Lazio in primavera: Santa Severa e la meraviglia dei Monti della Tolfa

Santa Severa è una piccola e storica frazione è rinomata per il suo castello medievale che si affaccia sul mare, ma anche per il fatto di trovarsi ai piedi dei Monti della Tolfa, l'ideale per un trekking di primavera

4 maggio 2024 - 17:00

Trekking di primavera a Santa Severa e Monti della Tolfa

L’itinerario proposto vi guiderà nella scoperta di una porzione di territorio laziale al contempo storica e panoramica, bellissima da esplorare in primavera.

Si tratta di Santa Severa, l’unica frazione di Santa Marinella nonché importante centro turistico balneare.

È collocata lungo la via Aurelia, antica via consolare, a circa 8 Km a sud di Santa Marinella e 50 a nord di Roma, all’estremità meridionale della maremma laziale e ai piedi dei Monti della Tolfa.

Questa località è rinomata specialmente per il suo castello costruito direttamente sul mare.

Il castello di Santa Severa nasce intorno al X o XI secolo, e il primo riferimento scritto è databile al 1068, anno in cui il Castello e la Chiesa furono donati dal conte Gerardo di Galeria all’Abbazia di Farfa.

Quest’ultimo, nel 1130, la donò su richiesta dell’antipapa Anacleto II alla Basilica di San Paolo fuori le mura.

Nel 1482 il Castello passò all’Ordine del Santo Spirito che ne fu proprietario per ben 500 anni.

L’area in cui sorge il castello, così come gli spazi circostanti, affondano le proprie radici in tempi tuttavia molto più antichi.

I primi ritrovamenti, infatti, risalgono addirittura all’età del Bronzo.

Intorno al 264 a.C. fu fondata la colonia romana di Pyrgi, proprio sul nucleo centrale di una cittadina etrusca il cui nome è ancora oggi ignoto.

La cittadina, fondata tra la fine del VII e gli inizi del VI secolo a.C., rappresentò per alcuni secoli il porto principale di Caere, l’odierna Cerveteri, fino alla sua distruzione per mano della flotta di Dionisio I di Siracusa avvenuta nel 384 a.C.

Una visita a questo tesoro architettonico, quindi, è quasi d’obbligo.

I dintorni di Santa Severa, poi, riservano luoghi incantevoli per chi volesse dedicarsi a un trekking in queste zone.

Ci si situa, infatti, proprio in corrispondenza dei Monti della Tolfa, una cornice montuosa che si estende per ben 77.000 ettari tra il basso Viterbese, l’area dei Monti Cimini e il tratto di costa che comprende Santa Marinella, Santa Severa e Ladispoli.

La presenza ingente di acqua e il clima favorevole hanno consentito la crescita, in questa zona, di enormi foreste interrotte da estese pianure.

Le dorsali dei monti, poi, sono ricoperte da fitti boschi e da una grande varietà di animali, di piante e fiori.

Si tratta insomma di un sistema naturale in totale equilibrio e perfetto per delle passeggiate primaverili.

L’itinerario: un trekking sui Monti della Tolfa lungo l’anello del Biancone

Santa Severa è collocata proprio ai piedi degli incantevoli Monti della Tolfa.

Questi monti possono essere un ottimo punto di partenza per chi volesse intraprendere un trekking “leggero” e iniziare a macinare qualche chilometro su un percorso relativamente semplice.

L’itinerario proposto è l’anello del Biancone, un percorso che si snoda per 12 Km e che trova il suo cominciamento a partire dal Km 4,3 della strada provinciale Tolfetana.

Per la precisione, l’inizio del sentiero è indicato da un pannello posto in un parcheggio del casale Centro Natura e Cavallo (Tolfa).

Si trova in un piazzale raggiungibile dalla strada collocato sul lato sinistro della provinciale 3b (per chi dovesse venire dall’autostrada).

Comincerete subito con una ripida salita in cui incapperete nella presenza di rocce e arbusti di lentisco che vi condurrà sul Monte Chiavaccio, a 264 metri di quota.

Alle vostre spalle si aprirà, da subito, un panorama incantevole che si allargherà fino al Mar Tirreno, abbracciando la costa e il castello di Santa Severa.

Continuerete quindi a salire e, dopo essere ridiscesi all’interno del querceto, raggiungerete anche la vetta panoramica del Monte Cavone a 386 metri d’altitudine.

Da quel punto in poi la segnaletica di colore rosso risulterà carente, dunque bisognerà prestare attenzione lungo il tragitto per non perdersi sui propri passi.

Sulla vetta del monte troverete una piccola staccionata e un bivio da cui partono due stradelli.

Lì ci si dovrà inoltrare per la mulattiera sulla sinistra.

Procederete in discesa lasciando, alla vostra destra, una recinzione di legno e filo spinato, giungendo al fondo della sterrata.

Ad aspettarvi ci sarà un ulteriore bivio: bisognerà prendere il sentiero sulla destra e, dopo circa 100 metri, svoltare nella stessa direzione su un viottolo che conduce a una suggestiva  zona boscosa.

Raggiungerete una comoda strada sterrata e proseguirete sempre verso destra fino al fosso Monte Ianni, sopra il quale potrete scorgere il ponte dell’acquedotto.

Se vorrete fare una piccola pausa allora non ci saranno problemi.

Ci saranno dei punti di ristoro (due tavoli e panche in legno) dove potrete ristorarvi all’ombra degli alberi.

Ripreso il cammino dovrete dirigervi verso una staccionata che vi riporterà sulla strada provinciale.

Dovrete attraversarla e superare il cancello sul lato opposto inoltrandovi, sulla destra, lungo un viottolo che conduce al Rio Fiume.

Superato il guado (il sentiero color blu e rosso), il sentiero si svilupperà lungo la destra orografica del fiume, attraverso una fitta boscaglia.

Continuerete la passeggiata fino a risalire definitivamente sulla provinciale, ripercorrendo la strada asfaltata per 200 metri in direzione Tolfa fino a ritornare al punto di partenza.

 

 

 

Informazioni utili

Se volete saperne di più su ulteriori itinerari presenti nella Riserva Naturale della Macchiatonda, allora potete dare un occhio alla pagina dedicata.

Qui, invece, potete trovare maggiori informazioni sul Castello di Santa Severa.

 

 

Scopri gli altri itinerari e percorsi nel Lazio

Seguici sui nostri canali social!
Instagram – Facebook – Telegram

 

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Toscana, trekking di primavera vicino Siena: Radicofani tra storia e natura

Pantelleria meravigliosa in primavera: il Sentiero del Kaggiar

Columbia, ecco la nuova scarpa da speed-hiking Konos TRS OutDry