Agro romano: escursione in bici lungo l’Anello di Castel di Guido

20 maggio 2016 - 20:21

Il grande patrimonio verde di Roma Capitale include due aziende agricole biologiche: Castel di Guido e Tenuta del Cavaliere. Realtà gestite direttamente dall’Amministrazione sulle si punta per rilanciare l’intero agro romano. In questo itinerario descriviamo un percorso in mtb all’interno della tenuta di Castel di Guido.

L’itinerario prende il via dalla stazione di Maccarese-Fregene, posto sulla linea ferroviaria Tirrenica (Roma- Grosseto). I treni per questa stazione partono da Roma Ostiense e Roma Termini e permettono tutti il trasporto di biciclette al seguito.

Dalla stazione, si imbocca la via della Stazione di Maccarese verso sud-est, fino ad una curva a sinistra dove la strada passa sotto via della Muratella e prosegue verso est, assumendo da qui il nome di via di Maccarese. La si percorre fino al cimitero. Da qui, si entra nel territorio della Tenuta; la strada diventa sterrata con alcuni tratti spesso infangati e ingombri di vegetazione e prosegue in direzione nord-est. Incontrando un tratto di strada più larga, si gira a destra fino ad un gruppo di case coloniche (località Le Pulcette).

Da qui si prosegue a sinistra in direzione nord fino ad un cavalcavia che passa sopra la via Aurelia (da qui, via Gaetano Sodini) per arrivare al vecchio Borgo di Castel di Guido, ora sede degli Uffici della Riserva e del Museo della Civiltà Contadina, da non perdere. Dopo la seconda guerra mondiale, tanti braccianti scelsero di restare a Castel di Guido: quegli anni sono impressi su foto d’epoca che rispecchiano la fatica e la speranza di chi scelse di mettere su famiglia lavorando nell’azienda agricola.

L’Associazione Castel di Guido si è adoperata per raccogliere ed esporre nel Museo queste immagini in bianco/nero che mostrano la vita quotidiana dei braccianti nei campi, in stalla, dei mandriani a cavallo e degli adolescenti a scuola, oppure quelle che immortalano la gente con i volti sorridenti e il vestito della domenica.

Nel Museo della Civiltà Contadina, oltre alle foto consumate dal tempo, sono esposti vecchi utensili e attrezzi utilizzati per le attività agricole. Sembra di capovolgere la clessidra e tornare indietro negli anni osservando un’antica bilancia rurale, le vecchie caffettiere, la macchina per cucire, la presa del latte e quella per lavorare le barbabietole, i piatti e le bottiglie con ancora il sigillo di Santo Spirito, la svecciatrice per pulire i cereali, il grande caldaio per la cottura del formaggio

Tornando alla descrizione dell’itinerario: girando a sinistra, via Gaetano Sodini prosegue di fronte al Borgo (verso ovest), attraversa dei campi fino ad un’ampia curva a sinistra, passa di nuovo sotto la via Aurelia e si dirige verso il piccolo colle sopra cui sorge la fattoria di Carosara. Poco prima di salire alla fattoria, tralasciando la salita che conduce ad essa, piegare leggermente a sinistra a lambire alcuni pascoli (possibilità di vedere mandrie di maremmane al pascolo) verso il nuovo tratto agevole di via di Maccarese fino al bivio sulla destra da cui siamo venuti. Qui, ripercorrendo la strada percorsa, si torna alla stazione.

Testi di Carlo Rocca, Aldo Frezza e Massimo Piacentino / Foto di Massimo Piacentino e Aldo Frezza

 

 

CASTEL DI GUIDO

natura e tipicità nella storia

Via Aurelia, km 20

00166 Roma

 

 

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Monte Cusna: il gigante buono del Parco

La Pista ciclabile dell’Adige: Trento – Rovereto – Borghetto

Passeggiata al Lago di Braies