghiaccio.

Seguendo il filo della morena, il percorso conduce al Rifugio Mezzalama (3.004 m), primo importante punto d’appoggio dell’itinerario.

Da qui il panorama si amplia sulle grandi vette del Monte Rosa, tra cui Castore, Polluce, Roccia Nera e il Breithorn Orientale, mentre i seracchi del Ghiacciaio di Verra dominano lo scenario.

L’ultima parte della salita è la più impegnativa.

Il sentiero attraversa un terreno detritico e roccioso, superando facili passaggi tra le rocce e un tratto dove, in presenza di neve dura o ghiaccio vivo, è consigliabile avere con sé i ramponi.

L’itinerario prosegue quindi verso una sella.

Affronta gli ultimi metri lungo uno sperone attrezzato con alcune funi fisse e gradini, fino a raggiungere il moderno Rifugio Guide della Val d’Ayas.

La ricompensa è un panorama straordinario che abbraccia l’intera alta Val d’Ayas, i ghiacciai del Monte Rosa e le grandi cime che superano i quattromila metri. Il ritorno avviene lungo lo stesso itinerario.

2 – Alla scoperta dell’oro di Brusson

La Miniera d’oro di Chamousira, sulle pendici che dominano Brusson, offre un’escursione diversa dal solito.

Si unisce una piacevole passeggiata nel bosco a un’affascinante esperienza sotterranea.

Si tratta della più importante miniera aurifera della Valle d’Aosta.

Oggi è valorizzata attraverso visite guidate che permettono di scoprire la storia dell’estrazione dell’oro e la vita dei minatori che qui hanno lavorato per gran parte del Novecento.

L’itinerario inizia dalla località Delaz, poco sopra Brusson.

Un sentiero ben segnalato conduce in pochi minuti all’ingresso della miniera.

Il percorso si sviluppa quasi interamente nel bosco, alternando brevi salite e tratti pianeggianti.

Attraversa un piccolo torrente e offrendo, tra gli alberi, scorci panoramici sul lago di Brusson e sull’inconfondibile profilo del Monte Zerbion.

L’ambiente è fresco e ombreggiato, ideale anche durante le giornate più calde dell’estate.

In circa venticinque minuti si raggiunge il piazzale d’accesso alla miniera, ricavato nell’area della vecchia stazione della teleferica che un tempo trasportava il minerale a valle.

Prima di entrare nelle gallerie, un piccolo spazio espositivo racconta la storia del sito attraverso fotografie d’epoca, attrezzi originali e oggetti appartenuti ai minatori.

La visita guidata si svolge all’interno della galleria del Livello 7, dove temperatura e atmosfera cambiano radicalmente.

Con circa 5-10 °C costanti durante tutto l’anno, si percorrono gli antichi cunicoli osservando da vicino i filoni auriferi, le tecniche di scavo e le strutture utilizzate per l’estrazione del minerale.

Lungo il percorso le guide illustrano il funzionamento della miniera e le difficili condizioni affrontate dai minatori, rendendo la visita coinvolgente anche per chi non ha conoscenze di geologia o archeologia industriale.

Scoperta alla fine dell’Ottocento e sfruttata a partire dai primi anni del Novecento, la miniera di Chamousira è rimasta attiva fino agli anni Ottanta.

Le gallerie si sviluppano per circa 1.600 metri nel sottosuolo.

All’esterno sono ancora visibili alcune delle strutture che servivano al trasporto e alla lavorazione del minerale.

L’attività è consigliata da maggio a ottobre, verificando sempre i giorni di apertura e prenotando con anticipo, poiché l’ingresso è consentito esclusivamente con guida autorizzata.

3 – Sulle tracce dei Walser fino al borgo di Les Fiery

L’escursione a Les Fiery, nella parte alta della Val d’Ayas, attraversa antichi villaggi walser, boschi di larici e vecchie mulattiere.

Conduce a uno dei luoghi più ricchi di fascino della valle, dove il panorama si apre sulle montagne del Monte Rosa.

La partenza è dal parcheggio di Pian Villy, poco oltre Champoluc.

Un piacevole sentiero pianeggiante attraversa l’omonima area verde e conduce senza difficoltà a Frachey, piccolo nucleo di antichi rascard oggi affiancato dalla stazione della funicolare per l’Alpe Ciarcerio.

Da qui si prosegue lungo la strada che risale la valle costeggiando il torrente, con scorci sul Monte Croce e sui boschi che caratterizzano questo tratto della Val d’Ayas.

Si raggiunge così Saint-Jacques-des-Allemands, uno dei borghi più antichi della valle e primo insediamento walser della zona.

Passeggiare tra le sue case in pietra e legno significa ripercorrere una pagina importante della storia alpina.

Qui, intorno all’anno Mille, si stabilirono le popolazioni provenienti dal Vallese.

Diedero vita a una comunità che per secoli prosperò grazie ai commerci attraverso i valichi del Monte Rosa.

Nel tempo Saint-Jacques divenne anche una rinomata località di villeggiatura, frequentata da alpinisti, viaggiatori e personaggi illustri, tra cui la regina Margherita.

Dopo aver attraversato il torrente, la strada lascia spazio a una splendida mulattiera lastricata che si inoltra nel lariceto.

La salita è più sostenuta ma sempre regolare e segue il corso del torrente tra ponticelli, cascatelle e tratti panoramici, offrendo un ambiente fresco anche nelle giornate estive.

L’ultimo tratto conduce al piccolo borgo di Les Fiery, posto su un balcone naturale all’incrocio degli antichi itinerari che collegavano la Val d’Ayas con il Vallese e la Valsesia.

Oggi il villaggio conserva tutta la sua atmosfera d’altri tempi.

Qui si possono ancora ammirare gli edifici storici che ricordano l’epoca d’oro dell’alpinismo.

Tra questi spicca l’imponente Hotel Bellevue, un tempo ritrovo di guide alpine, esploratori e illustri ospiti come la famiglia reale sabauda.

Vale la pena dedicare qualche minuto anche ai dintorni del borgo.

Poco oltre le case, una breve passeggiata conduce ai prati di Beau Bois.

Si trovano un suggestivo rascard e l’antica Casa Alpina Don Bosco, costruita accanto a un enorme masso erratico che rende ancora più caratteristico questo angolo della valle.

4 – Lungo il Ru Courtod, tra lariceti e pascoli

L’escursione lungo il Ru Courtod è una delle passeggiate più piacevoli e panoramiche della Val d’Ayas.

Il percorso segue per lunghi tratti uno storico canale irriguo medievale, attraversando boschi di larici, ampi pascoli e alpeggi, con continui scorci sulle cime del Monte Rosa.

Grazie al dislivello contenuto e al tracciato quasi sempre pianeggiante, è un itinerario adatto a tutti, ideale anche nelle giornate più calde grazie alla presenza costante dell’acqua e all’ombra del bosco.

La partenza è dal grande parcheggio di Barmasc, sopra Antagnod.

Dopo un breve tratto sulla strada sterrata che sale verso il Monte Zerbion, si raggiunge il Pian delle Signore, dove si incontra il Ru Courtod.

Da qui il sentiero cambia completamente carattere: invece di continuare a salire, segue fedelmente il piccolo canale con un andamento quasi pianeggiante, inoltrandosi in uno splendido lariceto.

Il Ru Courtod è una straordinaria opera di ingegneria medievale.

Realizzato tra la fine del Trecento e i primi decenni del Quattrocento, convoglia ancora oggi le acque provenienti dai ghiacciai dell’alta Val d’Ayas fino ai versanti più aridi della zona di Saint-Vincent.

Il sentiero prosegue tra bosco e radure, costeggiando sempre il canale e attraversando un ambiente fresco e rilassante.

Più avanti gli alberi si diradano e il panorama si apre sui prati di Barmasc e sul fondovalle, con il borgo di Antagnod ben visibile.

La seconda parte dell’itinerario regala vedute sempre più estese sulle montagne della Val d’Ayas e, nelle giornate limpide, sui ghiacciai del Monte Rosa che fanno capolino verso nord.

Informazioni utili

_Informazioni e suggerimenti utili sul sito ufficiale dell’Ente turismo

 

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